Attualità
8 Ottobre 2026
In Emilia Romagna il 45,9% dei bambini e delle bambine tra 0 e 3 anni frequenta i servizi per la prima infanzia superando così l'obiettivo del 45% fissato dall'Unione Europea

Aumentano posti e investimenti per i nidi. Dalla Regione oltre tre milioni nel Ferrarese

di Redazione | 5 min

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Oltre tre milioni di euro e un incremento di 54 posti negli asili nido di tutta la provincia di Ferrara. Un tassello del piano regionale che ha portato la Regione Emilia Romagna, nell’anno educativo 2026-27, ad avere il 45,9% dei bambini e delle bambine tra 0 e 3 anni frequenta i servizi per la prima infanzia.

La Regione supera così, con 4 anni di anticipo, il traguardo del 45% che l’Europa ha fissato per il 2030. Nell’anno appena avviato, sono infatti 38.649 i bambini e le bambine sotto i tre anni che accedono a un nido o a un servizio educativo, pari appunto al 45,9% dei bambini in età.

Un risultato frutto della scelta di rendere prioritarie le politiche regionali per la prima infanzia, attraverso due leve decisive: ridurre, o azzerare, il costo dei servizi per le famiglie, e aumentare i posti disponibili. Una strategia sostenuta da un significativo investimento attraverso il programma regionale di fondi europei Fse+, passato dai 24 milioni di euro del 2022 ai 37 milioni e 187mila euro di quest’anno, con un incremento del 55%.

Delle risorse complessive, 29,7 milioni sono destinati all’abbattimento delle rette (di cui 13 milioni 621.608 specificamente ai Comuni montani e alle aree interne), e 7,4 milioni sono finalizzati all’ampliamento e al consolidamento dell’offerta per ridurre progressivamente le liste d’attesa.

Con il nuovo bando regionale sono stati sostenuti in questo anno educativo complessivamente 6.956 posti in 233 Comuni e Unioni, di cui: 5.564 con abbattimento delle rette, 924 nuovi posti, con un incremento del 27% rispetto allo scorso anno, e 468 posti consolidati. In particolare, 3.016 sono i posti sostenuti nei territori montani e aree interne, dove la misura ha permesso di garantire la gratuità del servizio per le famiglie con Isee fino a 40mila euro; nei restanti Comuni l’investimento ha comunque assicurato una significativa riduzione delle rette, per tutti i nuclei familiari con Isee fino a 26mila euro.

Numeri e risultati raggiunti sono stati illustrati oggi alla stampa, in Regione a Bologna, dall’assessora al Welfare, Politiche per l’infanzia e Scuola, Isabella Conti, e dall’assessore al Bilancio, Montagna e Aree Interne, Davide Baruffi.

“Il superamento, con largo anticipo, del traguardo europeo di copertura degli asili nido racconta bene la scelta della Regione di investire con continuità nei nidi come infrastruttura fondamentale per la crescita delle bambine e dei bambini, il sostegno alle famiglie e la qualità del futuro – spiegano Conti e Baruffi -. L’incremento degli investimenti e l’attenzione al doppio investimento, sull’abbattimento delle rette e sulla creazione di nuovi posti, rafforzano l’accesso ai servizi e garantiscono opportunità educative diffuse e di qualità per tutte e tutti i bambini, indipendentemente dal contesto territoriale e socioeconomico di provenienza. L’abbattimento delle rette nei Comuni montani e nelle aree interne ha consentito una forte diffusione dei servizi, rivelandosi strumento indispensabile per contrastare lo spopolamento, sostenere la permanenza delle famiglie e favorire nuovi arrivi. In Emilia-Romagna, dove l’educazione nella primissima infanzia è da sempre il pilastro di un modello sociale riconosciuto in tutta Europa, nessuna bambina e nessun bambino deve rinunciare al nido perché non c’è posto o perché è troppo caro”.

“È questa – proseguono gli assessori Conti e Baruffi – la direzione che ci siamo dati e su cui continueremo a investire. La nuova sfida ora è consolidare una rete educativa sempre più qualificata, flessibile, accessibile e integrata. Sappiamo ormai con certezza, grazie a numerose ricerche internazionali, che la frequentazione precoce dei servizi educativi ha effetti positivi duraturi sullo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale, promuove autonomia, autostima e capacità relazionali. Ed è per questo che, insieme agli enti territoriali, vogliamo garantire la più ampia partecipazione possibile, affinché ogni bambina e ogni bambino, a prescindere dal contesto di partenza, possa contare su pari opportunità di crescita e di futuro. Sostenendo al contempo la conciliazione tra vita e lavoro e l’occupazione femminile, con benefici che riguardano l’intera comunità”.

I dati, per provincia

Per il 2026, i 37,2 milioni destinati al sostegno dei servizi educativi accompagnano l’ampliamento dell’offerta in tutte le province emiliano-romagnole.

La Città Metropolitana di Bologna concentra il maggiore investimento, con 10 milioni e 45.134 euro, destinati alla creazione di 226 nuovi posti. Segue la provincia di Modena, con 5 milioni e 934.060 euro e 192 nuovi posti. Alla provincia di Reggio Emilia sono destinati 4 milioni e 41.576 euro per l’attivazione di 51 nuovi posti, mentre a Parma lo stanziamento raggiunge 3 milioni e 565.782 euro, con 96 nuovi posti. In provincia di Piacenza vengono investiti 1 milione e 625.184 euro, per 84 nuovi posti; a Ferrara sono destinati 3 milioni e 122.064 euro, con 54 nuovi posti. La provincia di Ravenna dispone di 2 milioni e 646.270 euro, a sostegno di 84 nuovi posti. In provincia di Forlì-Cesena lo stanziamento è di 3 milioni e 752.892 euro, con 56 nuovi posti, mentre alla provincia di Rimini sono destinati 2 milioni e 453.814 euro, per l’attivazione di 81 nuovi posti.

A queste risorse regionali si affiancano gli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che stanno contribuendo alla realizzazione di nuovi servizi e all’ampliamento dell’offerta educativa sul territorio regionale, che oggi può contare su una rete di 1.291 servizi tra nidi pubblici, convenzionati e privati, distribuiti su tutto il territorio.

Il tasso di saturazione dell’88,4% conferma una domanda in costante crescita e un utilizzo pressoché pieno dei posti disponibili, rafforzando l’accesso ai servizi educativi per tutte le bambine e tutti i bambini, aldilà della condizione economica delle famiglie o del territorio di residenza.

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