Il 17 e 18 ottobre torna Ferrara Monumenti Aperti, la manifestazione che porta alla scoperta dei luoghi di interesse storico e architettonico, grazie a visite gratuite eccezionalmente condotte da studentesse e studenti della Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado e, per la prima volta nella storia dell’edizione ferrarese, anche della Scuola di Secondaria di Secondo Grado del Comune di Ferrara.
Ferrara Monumenti Aperti è un evento organizzato da Ferrara Off, in collaborazione con Fondazione Ferrara Arte e Comune di Ferrara, con il coordinamento nazionale di Imago Mundi, il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Ferrara.
A Ferrara saranno 15 i siti visitabili: Palazzo Municipale, Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara, Palazzo Naselli Crispi, Chiesa di San Carlo, Palazzo Magnanini Roverella, Scuola Primaria “Alda Costa”, Sede Tecnica del Consorzio di Bonifica, Palazzo Barbantini-Koch, Palazzo Pendaglia, Basilica di San Francesco, Palazzina Giglioli, Chiesa di Santa Chiara, Ex Monastero di Santa Chiara, Palazzina Marfisa d’Este e Cittadella della Salute “San Rocco”.
“C’è un filo rosso – interviene Massimiliano Messina, presidente di Imago Mundi – che cuce da sempre il legame fra Cagliari, dove tutto è cominciato, la Sardegna, e un gioiello d’arte e cultura come Ferrara. Un’unione che si sente ancora di più quest’anno, perché nel capoluogo sardo, e nell’Isola, si festeggia la trentesima edizione e nella città estense la decima, tappa tanto importante quanto significativa”.
“Questa nuova edizione di Monumenti Aperti – dice l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli – ha per Ferrara un significato particolare, perché ne celebriamo il decimo anniversario: un’occasione che abbiamo scelto di valorizzare attraverso un percorso dedicato a Corso Giovecca, una delle principali arterie del centro storico, che attraversa la città e segna il passaggio tra la Ferrara medievale e quella rinascimentale dell’Addizione Erculea”.
Per Pietro Di Natale, direttore della Fondazione Ferrara Arte “la decima edizione di Ferrara Monumenti Aperti rappresenta un traguardo importante per una manifestazione che la Fondazione sostiene con convinzione fin dalla sua prima edizione, nel 2017”.
“Monumenti Aperti – spiega Marco Sgarbi, direttore organizzativo di Ferrara Off Teatro – ha coinvolto, per questa edizione, 900 ragazze e ragazzi di 38 classi del territorio comunale di Ferrara, confermando l’interesse e la voglia di partecipare a un progetto che per la nostra città è diventato una tradizione, un appuntamento atteso e sentito anche dalle cittadine e i cittadini ferraresi. Anche questa decima edizione di Ferrara Monumenti Aperti, si è dimostrata un’iniziativa culturale, in grado di essere attrattiva per importanti realtà del tessuto territoriale, che hanno deciso di sostenerci o collaborare – Ordine degli Architetti di Ferrara, Hera s.p.a., Coop Alleanza 3.0, Assicoop Modena & Ferrara, Around Project, Ferrara Tua, Fondazione Teatro Comunale, Ferrara Musica, Tper e Università di Ferrara.”
“Per questa decima edizione – aggiunge Giulio Costa, direttore artistico di Ferrara Off – abbiamo scelto di affrontare un percorso dedicato a Corso Giovecca, che offrirà al pubblico un punto di vista privilegiato per leggere le trasformazioni urbanistiche della città di Ferrara. Lungo questo asse, grazie alle parole, alle intuizioni e alle azioni sceniche dei bambini e dei ragazzi – guidati dal preziosissimo lavoro degli insegnanti e dei nostri formatori teatrali (Liliana Letterese, Beatrice Pizzardo, Chiara Tessiore, Andrea Zanforlin) – i visitatori potranno scoprire come la città sia cambiata nel corso dei secoli”.
A Chiudere è Gessica Allegni, assessora alla Cultura della Regione Emilia-Romagna: “Ferrara Monumenti Aperti taglia quest’anno il prezioso traguardo della decima edizione confermandosi un appuntamento importante per la valorizzazione del patrimonio culturale della città estense. Vedere centinaia di studentesse e studenti mettersi in gioco in prima persona per raccontare la storia della loro città è il modo più autentico per trasmettere alle nuove generazioni il valore inestimabile delle nostre radici. Questa manifestazione ha il merito di trasformare monumenti e architetture in spazi vivi e familiari, dove ragazze e ragazzi sono protagonisti capaci di parlare un linguaggio nuovo e accessibile a chiunque. Dimostra inoltre che la cultura respira e si rinnova costantemente attraverso l’entusiasmo delle persone e la cura condivisa dei beni comuni.”
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