Copparo. È un modo diverso di osservare la natura quello proposto dalla mostra “Dalla pianta al Bonsai – Storia di una evoluzione”, inaugurata sabato 17 ottobre alla Galleria civica Alda Costa di Copparo.
Un’esposizione che accompagna i visitatori alla scoperta di un’arte millenaria e che sarà visitabile fino al 24 ottobre, fino a venerdì dalle 15.30 alle 18.30, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30.
La mostra, promossa dal Lions Club Copparo, con il coinvolgimento e della Pro Loco e il patrocinio del Comune, nasce da un’idea della presidente Valeria Celati, concretizzata da Andrea Sartori, medico chirurgo e socio Lions che coltiva bonsai da quasi quarant’anni.
È stato lo stesso Sartori ad accompagnare i presenti alla scoperta del percorso espositivo, che parte da una pianta ancora da lavorare e ne segue le diverse fasi di formazione. Ad arricchire la visita sono i codici QR che permettono di approfondire non soltanto le tecniche di coltivazione, ma anche i principi filosofici che accompagnano quest’arte.
Il bonsai, ha spiegato Sartori, «non è una semplice pianta ma un modo di affrontare la vita, di percepire le cose diversamente, a partire dalla valorizzazione dell’asimmetria, perché la vita è fatta di curve e storture, e della crepa, che diversifica e impreziosisce un oggetto».
Per Sartori si tratta di una passione nata quasi casualmente alla fine degli anni Ottanta, durante un viaggio a Roma. Da allora, quasi quarant’anni di studio ed esperienza hanno trasformato quella curiosità iniziale in un rapporto profondo con la natura. Coltivare un bonsai infatti significa innanzitutto imparare la pazienza e il valore del tempo, perché i risultati si misurano in stagioni e anni. La cura quotidiana diventa una forma di meditazione, fatta di gesti precisi e di attenzione ai cambiamenti della natura. È un incontro tra arte e biologia, nel quale ogni pianta è un’opera viva, mai definitivamente compiuta, che trova bellezza anche nelle imperfezioni e nei segni del tempo. E poiché un bonsai può attraversare intere generazioni, chi lo coltiva ne diventa custode, con la responsabilità di accompagnarne la crescita e preservarne la vita.
Ad aprire l’inaugurazione, introdotta dal cerimoniere del Lions Club Giuseppe Buraschi, è stata Valeria Celati, che ha salutato un’esposizione capace di «valorizzare bellezza e arte, pazienza e generosità». L’assessore alla Cultura Francesca Buraschi, portando i saluti dell’Amministrazione comunale e del sindaco, ha evidenziato «la nutrita attività dell’associazione a favore della comunità, a cui si sono unite anche le mostre, che partono dal filo conduttore dell’arte sempre declinata in maniera originale, con spunti molto interessanti». Mentre il vicepresidente della Pro Loco Copparo, Armando Zanforlin, ha posto l’accento sulla sinergia fra le associazioni.
Particolarmente significativo il risvolto solidale dell’esposizione: l’intero ricavato delle offerte sarà devoluto all’Associazione Amici Pompieri Volontari di Copparo per contribuire all’acquisto di una nuova termocamera. Alessandro Zanella, intervenuto per l’associazione, ha ringraziato i promotori per «il bene che ci volete e l’aiuto che ci date», spiegando come lo strumento precedentemente in dotazione sia stato danneggiato e sia necessario riacquistarlo, dal momento che è particolarmente importante durante gli interventi di soccorso, sia per individuare persone sia per rilevare eventuali focolai. Anche il comandante della Stazione Carabinieri di Copparo, luogotenente Giuseppe Zurlo, si è complimentato per la bellezza di una mostra capace di far conoscere un mondo poco noto, sottolineandone al tempo stesso l’importante finalità benefica.
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