Comacchio
15 Ottobre 2026
Per gli uffici regionali i 1.000-1.500 passeggeri giornalieri stimati non giustificano l’investimento. Gianella accusa la Regione di escludere i Lidi, mentre Calvano rivendica il potenziamento della linea ferroviaria esistente

No alla ferrovia per Comacchio, “costa troppo”. La Regione punta sugli autobus

di Redazione | 4 min

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Prolungare di 25 chilometri la rete ferroviaria regionale fino a Comacchio, prevedendo anche la realizzazione della relativa stazione, sarebbe eccessivamente costoso per una domanda che risulterebbe limitata. E’ quanto evidenziato dagli uffici regionali, nel corso della commissione Territorio e Ambiente, presieduta da Paolo Burani, in risposta alla petizione popolare, che aveva raccolto il sostegno di circa 2000 firmatari.

Il documento chiedeva formalmente alla Regione di valutare l’estensione della linea ferroviaria esistente, che al momento termina la propria corsa a Ostellato, con l’obiettivo di collegare direttamente il comune di Comacchio e i suoi lidi ai nodi strategici di Ferrara, Ravenna e Venezia. Una richiesta che si basa su necessità di natura socio-economica, ambientale e di mobilità sostenibile. Tra queste, l’esigenza di agevolare gli spostamenti della popolazione locale, in particolare degli anziani, verso i presidi ospedalieri e sanitari limitrofi, di ridurre i tempi di viaggio per gli studenti universitari e delle scuole superiori diretti a Ferrara, oggi vincolati al solo trasporto su gomma, di offrire un’alternativa ecologica ed efficiente al traffico automobilistico valorizzando l’accessibilità turistica della riviera comacchiese e del Parco del Delta del Po, patrimonio Unesco.

Dagli uffici regionali è stato rilevato che, prima di ogni valutazione, è fondamentale conoscere l’effettiva domanda potenziale di mobilità sul territorio ed è stato chiarito che il servizio di trasporto pubblico su gomma, attivo dalle 6 alle 21, è organizzato per rispondere in modo mirato alle esigenze dei pendolari, con una modulazione delle corse incentrata sulle fasce orarie a maggiore affluenza studentesca. In altre parole, le prime valutazioni sui costi di investimento e di esercizio per il tratto di 25 chilometri per il prolungamento della rete ferroviaria evidenziano forti criticità. Secondo la nota regionale, il tracciato attraversa una zona a bassa intensità insediativa, delicata dal punto di vista idrogeologico e naturalistico. Anche dal punto di vista finanziario, la realizzazione dell’infrastruttura richiederebbe non meno di 500 milioni di euro, una cifra variabile in base ai livelli di prestazione richiesti. A questa somma andrebbero aggiunti 12 milioni di euro per l’acquisto di due nuovi treni e i costi di esercizio, variabili tra i 4 e gli 8 milioni, per una domanda potenziale stimata che oscillerebbe tra i 1.000 e i 1.500 passeggeri al giorno (comprensivi di andata e ritorno): numeri che, stante la nota, sarebbero insufficienti a giustificare l’opera e che invece risultano compatibili con il servizio di autobus già oggi in funzione.

Critico Fausto Gianella (FdI): “Non sono affatto convinto della relazione tecnica, specialmente quando questo territorio viene definito a bassa intensità insediativa. Forse questo può valere fino a Ostellato, ma non si può applicare ai sette Lidi e a Comacchio. Parliamo di un’area che registra 1,2 milioni di presenze durante il solo periodo estivo. Realizzare una ferrovia tra Ostellato e Comacchio, tra l’altro ripristinando il vecchio tracciato bombardato nel 1945, avrebbe un impatto ambientale pressoché nullo. Sostenere che gli autobus siano efficienti quanto una ferrovia è profondamente sbagliato: chi oggi prende il bus da Comacchio per andare a Ferrara impiega almeno due ore. Questa inefficienza costringe quasi tutti gli studenti di Comacchio a recarsi a Ravenna, che risulta più vicina, mentre il polo ospedaliero e universitario di Cona resta fuori dalle rotte dei bus e difficilmente raggiungibile. A nostro avviso, è evidente la volontà della Regione di escludere i Lidi ferraresi da un sistema di trasporti in grado di rilanciare il territorio”.

Diametralmente opposta la posizione di Paolo Calvano (Pd). “Il quadro redatto dagli uffici è chiaro e sono stati molti gli approfondimenti sul tema. Sono state valutate diverse ipotesi per rafforzare il percorso ferroviario fino a Comacchio, ma in tutti gli scenari emerge la necessità di un investimento molto rilevante, complesso da sostenere anche dal punto di vista della tenuta stessa del servizio. Sottolineo che, rispetto a questo territorio, la Regione ha impresso un deciso cambio di passo. Se guardiamo alla Ferrara-Codigoro, dieci anni fa l’orientamento era completamente diverso: c’è mancato poco che l’infrastruttura chiudesse. Da allora abbiamo investito prima nella sostituzione dei treni e ora nell’elettrificazione della linea, in fase di completamento per un valore di 40 milioni di euro. Questo intervento risponderà alle esigenze sia dei pendolari sia dei turisti. La scelta della Regione è stata quella di potenziare strategicamente quella linea, con l’obiettivo di migliorare il collegamento verso Comacchio attraverso un’integrazione efficiente con i bus. La narrazione secondo cui ci sarebbe un disinteresse verso questo territorio è quindi nettamente smentita dai fatti. Infine, non va dimenticata la nostra scelta lungimirante di garantire gli abbonamenti gratuiti per gli studenti”.

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