Politica
24 Settembre 2026
La consigliera solleva il caso di Ferrara, Cento e Portomaggiore: "Inammissibile penalizzare chi contrasta l'abbandono scolastico e alfabetizza gli adulti"

Cpia tra sedi mancanti e cancelli chiusi, Marchi (M5S) interroga il Comune

di Redazione | 4 min

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“Figli di un Dio minore”. È con questa espressione che la consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Marzia Marchi denuncia le difficoltà che continuano ad accompagnare l’attività del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti di Ferrara. Dalle sedi ancora da definire a Cento e Portomaggiore fino ai problemi di accesso alla struttura di via Camilla Ravera, la presidente del gruppo consiliare M5S porta la questione in Consiglio comunale.

Marchi parte dal dibattito nazionale sulla presenza degli studenti stranieri nelle scuole. “Quando Meloni dice ‘tetto alla presenza straniera nelle scuole’ dimentica che ci sono scuole e classi dove per definizione la presenza è al 100% straniera”, afferma la consigliera, indicando proprio i Cpia come uno dei principali luoghi nei quali viene svolta quell’attività di alfabetizzazione in lingua italiana richiesta agli adulti stranieri.

Secondo Marchi, però, alle dichiarazioni sull’importanza dell’integrazione linguistica non corrisponderebbe un’adeguata attenzione alle condizioni concrete nelle quali il Cpia è costretto a operare. Il Centro ha la propria sede centrale a Ferrara e sedi associate a Codigoro, Cento e Portomaggiore ma, sostiene la consigliera, “sta vivendo da anni un’ingiustificabile peregrinazione di allocazioni”.

In particolare, a Cento, nonostante l’anno scolastico già iniziato, non sarebbe ancora stata definita una sede. Una situazione analoga riguarderebbe Portomaggiore, dove tradizionalmente le attività del Cpia erano ospitate all’interno di istituti comprensivi o superiori. Alla base delle difficoltà, secondo quanto riferito dalla consigliera, vi sarebbero anche questioni relative ai rimborsi tra Provincia e Comuni.

A Ferrara la questione riguarda invece gli spazi messi a disposizione nella sede dell’Iis G. B. Aleotti di via Camilla Rave 11. Una convenzione triennale, valida dal primo settembre 2026 al 31 agosto 2029 e approvata dal Consiglio comunale lo scorso luglio, disciplina l’utilizzo di una porzione dell’immobile di proprietà provinciale da parte del Cpia. L’accordo individua 729 metri quadrati a uso esclusivo del Centro e ulteriori 319 metri quadrati destinati a uso promiscuo con l’Aleotti, tra cui aula magna, corridoi, servizi e vani scala.

Nell’interrogazione Marchi sostiene però che dall’avvio delle attività didattiche, il 15 settembre, siano emersi problemi nella gestione degli accessi. In particolare, secondo quanto riportato nell’atto, il dirigente dell’Istituto avrebbe disposto la chiusura dei cancelli sul lato nord della struttura, motivando la scelta con esigenze di sicurezza degli studenti.

Una decisione che, secondo le segnalazioni raccolte dalla consigliera tra docenti e personale Ata, starebbe creando difficoltà al normale funzionamento del Cpia, caratterizzato da un flusso di utenti distribuito durante la giornata e dall’apertura mattutina degli uffici di segreteria.

Marchi sostiene che, per consentire materialmente l’ingresso, sia stato necessario destinare un collaboratore scolastico all’apertura del cancello. La chiusura, aggiunge l’interrogazione, impedirebbe inoltre a personale e utenti di accedere al parcheggio recintato nella zona utilizzata dal Cpia.

La consigliera richiama quindi la convenzione sottoscritta tra Comune e Provincia, secondo la quale nelle fasce orarie di utilizzo a parte del Cpia la sorveglianza e la custodia degli spazi promiscui spettano al Comune e allo stesso Centro. Da qui la contestazione di una gestione degli accessi che, secondo Marchi, sarebbe incompatibile con l’autonomia riconosciuta al Cpia dall’accordo.

“È davvero inammissibile – afferma – che una scuola che ha il fondamentale compito di recuperare l’abbandono scolastico e di alfabetizzare gli adulti stranieri nella lingua italiana sia sistematicamente in balia di sedi provvisorie allocate all’ultimo momento”.

Nell’interrogazione il Movimento 5 Stelle chiede quindi all’amministrazione comunale se sia a conoscenza della situazione di via Ravera e quali iniziative intenda assumere insieme alla Provincia, proprietaria dell’immobile, per garantire il regolare accesso alla sede.

Marchi domanda inoltre che vengano definite in maniera stabile le modalità di utilizzo degli spazi comuni, dalla gestione delle chiavi ai sistemi di chiusura fino ai turni di sorveglianza. Tra le richieste figura anche la convocazione urgente di un tavolo tecnico che coinvolga Comune, Provincia, Cpia e Iis Aleotti, valutando eventualmente l’installazione di barriere di separazione tra le diverse aree della struttura.

Per la consigliera occorre intervenire rapidamente per evitare che le difficoltà organizzative arrivino a compromettere l’erogazione del servizio scolastico. Una questione che, secondo Marchi, assume un peso ancora maggiore proprio per la funzione del Cpia: garantire istruzione agli adulti, contrastare l’abbandono scolastico e offrire corsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana.

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