Domenica 27 settembre la Cattedrale di Ferrara ospiterà la benedizione delle nuove installazioni realizzate dall’artista friulano Giorgio Celiberti per la Cappella del Santissimo Sacramento. L’appuntamento coincide con la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato e sarà accompagnato da un concerto dedicato alla pace.
La giornata prenderà il via con la messa delle 17.30, presieduta dall’arcivescovo di Ferrara-Comacchio Gian Carlo Perego e animata dal coro friulano “Le Colone”. Al termine della celebrazione saranno benedetti l’altare, l’ambone e la sede realizzati da Celiberti e collocati nella Cappella del Santissimo Sacramento.
Alle 18.30 sarà invece la volta del “Domus Musicae Quartet”, protagonista del concerto “Parole e musica per un domani. Percorsi di pace”. Per consentire lo svolgimento dell’iniziativa, nella sola giornata di domenica 27 settembre sarà sospesa la messa delle 19.
Il progetto espositivo è promosso dall’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e dal Capitolo della Cattedrale e prosegue il percorso avviato nel giugno 2025 nella vicina chiesa di San Paolo, dove era stata inaugurata la mostra “I volti della Passione”, anch’essa dedicata alle opere dell’artista friulano.
Nato a Udine nel 1929, Celiberti ha iniziato a dipingere giovanissimo e a 19 anni partecipò alla Biennale di Venezia del 1948, la prima del dopoguerra. Al Liceo artistico di Venezia conobbe Emilio Vedova, che sarebbe diventato per lui amico e maestro. Negli anni successivi visse e lavorò tra Parigi, Bruxelles, Londra, Stati Uniti, Messico, Cuba e Venezuela, entrando in contatto con diversi protagonisti della scena artistica internazionale.
Un passaggio centrale nella sua produzione risale al 1965, quando visitò il campo di concentramento di Terezín, vicino a Praga. L’esperienza segnò profondamente il suo percorso artistico e personale. «Quando sono tornato, ero un’altra persona», ha raccontato Celiberti a don Manservigi. «Terezín è stato uno dei maestri più grandi della mia vita. Lì ho capito cos’è il dolore».
Negli anni Settanta l’artista si è dedicato in particolare alla scultura, sviluppando una ricerca nella quale elementi pittorici e plastici finiscono per intrecciarsi. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerose esposizioni in Italia e all’estero e realizzato oltre un centinaio di mostre personali.
Ad accompagnare la celebrazione delle 17.30 sarà il coro “Le Colone” di Castions di Strada, in provincia di Udine, formazione nata in ambito parrocchiale e con un repertorio che comprende canto popolare friulano, polifonia sacra e profana, folk internazionale, madrigale e canto gregoriano. La direzione artistica è affidata a Giuseppe Tirelli.
Il concerto conclusivo del “Domus Musicae Quartet” proporrà invece un percorso tra tradizione musicale friulana e composizioni contemporanee, con brani di autori come Perosa e Turoldo-Tirelli. La seconda parte della serata sarà incentrata sul tema della pace, filo conduttore dell’iniziativa organizzata nella giornata dedicata a migranti e rifugiati.
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