Attualità
17 Settembre 2026
L'agenzia governativa ha aperto il convegno “Gestione sostenibile delle infrastrutture di trasporto e mitigazione dei rischi”

Prevenzione, monitoraggio e conoscenza. Anfisa protagonista a Remtech Expo

di Redazione | 3 min

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Prevenire prima dell’emergenza, trasformare il monitoraggio in conoscenza e la conoscenza in decisioni, rafforzare il coordinamento per la sicurezza delle infrastrutture di trasporto. Sono questi i temi che hanno guidato la mattinata inaugurale della XX edizione di RemTech Expo, in programma a Ferrara fino a venerdì 18 settembre. ANSFISA ha aperto da protagonista il convegno “Gestione sostenibile delle infrastrutture di trasporto e mitigazione dei rischi”, ospitato per l’intera giornata nella Gold Room del Padiglione 1 esterno di Ferrara Fiere.

Organizzato con il Consorzio FABRE e RemTech Expo e curato da Gianluca Loffredo, Domenico Capomolla, Filippo Maria Soccodato, Massimiliano Fazzini, Alessandro Trigila e Walter Salvatore, l’appuntamento si è aperto con i saluti istituzionali del Direttore di ANSFISA Domenico Capomolla, del Capo del Dipartimento Casa Italia Luigi Ferrara, della General Manager di RemTech Expo Silvia Paparella, del Segretario generale di One Water Filippo Maria Soccodato, dell’Assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia Giorgio Maione e della Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Ferrara Valentina Pavani.

Il confronto è quindi entrato nel vivo con la tavola rotonda dedicata alle infrastrutture di trasporto e alla prevenzione dei rischi, che ha riunito Regione Emilia-Romagna, FS Engineering, Autostrada del Brennero, Autostrade per l’Italia, ANAS, Autostrada Pedemontana Lombarda, RFI e ISPRA. A seguire, la sessione “Strategie e prospettive future” ha coinvolto il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, il Direttore di ANSFISA Domenico Capomolla e i vertici dei principali gestori e operatori infrastrutturali.

Nel suo intervento, lo stesso Capomolla ha richiamato la necessità di superare una visione settoriale della sicurezza: «La sicurezza dell’infrastruttura non può più essere considerata separatamente da quella del territorio nel quale essa è inserita. Dobbiamo progressivamente spostare il baricentro dall’emergenza alla prevenzione, integrando le informazioni sullo stato delle opere con quelle relative al territorio, ai dati meteorologici e ambientali e ai sistemi di monitoraggio. La sicurezza non è un costo né un vincolo allo sviluppo: è una delle condizioni necessarie perché lo sviluppo possa essere realmente duraturo». Una prospettiva coerente con le responsabilità dell’Agenzia, che vigila su oltre 18.500 chilometri di ferrovie, circa 840.000 chilometri di strade e autostrade e più di 8.900 impianti fissi. Nel 2025, nel solo settore stradale, ANSFISA ha ispezionato oltre 3.500 chilometri di infrastrutture e verificato 582 opere d’arte, con particolare attenzione ai territori maggiormente esposti al rischio idrogeologico.

A fare da filo conduttore alla mattinata è stato il Libro Bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto, realizzato da ANSFISA insieme a RemTech Expo. Uno strumento di analisi e indirizzo operativo che raccoglie dati, criticità e buone pratiche per accompagnare il passaggio da una gestione prevalentemente emergenziale a un modello strutturale di prevenzione. Il documento si muove da un dato particolarmente significativo: circa il 94% dei Comuni italiani è interessato da fenomeni riconducibili al dissesto idrogeologico. A partire da questo quadro, individua come priorità il rafforzamento del coordinamento nazionale e delle competenze territoriali, l’interoperabilità dei dati, la definizione di metodi e standard comuni e la continuità delle risorse destinate alla manutenzione e alla prevenzione.

Nel pomeriggio i lavori si concentreranno sul monitoraggio quale strumento di conoscenza per la valutazione delle opere d’arte. Per ANSFISA interverranno Emanuele Renzi, Direttore generale per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali, e Pier Luigi Navone, Direttore generale per la sicurezza delle ferrovie. Il programma proseguirà con la valutazione scientifica dei grandi progetti infrastrutturali, dal Ponte sullo Stretto di Messina alla Galleria di base del Brennero e alla linea AV/AC Brescia-Verona-Vicenza, e si concluderà con un approfondimento sull’approccio multilivello al rischio. In quest’ultima sessione Laura Anania e Marco Quattrini di ANSFISA illustreranno il contributo dell’Agenzia e gli sviluppi del Libro Bianco attraverso esperienze e casi applicativi.
La direzione emersa dal convegno è la medesima che guida l’impegno dell’agenzia: non limitarsi a gestire le criticità, ma costruire le condizioni per anticiparle. Per ANSFISA significa trasformare monitoraggio e dati in decisioni, manutenzione programmata e priorità di intervento, facendo della sicurezza un elemento strutturale delle politiche infrastrutturali del Paese.

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