Spettacoli
13 Settembre 2026
Il 16, 22 e 24 settembre alle ore 21 al Polo Scientifico Tecnologico di Unife

Teatro e scienza si incontrano: al via la rassegna teatrale “Teatro al Polo” dell’Università di Ferrara

di Redazione | 4 min

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Il teatro come strumento per raccontare la scienza e dialogare con la società. Nasce da questa idea la nuova rassegna teatrale “Teatro al Polo: tra teatro e scienza”, promossa dall’Università di Ferrara, che si terrà il 16, 22 e 24 settembre alle ore 21 al Polo Scientifico Tecnologico di Unife (Via Saragat, 1), trasformando uno spazio dedicato quotidianamente allo studio e alla ricerca in un luogo di incontro, condivisione e dialogo con la comunità.

Obiettivo dell’iniziativa è raccontare la ricerca attraverso il linguaggio delle emozioni e della creazione artistica, per stimolare la riflessione trasformando concetti scientifici complessi in storie accessibili e coinvolgenti.

“Teatro al Polo è una nuova iniziativa di Public Engagement attraverso la quale il nostro Ateneo rinnova e rafforza il proprio impegno a costruire un dialogo sempre più aperto e significativo con la cittadinanza – afferma la rettrice dell’Università di Ferrara Laura Ramaciotti -. In questo percorso, il teatro offre un linguaggio capace di parlare a pubblici diversi e di avvicinare spettatrici e spettatori anche ai temi più complessi della ricerca attraverso l’emozione, l’immaginazione e la forza della narrazione. È uno spazio nel quale saperi e linguaggi differenti possono incontrarsi e generare nuove prospettive: musica, letteratura, arti visive, scienza e tecnologia si intrecciano così per restituire al pubblico la ricchezza e la vitalità della conoscenza, attraverso forme accessibili, coinvolgenti e capaci di suscitare curiosità e riflessione. Con questa iniziativa il nostro Ateneo intende quindi non soltanto condividere il sapere, ma trasformarlo in un’esperienza di relazione con la comunità, riaffermando il valore dell’Università come luogo aperto, inclusivo e profondamente connesso al territorio e alla società”.

Il format prevede tre spettacoli serali che spaziano da mise en espace, a racconti cosmologici fino alla commedia musicale, affrontando temi cruciali come l’estinzione delle specie, l’evoluzione del concetto di tempo e le neuroscienze. Alle rappresentazioni seguirà un breve dibattito tra gli artisti in scena ed esperte ed esperti dell’Università, per approfondire i contenuti e rispondere alle domande del pubblico.

Gli spettacoli sono a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti e sono adatti a un pubblico di ogni età.

“Da sempre il teatro favorisce l’incontro e il confronto sulle questioni importanti, per questo motivo, dopo il grande successo della rassegna cinematografica “Scienza in pellicola”, il nostro ateneo ha deciso di puntare su questo linguaggio per comunicare la ricerca scientifica e valorizzare la conoscenza coinvolgendo la comunità accademica e la società nella sua interezza”, commenta Giuseppe Lipani, direttore del Centro Teatro Universitario”.

Il programma della rassegna teatrale

Si parte il 16 settembre con “L’estinzione dei rinoceronti”, realizzato dalla compagnia Ferrara Off e tratto dai testi inediti di Margherita Mauro e con la mise en espace di Giulio Costa. Lo spettacolo prende spunto dalla storia di Najin e Fatu, gli ultimi due esemplari di rinoceronte bianco settentrionale, per riflettere sul tema dell’estinzione delle specie. Attraverso una drammaturgia originale, trasforma la loro vicenda in una riflessione universale sul rapporto tra uomo e natura, sul significato della memoria e sulla fragilità della vita.

Il secondo appuntamento è in programma il 22 settembre con “L’universo è un materasso – E le stelle un lenzuolo”, realizzato dalla Compagnia del sole, scritto da Francesco Niccolini e diretto e interpretato da Flavio Albanese. La rappresentazione accompagna il pubblico in un viaggio tra mito, filosofia e scienza guidato da Crono, il dio del Tempo, ripercorrendo l’evoluzione della conoscenza umana: dalla Teogonia di Esiodo al sistema aristotelico-tolemaico, dalla rivoluzione copernicana fino alla relatività di Einstein e alla fisica quantistica, per raccontare come ogni scoperta abbia trasformato il nostro modo di comprendere l’universo. Lo spettacolo, nonostante la complessità dei contenuti, ha una forma espressiva chiara, semplice ed evocativa e per questa ragione è adatto sia a un pubblico sia giovane che adulto.

La rassegna si conclude il 24 settembre con “Il cervello complice”, nato da un’idea di Silvia Mazzotta, scritto e diretto da Giuseppe Gandini e liberamente ispirato al saggio “The Whole Brain Living” di Jill Bolte Taylor. Lo spettacolo segue la storia di Sara, una donna che scopre come nel cervello convivano quattro diversi “caratteri”, trasformati in personaggi che la accompagnano tra paure, desideri e scelte quotidiane. Tra musica, ironia ed emozione, la commedia musicale esplora il funzionamento della mente e il dialogo interiore, offrendo una riflessione accessibile e coinvolgente sulle neuroscienze.

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