Prima il decreto penale bocciato, poi la richiesta di archiviazione e ora l’opposizione. Dal municipio al tribunale, a distanza di un anno, prosegue il battibecco tra Francesco Rendine, capogruppo della lista civica Fabbri, e Paride Guidetti, coordinatore del Movimento 5 Stelle.
Ma andiamo per gradi. La vicenda giudiziaria nasce da quanto accaduto lo scorso 27 ottobre, durante una seduta del Consiglio comunale, dopo l’intervento della consigliera pentastellata Marzia Marchi.
Secondo la denuncia di Rendine, dagli spalti dell’aula Guidetti – seduto tra gli spettatori – gli avrebbe urlato: “Stai zitto pezzo di m***a“. Diversa invece la versione dell’accusato, che ha spiegato di essersi alzato per dire “stai zitto” al consigliere, senza offese, e di averlo poi invitato a tornare al proprio posto “a fare il tuo lavoro”, dopo che lo stesso capogruppo della lista civica Fabbri lo aveva raggiunto tra il pubblico. In quel frangente Rendine aveva riferito di essere stato anche spinto dal coordinatore pentastellato.
Una spinta che, sempre secondo la ricostruzione dell’esponente di centrodestra, sarebbe avvenuta quando era andato tra il pubblico per “affrontare” Guidetti. Circostanza che quest’ultimo aveva negato categoricamente, forte di alcuni testimoni. Testimoni che anche Rendine aveva detto di avere a supporto della propria versione. Sulla base della sua denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale, Guidetti – difeso dall’avvocato Bernardo Gentile – era stato iscritto nel registro degli indagati.
Dopo le indagini il pm aveva chiesto un decreto penale di condanna nei suoi confronti.
La vicenda era quindi approdata sul tavolo del gip, che aveva ritenuto il fatto “non sufficientemente provato” alla luce delle risultanze delle investigazioni difensive. Sulla base di quegli stessi elementi la Procura aveva poi chiesto l’archiviazione per l’assenza di “circostanze fattuali dirimenti e di ulteriori investigazioni proficuamente espletabili“.
Un epilogo che Rendine non ha accettato: ha presentato opposizione alla richiesta e il caso tornerà ora nuovamente al vaglio del giudice per le indagini preliminari.
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