Ferrara è tra le province emiliano-romagnole con meno reati ambientali accertati nel 2025, ma il dato cambia se si guarda al ciclo dei rifiuti, che rappresenta il principale fronte di illegalità sul territorio. È quanto emerge dal rapporto Ecomafia di Legambiente, elaborato sulla base dei dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto, presentato a Bologna.
Nella provincia estense sono stati registrati 56 reati ambientali, con 67 persone denunciate e 27 sequestri. Nessun arresto risulta nella tabella provinciale del rapporto. Ferrara si colloca così all’ottavo posto regionale per numero di reati, davanti soltanto a Piacenza, con 42 casi. In testa alla classifica emiliano-romagnola ci sono Rimini, con 289 reati, e Ravenna, con 281, seguite da Bologna con 201.
Il quadro regionale conta complessivamente 1.434 reati ambientali, circa quattro al giorno, 1.200 persone denunciate, nove arresti e 289 sequestri. L’Emilia-Romagna si posiziona al decimo posto nella graduatoria nazionale. Nel complesso, secondo Legambiente, i reati accertati nella regione sono in lieve calo, mentre diminuiscono anche gli illeciti amministrativi: poco più di 4mila, rispetto ai quasi 5mila del 2024.
Rifiuti, Ferrara sesta in regione
È soprattutto il ciclo dei rifiuti a evidenziare il peso della provincia estense. Nel 2025 sono stati accertati 47 reati in questo settore, con 51 persone denunciate e 20 sequestri. Ferrara è sesta in Emilia-Romagna per numero di violazioni, dietro Forlì-Cesena, con 83 casi, Reggio Emilia con 80, Rimini con 71, Ravenna con 54 e Parma con 51.
Il dato ferrarese supera quello di Modena, dove sono stati accertati 38 reati, Bologna con 34 e Piacenza con 18. Il ciclo dei rifiuti è anche il settore che registra il maggior numero di illeciti penali a livello regionale: 492, accompagnati da 457 persone denunciate, nove arresti e 176 sequestri.
Per Legambiente si tratta di un ambito particolarmente esposto agli interessi della criminalità organizzata. Il rapporto richiama inoltre l’aumento, a livello nazionale, degli incendi negli impianti di gestione dei rifiuti: 76 nel 2025, il 24,7% in più rispetto all’anno precedente.
Cemento, un solo reato accertato
La situazione di Ferrara è invece molto diversa per quanto riguarda il ciclo del cemento. Nel 2025 il rapporto registra un solo reato nella provincia, con cinque persone denunciate e nessun sequestro. È il dato più basso dell’Emilia-Romagna, a pari merito con nessun’altra provincia: Piacenza ne conta cinque, Parma sei, Modena 13 e Ravenna 17. In cima alla graduatoria regionale si trovano Rimini, con 52 reati, e Bologna, con 49.
In tutta l’Emilia-Romagna i reati legati al ciclo del cemento sono stati 343, con 280 persone denunciate e sei sequestri. Il rapporto segnala una forte riduzione rispetto ai 656 casi del 2024, attribuendola anche alla contrazione del mercato edilizio. Il settore mantiene invece il primato regionale per gli illeciti amministrativi, che sono stati 1.291.
Animali, sei reati e dieci denunce
Anche sul fronte dei reati contro gli animali Ferrara presenta numeri contenuti rispetto ad altre province, ma con un numero di persone denunciate superiore a quello dei reati accertati. Nel 2025 sono stati registrati sei casi, dieci persone denunciate e sei sequestri.
Il dato è distante da quello di Ravenna, che guida la classifica regionale con 188 reati, seguita da Rimini con 155. In Emilia-Romagna i reati contro gli animali sono stati complessivamente 446, con 371 persone denunciate e 82 sequestri. La categoria comprende fenomeni diversi, dal bracconaggio alla pesca illegale, fino ai traffici di specie protette e agli illeciti negli allevamenti.
Legambiente: rafforzare norme e controlli
Accanto ai dati, il rapporto Ecomafia contiene dieci proposte rivolte al governo per rafforzare il contrasto alle illegalità ambientali. Tra le priorità indicate dall’associazione ci sono il completamento del recepimento nel Codice penale dei delitti ambientali previsti dalla normativa europea, maggiori risorse per contrastare l’abusivismo edilizio e per eseguire le demolizioni degli immobili illegali, oltre a interventi per aumentare la trasparenza negli appalti pubblici.
«L’accertamento dei reati ambientali è cruciale per la salvaguardia della natura e dell’ambiente che Legambiente persegue», afferma Davide Ferraresi, presidente di Legambiente Emilia-Romagna, sottolineando l’importanza della collaborazione tra forze dell’ordine e Capitanerie di porto.
«Resta centrale il tema dell’illegalità all’interno del ciclo dei rifiuti», aggiunge Ferraresi, richiamando la necessità di un intervento coordinato che colpisca chi commette reati e affronti le criticità delle filiere, per garantire maggiore trasparenza e una reale circolarità dei materiali.
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