Comacchio
16 Ottobre 2026
Il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale a Comacchio: "Non sono bastate le 2.500 firme che abbiamo raccolto nella città lagunare e portato in Regione per ottenere l’inserimento del collegamento"

Ferrovia Ferrara-Comacchio. Lama (FdI): “Amareggiati”

di Redazione | 3 min

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Comacchio. Dopo il no della Regione Emilia Romagna all’ampliamento a Comacchio della linea ferroviaria per via dei costi ritenuti eccessivi, arriva l’intervento di Dimitri Lama, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Comacchio.

“Siamo amareggiati – dice Lama -. Non sono bastate le 2.500 firme che noi di Fratelli d’Italia Comacchio abbiamo raccolto nella città lagunare e portato in Regione per ottenere l’inserimento del collegamento ferroviario nel PRIT regionale. Quelle firme testimoniano quanto sia sentita la richiesta di un territorio che da troppo tempo si sente isolato.”

“A essere lasciati fuori – prosegue – sono soprattutto i giovani. Studenti che devono raggiungere scuole e università, ragazzi che cercano lavoro, persone che vorrebbero costruire il proprio futuro qui senza rinunciare alla possibilità di spostarsi. La loro autonomia non può dipendere sempre dall’automobile o da un familiare disponibile ad accompagnarli.”

E ancora: “Questa battaglia va avanti da oltre trent’anni, da quando Alberto Balboni portò il tema all’attenzione del Consiglio regionale. Eppure siamo ancora qui a chiedere pari dignità nell’accesso al trasporto pubblico. Noi comacchiesi non possono continuare a essere trattati come figli di serie B. Se la Regione sostiene di avere uno sguardo rivolto all’Europa, prenda esempio anche dalle realtà europee che investono nei collegamenti ferroviari e nell’integrazione dei territori periferici. Parliamo del ripristino di circa 28 chilometri di collegamento, con una stazione a Comacchio e l’arrivo a Porto Garibaldi. Un’infrastruttura al servizio dei residenti, delle imprese e dei Lidi comacchiesi, in un territorio dove la stagione estiva moltiplica le esigenze di mobilità.”

Lama snocciola qualche numero: “Da gennaio ad agosto 2026, il 41% delle presenze turistiche è stato straniero, con una crescita delle presenze straniere di circa il 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Comacchio attira visitatori dall’Europa, ma continua ad aspettare collegamenti all’altezza della propria vocazione internazionale.”

Si tratterebbe della “contraddizione politica di una Regione a guida centrosinistra – o progressista – (dipende dalla convenienza politica del momento) che sventola continuamente la bandiera della sostenibilità, lasciando però fuori dalla propria programmazione una vera alternativa al trasporto su gomma”.

“Come si può – domanda – chiedere ai cittadini di usare meno l’automobile senza investire nelle condizioni che permetterebbero di farlo? La decarbonizzazione passa anche dalle scelte sui territori.”

“Di grandi progetti e investimenti milionari – conclude – sentiamo parlare continuamente. Per collegare Comacchio, nel cuore di un territorio riconosciuto dall’Unesco, manca ancora la volontà politica. Dopo oltre trent’anni di richieste e 2.500 firme, l’esclusione dalle priorità regionali appare sempre meno una dimenticanza e sempre più una scelta. Come Fratelli d’Italia chiediamo che la Regione riveda questa posizione e indichi un percorso concreto: inserimento nella programmazione, valutazione di fattibilità e ricerca delle risorse. Ai cittadini e ai giovani di Comacchio servono prospettive, tempi e impegni verificabili. La sinistra regionale vanta il pollice verde. A Comacchio, invece, ci lasciano isolati nel verde. Il paesaggio è bellissimo…adesso vorremmo anche poterci muovere.”

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