“Da circa tre settimane è stato cementato il centrocampo dello storico campo di calcio dei Tre campi, il più grande dei due rimasti per destinarlo al campo di cricket”.
A segnalarlo tramite un esposto (meglio sarebbe dire “appello”) rivolto al sindaco Alan Fabbri e al vicesindaco Alessandro Balboni, è un gruppo di storici frequentatori dei “Tre campi”, l’area verde di via Canapa sulla quale generazioni di ferraresi hanno calzato le scarpette coi tacchetti.
Primi firmatari dell’appello sono l’avvocato Paolo Scaglianti, l’ingegner Verter Malisardi, già Capo Ufficio Tecnico del Comune di Berra e il signor Majid Khalili titolare dell’attività di vendita di tappeti in via Cittadella esistente a Ferrara da oltre 33 anni.
Scaglianti fa presente che calca quell’erba “da quando avevo 8 anni” (ora sono 70, ndr) e “conosciamo ad uno ad uno i ragazzi, perlopiù di colore, che vengono a giocare in questi campi; vengono anche molti giovanissimi ragazzi italiani e altri meno giovani, che sanno che lì possono sempre venire a praticare lo sport più diffuso del nostro Paese”.
“Alcuni dei nostri compagni ‘storici’ di partite di calcio – prosegue l’esposto – purtroppo data l’età hanno smesso di giocare, ma in compenso i campi sono stati ravvivati da diversi anni da ragazzi africani, peruviani, brasiliani, marocchini e di altre parti del mondo, che si sono da subito integrati con noi e con chiunque si rechi ai campi di Via Canapa per praticare insieme il tanto amato gioco del calcio”.
Tutti i ragazzi che vengono ai tre campi “sono da noi personalmente conosciuti, ragazzi che lavorano onestamente e che sono ben integrati nella comunità, molti di loro purtroppo anche con lavori precari o sottopagati, talvolta non hanno nemmeno la possibilità di avere un’automobile e quindi vengono a giocare in bicicletta, spesso vengono aiutati a trovare un paio di scarpe per giocare, consapevoli che lì non hanno bisogno di spendere soldi per aggregarsi in qualche campo sportivo di qualche società di calcio”.
Al termine delle partite spesso il ‘presidente’ Majid Khalili, particolarmente la domenica mattina, “porta uno squisito thè iraniano e delle brioches oppure beviamo una birra o un bicchiere di vino tutti assieme e anche i ragazzi portano sempre qualcosa da mangiare, per poi sederci godendo della reciproca compagnia e del profondo legame che lo sport ha creato tra noi tutti. Senza che nessuno abbia aiutato questi ragazzi, il sig. Majid Khalili organizza delle piccole collette per comprare i palloni, per fare tagliare l’erba del campo quando serve, есс. Есс.”.
I firmatari affermano che “questi ragazzi stranieri ci hanno insegnato molto con il loro sorriso, ricordandoci sempre gli anni della nostra adolescenza dove bastava un campo di calcio e un pallone al pomeriggio dopo la scuola per essere felici, cosa che purtroppo oggi non accade più così facilmente”.
Ora sul campo principale è scesa una colata di cemento. Si tratta di un intervento previsto nel Piano triennale delle Opere pubbliche 2026-2028. Il progetto prevede la realizzazione di un campo da cricket nel comprensorio del Parco Urbano e la conversione di un percorso sterrato esistente nella zona della Darsena di San Paolo in un percorso in gomma anti-trauma. Il tutto per la spesa complessiva di 70.000 euro.
“Se questo progetto venisse portato avanti si tratterebbe di gravissima perdita per la nostra città – riprende Scaglianti -, per tutti i cittadini ferraresi e per tutti quelli che amano il calcio visto che questo campo è storico per la città; per contro il campo di cricket si può installare in qualsiasi zona del grandissimo nostro parco urbano”.
Su queste basi i firmatari chiedono a sindaco e vice il ripristino del campo di calcio e il trasferimento del campo di cricket in altro luogo e allegano una raccolta firme.
“La raccolta – specificano – è tutt’ora in corso perché moltissimi cittadini di Ferrara vogliono firmare l’esposto ma non hanno ancora avuto la possibilità”.
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