Salute
28 Settembre 2026
Tutti gli episodi gestiti nel 2025 si sono conclusi con esito favorevole. L’Ausl richiama l’attenzione sui rischi legati agli animali provenienti dall’estero

Rabbia, Ferrara resta indenne: 244 morsicature monitorate

di Redazione | 6 min

Leggi anche

Pesaro troppo forte per la Sella Cento

Davanti a più di 1500 spettatori, alla Baltur Arena, va in scena la prima giornata del campionato di Serie A2 tra Sella Cento e CMT Orange Tools Pesaro

Adamant, buona la prima. Orzinuovi cade in casa 69-76

Inizia con il piede giusto il cammino dell’Adamant Ferrara. All’esordio stagionale in B Nazionale, Paolin e compagni sbancano il difficile parquet del PalaBertocchi e piegano una delle big del girone: Orzinuovi cade, con un determinante secondo quarto dominato dai ferraresi

Sono 244 gli episodi di morsicatura gestiti nel 2025 e nessun caso sospetto di rabbia segnalato nel Ferrarese. Ecco i principali dati local diffusi dall’Azienda Usl di Ferrara in occasione della Giornata mondiale contro la rabbia, che si celebra il 28 settembre. Nel corso dello scorso anno i servizi veterinari ferraresi hanno inoltre rilasciato 529 passaporti europei per animali da compagnia.

La rabbia è una zoonosi, cioè una malattia infettiva trasmissibile dagli animali all’uomo. Può colpire praticamente tutti i mammiferi e il contagio avviene principalmente attraverso la saliva di un animale infetto, in particolare in seguito a un morso. Nel mondo si stimano ogni anno circa 60mila decessi, mentre il cane rappresenta la principale fonte delle infezioni umane. La malattia, una volta comparsi i sintomi, è quasi sempre mortale, ma può essere prevenuta intervenendo tempestivamente dopo l’esposizione.

L’Italia è stata riconosciuta indenne dalla rabbia nel 2013, grazie alle campagne di vaccinazione e alle attività di sorveglianza veterinaria. Il virus continua tuttavia a circolare in numerosi Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’Europa orientale, rendendo necessario mantenere attivi i sistemi di controllo anche nei territori dove la malattia non è più endemica.

A dimostrare che il rischio di reintroduzione non è soltanto teorico è stato il caso registrato nel maggio 2026 a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Un cane proveniente dal Marocco e introdotto illegalmente in Italia è morto a causa della rabbia cinque mesi dopo il suo ingresso nel Paese. L’indagine epidemiologica ha individuato almeno dieci cani esposti al virus e più di venti persone che avevano avuto contatti a rischio. La proprietaria dell’animale, morsa dal cane, è stata sottoposta a profilassi vaccinale. Nel Comune sono state poi disposte misure di osservazione sanitaria e una campagna obbligatoria di vaccinazione antirabbica per cani e gatti.

La sorveglianza nel Ferrarese

Sul territorio provinciale la prevenzione è affidata in primo luogo all’Unità operativa di Sanità animale dell’Ausl di Ferrara, diretta da Gaetano Trevisi. L’attività comprende il controllo del randagismo e dell’anagrafe degli animali da compagnia, la verifica delle movimentazioni, la gestione dei casi sospetti e delle morsicature e la sorveglianza della fauna selvatica.

Nel Ferrarese, secondo quanto riferisce l’Ausl, il fenomeno del randagismo è praticamente assente. Gli animali vaganti vengono ricoverati nei canili del territorio in attesa di individuare il proprietario o di una successiva adozione. Un ruolo importante nella tracciabilità è svolto anche dall’anagrafe degli animali da compagnia, gestita in Emilia-Romagna dagli uffici comunali.

Particolare attenzione viene riservata agli spostamenti. Per cani, gatti e furetti che viaggiano all’interno dell’Unione europea è necessario il passaporto europeo, rilasciato dagli uffici veterinari: nel 2025 l’Ausl di Ferrara ne ha emessi 529. I servizi rilasciano inoltre le certificazioni sanitarie richieste dai Paesi extra Ue e controllano la documentazione degli animali in ingresso.

I veterinari intervengono anche in presenza di sintomi sospetti o in seguito a morsicature tra animali o tra animali e persone. Nell’animale la rabbia può manifestarsi con difficoltà di coordinazione, tremori, paralisi, convulsioni, aggressività improvvisa, ipersalivazione, alterazioni della vocalizzazione o tendenza a mordere senza una causa apparente. Una volta comparsi i sintomi, l’evoluzione può portare alla morte entro dieci giorni.

Nel 2025 sono stati 244 gli episodi di morsicatura valutati dalle Unità operative di Sanità animale e di Igiene degli allevamenti e produzioni zootecniche, diretta da Paola Faggioli. Tutti si sono conclusi con esito favorevole. Gli episodi vengono registrati nell’anagrafe regionale degli animali d’affezione, mantenendo uno storico degli animali coinvolti.

Alla valutazione sanitaria si accompagna anche un esame della pericolosità dei cani che hanno morso. Attraverso una specifica griglia viene ricostruita la dinamica dell’aggressione e stimato il livello di rischio. In base all’esito, il veterinario può imporre al proprietario misure che vanno dall’uso di museruola e guinzaglio corto fino a percorsi obbligatori di educazione e recupero comportamentale, eventualmente anche attraverso un’ordinanza del sindaco.

La sorveglianza comprende inoltre la fauna selvatica. Il piano regionale prevede la ricerca del virus nei carnivori e nei pipistrelli rinvenuti morti: tutti i campioni finora conferiti sono risultati negativi. Nei pipistrelli insettivori europei, Italia compresa, è stata però documentata la circolazione di alcuni Lyssavirus diversi dal virus classico della rabbia e per questo eventuali contatti non devono essere sottovalutati.

“La prevenzione della rabbia – spiega Trevisi – si basa sulla stretta collaborazione tra i vari attori della sanità, medici, veterinari, personale sanitario, ed i cittadini”. Centrale, aggiunge, è “la vaccinazione preventiva e la segnalazione tempestiva degli episodi di morsicatura degli animali”, insieme al rispetto delle norme sugli spostamenti, soprattutto quando si proviene da territori nei quali il virus continua a circolare.

Il direttore richiama in particolare il rischio legato all’introduzione in Italia di animali trovati all’estero: “Trovare un cucciolo abbandonato, apparentemente sano, in un paese non indenne può indurre a prendersene cura, magari portandolo a casa ignari di portare con sé anche il virus rabido”. È quanto accaduto, sottolinea, nel recente caso veneto, circoscritto grazie all’intervento coordinato delle autorità sanitarie.

Cosa succede dopo un morso

Sul versante umano interviene il Servizio Igiene pubblica dell’Ausl di Ferrara, diretto da Clelia de Sisti, che può proporre una vaccinazione antirabbica prima o dopo una possibile esposizione.

La vaccinazione preventiva può essere indicata, ad esempio, per chi programma viaggi in aree a rischio e svolge attività professionali o turistiche che aumentano la probabilità di contatto con animali. Tra le categorie citate figurano veterinari, boscaioli e addetti alla cura degli animali, ma anche chi prevede attività come ciclismo, corsa o altre esperienze all’aperto. L’Ausl di Ferrara mette a disposizione una consulenza gratuita dedicata ai viaggiatori internazionali.

Il ciclo preventivo può prevedere tre dosi, somministrate al giorno zero, dopo sette giorni e dopo 21 o 28 giorni. Nel soggetto sano è ammesso anche un ciclo di due dosi, mentre in alcuni adulti può essere utilizzato uno schema rapido.

Diversa la procedura dopo una possibile esposizione. Tutti i morsi di animale sono soggetti a denuncia obbligatoria da parte del medico che prende in carico il paziente. Il Servizio Igiene pubblica contatta quindi la persona coinvolta, raccoglie le informazioni sull’episodio e verifica anche la copertura contro il tetano, stabilendo se siano necessarie vaccinazioni antitetaniche o antirabbiche. Il ciclo post-esposizione indicato dall’Ausl è composto da cinque dosi.

“Il Servizio – spiega Annalisa Califano, responsabile dell’Unità operativa Prevenzione e controllo malattie trasmissibili e vaccinazioni in età pediatrica e adulta – è inoltre a disposizione del cittadino che, a seguito di morso di animale nel corso di un viaggio in altra regione o all’estero, abbia iniziato il ciclo vaccinale e deve completarlo”. Per farlo è necessario presentare il certificato con le vaccinazioni già eseguite, in modo che possano essere registrate nell’anagrafe vaccinale.

Alla Giornata mondiale aderiscono anche le Unità operative di Malattie infettive dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara, diretta da Massimo Crapis, e quella territoriale dell’Ausl, diretta da Rosario Cultrera.

Una malattia antica e quasi sempre letale dopo i sintomi

La rabbia è causata da un virus appartenente alla famiglia dei Rhabdovirus, genere Lyssavirus. Il termine deriva dal sanscrito “rabbahas”, cioè “fare violenza”, e riferimenti alla malattia compaiono già nell’antichità, dall’Antico Egitto alla Grecia. Fu Louis Pasteur, nell’Ottocento, a confermarne la natura infettiva e a sviluppare con successo la vaccinazione preventiva.

Il contagio può avvenire attraverso morsi, graffi, ferite o il contatto della saliva di un animale infetto con mucose o lesioni della pelle. Il periodo di incubazione è molto variabile e, secondo il materiale diffuso dall’Ausl, può andare da circa 12-15 giorni fino a quattro mesi.

La diagnosi viene sospettata in presenza di sintomi neurologici dopo un contatto a rischio e può essere confermata attraverso test di laboratorio. Non esiste una terapia antivirale specifica una volta sviluppata la malattia, motivo per cui la profilassi resta decisiva.

In caso di sospetto contagio l’indicazione dell’Ausl è quella di rivolgersi a un Pronto soccorso ospedaliero o agli ambulatori di Malattie infettive del territorio provinciale, dove può essere avviata la profilassi post-esposizione insieme agli accertamenti sull’animale coinvolto.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com