Tre giorni di lavori, un centinaio di partecipanti e 25 relatori: sono i numeri con cui si è chiusa a Ferrara, negli spazi di RemTech Expo, l’ultima tappa di Leeway, il progetto Interreg Europe dedicato alle Comunità Energetiche Rinnovabili e coordinato da Sipro – Agenzia per lo Sviluppo di Ferrara in qualità di Lead Partner.
Dal 16 al 18 settembre lo stand Sipro del Padiglione 3 è diventato un luogo di confronto aperto tra istituzioni, imprese, tecnici e cittadini, sui temi dell’innovazione ambientale e della transizione energetica.
Realizzato insieme alla Regione Emilia-Romagna e a partner di Italia, Belgio, Polonia, Germania, Croazia e Bosnia-Erzegovina, Leeway ha messo a confronto per tre anni territori molto diversi tra loro, uniti dalla stessa esigenza: far crescere le Comunità Energetiche Rinnovabili come strumento di una transizione energetica più equa, resiliente e partecipativa. Alla conferenza finale Sipro ha presentato i risultati del percorso e anticipato i contenuti dell’Implementation Paper, output finale di progetto: il documento verrà completato entro la fine dell’anno e raccoglierà, in forma di raccomandazioni operative, le indicazioni maturate in questi tre anni, a disposizione di chi dovrà tradurle in politiche e in pratiche concrete.
«Chiudere il progetto a Ferrara, davanti a una platea così ampia e varia, è stata la conferma di quanto il tema sia diventato urgente per i territori – spiega Giada Spadoni, Project Manager di Sipro e coordinatrice di Leeway –. In questi tre anni abbiamo lavorato per trasformare le Comunità Energetiche Rinnovabili da opportunità ancora in parte inespressa in strumenti concreti di sviluppo locale. Il valore della cooperazione europea è stato proprio questo: condividere esperienze, individuare soluzioni e costruire strumenti che continueranno a essere utilizzati anche oltre la durata del progetto. Ai territori restano una base di conoscenze e, soprattutto, una rete di relazioni su cui continuare a lavorare».
Il programma ha preso il via mercoledì 16 settembre con un approfondimento su strumenti regionali, incentivi e mappatura delle esperienze, proseguito con una tavola rotonda dedicata ai percorsi già avviati nei territori. Giovedì 17, giornata centrale, la conferenza finale ha allargato il confronto alle politiche europee, alle buone pratiche e alle modalità per rafforzare la capacità dei territori di sostenere la nascita e la crescita delle comunità energetiche, con un focus specifico sul capacity building, sul ruolo degli stakeholder e sulle politiche maturate in Emilia-Romagna. Venerdì 18, infine, in collaborazione con il Patto europeo per il Clima, il tema è stato il rapporto tra comunità energetiche e sviluppo territoriale, con tavoli di confronto tra partner e stakeholder e una sessione sulla transizione energetica locale; tra i casi di studio, la Cer nell’edilizia sociale di Castello Green House.
Accanto ai contenuti, le tre giornate hanno avuto un valore che difficilmente si misura in numeri. Per la prima volta dopo mesi di lavoro a distanza, gli otto partner si sono ritrovati tutti nello stesso luogo: un’occasione per confrontarsi di persona sulle rispettive esperienze, mettere a fuoco che cosa ha funzionato e che cosa no, e iniziare a impostare le azioni future. Molti di loro, inoltre, hanno incontrato per la prima volta imprese, tecnici e amministratori del territorio ferrarese e regionale, avviando contatti e relazioni che rappresentano forse l’eredità più immediata dell’evento.
«Sipro vuole continuare a essere quel ponte naturale tra aziende e territorio, tra istituzioni e mondo produttivo – commenta Paolo Govoni, amministratore unico di Sipro –. Questi tre giorni non solo hanno portato Ferrara dentro una rete di relazioni europea, ma hanno soprattutto attratto nel territorio competenze, opportunità e nuove connessioni. La sostenibilità, per essere davvero una politica di sviluppo, deve parlare con le imprese e con chi ogni giorno vive e costruisce il territorio».
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