Politica
14 Ottobre 2026
La capogruppo di Argenta Rinnovamento interviene dopo l’assemblea pubblica sull’ex supermercato: "Le mie preoccupazioni hanno trovato conferma". E accusa il sindaco di minimizzare i timori dei residenti

Consandolo, Azzalli torna all’attacco sul centro culturale

di Redazione | 3 min

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Argenta. Non si placano le polemiche a Consandolo sulla possibile destinazione dell’ex supermercato nel centro della frazione, un tempo sede del cinema-teatro. Dopo l’assemblea pubblica del 7 ottobre, la capogruppo di Argenta Rinnovamento, Gabriella Azzalli, torna a incalzare il sindaco Andrea Baldini, accusandolo di aver sottovalutato la situazione e di aver liquidato come infondate le preoccupazioni sollevate dall’opposizione.

“Ancora una volta, la realtà dei fatti si è incaricata di presentare il conto a coloro che la negano, preferendo fare ricorso alla propaganda”, esordisce Azzalli, facendo riferimento all’incontro pubblico durante il quale, secondo la consigliera, il primo cittadino avrebbe dovuto affrontare le proteste dei numerosi residenti intervenuti.

Al centro della controversia c’è il futuro dell’immobile, che secondo quanto riferito dalla capogruppo sarebbe stato acquistato all’asta da un cittadino di Consandolo e successivamente ceduto a cittadini stranieri. “Esiste un preliminare presso un notaio, sono già in corso i primi lavori e verrà destinato a sede di un centro culturale”, sostiene Azzalli, rivendicando così la fondatezza delle questioni sollevate nella sua interrogazione durante il Consiglio comunale del 1° ottobre.

In quell’occasione Baldini aveva spiegato che agli uffici comunali non risultavano pratiche edilizie in corso e che, in base alle previsioni urbanistiche, l’immobile non avrebbe potuto essere trasformato in un luogo di culto. Il sindaco aveva inoltre precisato che nella zona non è consentita la realizzazione di spazi destinati ad accogliere più di 99 persone.

Rassicurazioni che, tuttavia, non convincono la rappresentante dell’opposizione. “Sostenere, come ha fatto Baldini, che il piano urbanistico non consente la nascita di un luogo di culto ovvero di una moschea, né la presenza di un numero superiore a 99 persone, se da un lato è una ovvietà, dall’altro non tranquillizza nessuno”.

Azzalli esprime infatti il timore che un eventuale centro culturale possa essere utilizzato anche come luogo di preghiera, richiamando la presenza di strutture analoghe sul territorio regionale. Secondo la consigliera, in Emilia-Romagna ne esisterebbero 176 e sarebbe necessario sottoporle a controlli più stringenti. Si tratta, tuttavia, di considerazioni e dati riportati dalla stessa capogruppo, che non dimostrano quale sarà l’effettiva destinazione dell’edificio di Consandolo.

Nel suo intervento Azzalli richiama anche precedenti episodi di violenza avvenuti nella frazione, tra cui risse e un procedimento per tentato omicidio. La capogruppo collega queste preoccupazioni alla composizione demografica del paese, sostenendo che, secondo le informazioni fornite dal sindaco, la presenza di cittadini stranieri sarebbe proporzionalmente doppia rispetto al resto del territorio comunale.

“Una frazione nella quale è presente una popolazione straniera doppia rispetto al resto del territorio comunale dovrebbe essere oggetto di particolare attenzione e non di questa colpevole sottovalutazione”, afferma. Un collegamento, quello tra presenza straniera e problemi di sicurezza, che resta una valutazione politica della consigliera e non trova riscontro, di per sé, nei dati demografici citati.

L’affondo finale è rivolto alle politiche migratorie dell’amministrazione argentana. Azzalli accusa Baldini di aver “da tempo scelto di favorire nel nostro Comune l’arrivo indiscriminato di stranieri, aderendo a programmi di accoglienza che, come dichiarato dagli stessi gestori, non si traducono in reale integrazione”.

Resta dunque aperto il confronto politico sul futuro dell’edificio, mentre non risultano ancora accertate attraverso documentazione pubblica né la destinazione a centro culturale indicata dalla capogruppo né l’esistenza di un progetto per realizzarvi uno spazio di preghiera.

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