Cento
17 Ottobre 2026
Coinvolti un centinaio di studenti in un presunto sciopero non comunicato. Presi a calci cassonetti e cestini, al momento non ci sono persone fermate. Accorsi: "Chi rompe paga"

Cento, vandalismi durante il Meloni Day: divelta una cancellata all’Isit, indagini in corso

di Redazione | 3 min

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Cento. Un centinaio di studenti coinvolti in un presunto sciopero non comunicato e diversi episodi di vandalismo, con cassonetti e cestini dei rifiuti presi a calci e una recinzione con cancellata divelta all’istituto Isit Bassi-Burgatti di Cento. È quanto accaduto nella mattinata di sabato 17 ottobre, in occasione del cosiddetto Meloni Day, la mobilitazione studentesca che ha interessato diverse scuole della città. Sulla vicenda sono in corso accertamenti: al momento non risultano persone fermate e gli inquirenti stanno esaminando il materiale raccolto per ricostruire la dinamica dei fatti e identificare eventuali responsabili.

A intervenire è stato il sindaco Edoardo Accorsi, che sui social ha confermato gli episodi e l’avvio delle indagini. “Polizia Locale e Carabinieri sono prontamente intervenuti gestendo la situazione”, ha scritto il primo cittadino. La Polizia locale di Cento ha già avviato gli accertamenti per quantificare i danni e individuare chi ne sia responsabile.

“Voglio essere molto chiaro, come ho già fatto in passato: chi rompe paga. Chi sbaglia si assume responsabilità delle proprie azioni e ne risponde secondo quanto prevede la legge”, ha aggiunto Accorsi, prendendo posizione sugli atti vandalici.

Nel suo intervento, il sindaco ha invitato però a non ridurre quanto accaduto a una contrapposizione politica. “Poi c’è chi, anche questa volta, prova a trasformare tutto in uno scontro politico e ideologico”. Per Accorsi, la questione va affrontata anche sul piano del disagio giovanile: “Io preferisco restare concentrato su uno dei temi più complessi che le nostre comunità si trovano ad affrontare: un disagio giovanile che cresce quotidianamente, che coinvolge anche le famiglie, e che non si risolve né con gli slogan né con contrapposizioni”.

Il primo cittadino si è quindi rivolto direttamente agli studenti, distinguendo il diritto alla protesta dal rispetto degli altri e dei beni pubblici. “Questa città è anche vostra. Non ne siete solo il futuro, ne siete già il presente”, ha scritto. E ancora: “Avete il diritto di manifestare il vostro dissenso, la vostra rabbia, le vostre preoccupazioni. Avete anche il dovere di farlo nel rispetto di chi vi sta intorno, compresi i compagni che hanno fatto scelte diverse dalle vostre”.

Accorsi ha infine manifestato la disponibilità a incontrare i ragazzi: “Io sono disponibile a incontrarvi e ad ascoltarvi, come accade già spesso nelle scuole con i tanti progetti che portiamo avanti insieme”. Un impegno che, ha concluso, sente come parte delle proprie responsabilità di sindaco.

Gli episodi segnalati non si sarebbero limitati all’Isit Bassi-Burgatti. Nel quadro della mobilitazione sono state riferite criticità anche alle scuole Taddia, dove sarebbero stati rovesciati alcuni bidoni e un gruppo di studenti avrebbe impedito ad altri ragazzi di entrare, e nell’area del Giardino del Gigante. La ricostruzione complessiva resta affidata agli accertamenti in corso.

Sulla vicenda è intervenuta anche Francesca Caldarone, consigliera comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia a Cento, chiedendo una condanna netta degli eventuali comportamenti illeciti, indipendentemente dall’appartenenza politica di chi li ha commessi. “La libertà non significa vandalizzare. Il dissenso non significa distruggere. La protesta non significa rubare”, ha dichiarato, aggiungendo che “non esistono vandalismi di serie A e vandalismi di serie B”.

Spetterà ora alle indagini chiarire le responsabilità per i danni segnalati e verificare le circostanze dei diversi episodi.

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