Copparo
20 Ottobre 2026
Coinvolgente ed emozionante la mostra conferenza di Pierpaolo Venturi

Piccoli giochi e grandi storie al Museo La Tratta di Copparo

di Redazione | 2 min

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Copparo. Un domino, un mazzo di carte, un pallone, giochi costruiti con materiali di recupero. Oggetti che raccontano il bisogno di distrarsi e ritrovare un po’ di normalità anche durante la guerra. Sabato scorso, al Museo La Tratta di Copparo, i visitatori hanno potuto non soltanto conoscerne la storia, ma anche osservarli da vicino e scoprirne i dettagli.

È stato questo uno dei momenti più emozionanti di “Giochi in guerra, momenti di pace”, la mostra conferenza proposta dagli Archeologi dell’Aria, con il patrocinio del Comune, che ha accompagnato i partecipanti alla scoperta di un aspetto insolito e profondamente umano della vita dei soldati.

A dare il benvenuto è stato il vicepresidente degli Archeologi dell’Aria, Giovanni Carlini, che ha sottolineato la proficua collaborazione con Pierpaolo Venturi, giunto alla sua quinta conferenza al museo di via Goito. Il vicesindaco Bruna Cirelli ha rimarcato l’importanza dell’impegno dell’associazione nella divulgazione dei diversi aspetti del periodo bellico, evidenziando come quello del gioco sia un tema particolarmente suggestivo, capace di accomunare e mettere in relazione generazioni diverse.

Attraverso una trattazione appassionata, Pierpaolo Venturi, affiancato dalla moglie Gabriella Quadri, ha raccontato come il gioco permettesse ai soldati di evadere temporaneamente dalla realtà della guerra. Dai giochi tradizionali a quelli costruiti con le proprie mani utilizzando materiali di recupero, il racconto ha restituito una dimensione quotidiana della vita al fronte, soffermandosi anche sul ruolo della musica, della fotografia e degli animali come fonti di conforto e distrazione.

Particolarmente emozionante è stata la possibilità di osservare da vicino e toccare i pezzi originali della Collezione Storica Quadri-Venturi. Prenderli in mano, scoprirne i dettagli e immaginare le persone che li avevano utilizzati ha trasformato l’approfondimento in un’autentica porta spalancata sul passato: ha reso la storia improvvisamente concreta, quasi tangibile. Un incontro che ha saputo offrire una prospettiva diversa sui conflitti: quella dei piccoli gesti, delle relazioni e del bisogno di conservare un po’ di normalità anche nelle circostanze più drammatiche.

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