Nidi, nuova gara e proroga ad Adecco. Sul futuro delle ausiliarie si decide nel 2027
Nuova gara in arrivo per le ausiliarie dei servizi educativi comunali, con una proroga dell'attuale contratto Adecco per coprire il tempo necessario alla procedura
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La maggioranza approva il progetto ma blinda il bilancio comunale: canoni e costi di gestione dovranno ricadere sui privati
Mercoledì 16 settembre, alle ore 9.15, presso il quartiere fieristico ferrarese, nella Plenary Room del Padiglione 2 (via della Fiera 11, Ferrara), si terrà la cerimonia del taglio del nastro della XX edizione di RemTech Expo
Alimentazione, prevenzione e corretti stili di vita saranno al centro dell'incontro pubblico "La Salute Nasce a Tavola", in programma giovedì 17 settembre alle 18 al Centro di Promozione Sociale "Acquedotto Ancescao"
Si intitola “Tra ascolto e corpo” il ciclo di incontri promosso dall’Istituto Gramsci Ferrara insieme a Cgil Ferrara, Fp Cgil, Flc Cgil, Spi Cgil e Proteo Fare Sapere
Cari studenti,
oggi è un giorno importante, perché rappresenta l’inizio di una nuova avventura scolastica: per alcuni di voi è l’avvio di un percorso completamente nuovo, per altri il proseguimento di un cammino già cominciato.
Cesare Pavese, che sicuramente avrete occasione di studiare, scriveva che «L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante è bello vivere, perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante».
Mi piace estendere questa frase anche alla scuola, che oggi rappresenta una parte importante della vostra vita. Qui farete nuove esperienze, conoscerete materie che potranno diventare fondamentali per il vostro futuro professionale, incontrerete nuovi docenti con cui confrontarvi e, soprattutto, costruirete nuove amicizie.
Ogni istante sarà diverso dall’altro e ce ne saranno alcuni che ricorderete per sempre. Perché non saranno soltanto le lezioni dei vostri professori a rendervi persone più mature e pronte ad affrontare la vita, ma anche tutto ciò che imparerete dalle esperienze che la scuola vi farà vivere insieme, dentro e fuori dall’istituto.
È passato molto tempo dal mio primo giorno di scuola, ma ricordo ancora bene quegli anni. Da allora il mondo è cambiato profondamente e probabilmente oggi, se tornassi indietro, farei fatica a riconoscerlo. A cominciare dalla tecnologia, che ormai pervade ogni aspetto della nostra vita. Uno strumento straordinario, capace di aiutarci e di offrirci possibilità che un tempo non esistevano, ma che rischia anche di impoverire i rapporti umani e di standardizzare i processi creativi.
Io ero felice di andare a scuola anche perché sapevo che spesso era l’unica occasione per incontrare e parlare con i miei amici. Era bello raccontarsi sogni, aspirazioni, paure e problemi guardandosi negli occhi, e non attraverso uno schermo. Non perdete questa abitudine.
La tecnologia ha portato nella scuola anche strumenti che personalmente apprezzo meno, come il registro elettronico. Credo che un controllo costante e immediato di ogni voto, assenza o difficoltà rischi talvolta di deresponsabilizzare lo studente, trasferendo automaticamente ai genitori problemi che un ragazzo deve imparare, gradualmente, anche a gestire da solo.
Quando prendevo un brutto voto, magari cercavo di minimizzarlo con i miei genitori o non raccontavo proprio tutto. Ma sapevo che quel problema era soprattutto mio e che spettava a me risolverlo. Quel peso mi spingeva a mettermi al lavoro, recuperare, studiare di più e cercare di ottenere un risultato migliore la volta successiva. Anche questo significa crescere: imparare che alle proprie scelte corrispondono delle conseguenze e che, prima o poi, bisogna assumersene la responsabilità.
Oggi, inoltre, la scuola è molto più ricca di studenti provenienti da altri Paesi. Quando ero ragazzo era molto più raro incontrare tra i banchi compagni con nomi, lingue, culture e storie familiari diverse dalle nostre. Imparate a conoscere le loro storie, siate curiosi, confrontatevi e lasciate che queste esperienze allarghino i vostri orizzonti.
Allo stesso tempo, custodite le vostre radici. Un domani qualcuno di voi resterà qui, altri partiranno per studiare o lavorare altrove, magari molto lontano. Ovunque andrete, portate con voi con orgoglio il vostro territorio, la vostra storia e la vostra identità. Aprirsi al mondo non significa dimenticare chi si è e da dove si viene.
Vi auguro quindi di vivere questo nuovo anno con curiosità, entusiasmo e anche con la libertà di sbagliare.
Buon anno scolastico a tutti voi.
Alan Fabbri, sindaco di Ferrara
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