Economia e Lavoro
13 Ottobre 2026
In vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, i Giovani di Confagricoltura chiedono alla Presidente del Consiglio Meloni di mettere il ricambio generazionale al centro delle prossime politiche agricole europee. Curzola e Guidi: "Necessari strumenti concreti e certezze per chi investe nel settore"

Ricambio generazionale in agricoltura, Anga–Confagricoltura Ferrara: “Servono risorse, accesso al credito e alla terra”

di Redazione | 3 min

Leggi anche

Il ricambio generazionale deve diventare una delle priorità della politica agricola europea. È questo il messaggio che Anga – Giovani di Confagricoltura ha affidato alla lettera inviata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, chiamato a discutere il prossimo Quadro finanziario pluriennale (Qfp) dell’Unione europea, che definirà risorse e priorità per i prossimi sette anni.

I numeri evidenziano l’urgenza di intervenire: l’età media degli agricoltori europei è di 57 anni e soltanto il 12% ha meno di 40 anni. Anche in Emilia-Romagna il quadro è significativo: appena il 3% della superficie agricola è condotta da agricoltori under 29 e il 15% da imprenditori tra i 30 e i 44 anni. Al contrario, quasi la metà della superficie regionale (49%) è gestita da agricoltori con almeno 60 anni.

«Il ricambio generazionale deve essere considerato una priorità strategica – commenta Carlo Alberto Curzola, presidente di Anga Ferrara –. Non possiamo limitarci a parlare della necessità di avere più giovani in agricoltura senza mettere a loro disposizione gli strumenti per diventare realmente imprenditori. Entrare nel settore significa affrontare investimenti importanti e assumersi rischi significativi: servono condizioni che rendano concretamente possibile questa scelta».

Tre le priorità individuate da Anga: risorse dedicate, accesso al credito e accesso alla terra. Sul primo fronte, i Giovani di Confagricoltura chiedono che dal 2028 la quota destinata al ricambio generazionale salga almeno al 6% della spesa agricola, rispetto all’attuale obbligo di destinare ai giovani almeno il 3% del bilancio nazionale per i pagamenti diretti della Pac.

«È fondamentale che queste risorse siano chiaramente identificabili e non rischino di essere assorbite da altre priorità durante la programmazione – aggiunge Curzola –. Il sostegno ai giovani deve essere garantito per tutta la durata del prossimo Qfp».

Anga chiede garanzie, prestiti agevolati e strumenti finanziari dedicati, anche attraverso una maggiore collaborazione con la Banca europea per gli investimenti. «L’accesso al credito è spesso determinante per capire se un giovane possa realmente avviare o rilevare un’azienda agricola. Non possiamo pretendere che chi entra nel settore abbia le stesse garanzie di un’impresa già consolidata», sottolinea Curzola.

Resta poi il problema dell’accesso alla terra. Nel 2024 il prezzo medio di un ettaro di terreno arabile nell’Unione europea era di 15.224 euro e soltanto il 37% dei giovani agricoltori risultava proprietario dei terreni condotti. Da qui la richiesta di agevolazioni fiscali, strumenti per favorire il trasferimento delle aziende e il rafforzamento di iniziative come la Banca della Terra.

Sulla necessità di politiche strutturali interviene anche Claudia Guidi, presidente di Confagricoltura Ferrara.

«Il ricambio generazionale deve essere incentivato in ogni modo. Garantire un futuro all’agricoltura significa mettere i giovani nelle condizioni di raccogliere il testimone e costruire imprese economicamente solide. Non basta favorirne l’ingresso: dobbiamo accompagnarli nell’accesso alla terra, al credito e agli investimenti, affinché l’agricoltura rappresenti una scelta imprenditoriale concreta e sostenibile».

Per Guidi è fondamentale anche assicurare stabilità e prospettive di lungo periodo. «L’Emilia-Romagna rappresenta un esempio virtuoso, con giovani che scelgono di rimanere in agricoltura e investire il proprio futuro nelle imprese agricole. Ma questa tendenza non è scontata. Per consolidarla servono strumenti strutturali e, soprattutto, certezze normative e burocratiche. Non possiamo chiedere a un giovane imprenditore di programmare investimenti a dieci o vent’anni se le regole cambiano continuamente e gli adempimenti aumentano».

«Le decisioni sul prossimo Quadro finanziario pluriennale avranno conseguenze per molti anni – conclude la presidente di Confagricoltura Ferrara –. Il ricambio generazionale non può essere una misura accessoria, ma una priorità della politica agricola europea. Se vogliamo un’agricoltura competitiva, innovativa e capace di affrontare le sfide future, dobbiamo creare oggi le condizioni perché una nuova generazione possa costruire il proprio futuro nel settore».

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com