Attualità
2 Settembre 2026
I cittadini hanno scelto la personalità a cui intitolare il nuovo parco: quasi 800 voti per la consultazione on line. Il vicesindaco Balboni: "Raccolta l'eredità ambientalista del documentarista"

Progetto Central Bosc: la nuova area verde di Ferrara si chiamerà “Parco Folco Quilici”

di Redazione | 3 min

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Il percorso partecipato lanciato dal Comune di Ferrara per battezzare il nuovo grande parco della zona Est della città, noto provvisoriamente come “Central Bosc”, si è concluso. I cittadini hanno partecipato con entusiasmo, attraverso la consultazione online, con ben 777 voti raccolti in un mese e sono stati, così, i veri protagonisti della decisione: a conquistare la maggioranza delle preferenze dei ferraresi è stato Folco Quilici, con più del 50% dei voti.

La scelta espressa dalla comunità rende omaggio alla storia di Folco Quilici (1930-2018), illustre ferrarese e pioniere della divulgazione naturalistica a livello internazionale. Regista, scrittore e saggista, Quilici ha segnato la storia del documentarismo italiano, a partire dai filmati subacquei come “Sesto continente” fino alle memorabili serie televisive dedicate all’Italia vista dall’alto e ai grandi fiumi del pianeta.

“Tra le nostre proposte di cittadini ferraresi illustri – esordisce il vicesindaco di Ferrara con delega all’Ambiente Alessandro Balboni – è sicuramente quella più adatta all’opera. Central Bosc, o meglio, il parco Folco Quilici sarà un vero e proprio laboratorio di biodiversità. Il parco conta decine di essenze vegetali diverse, compresi alberi da frutto, oltre ad un bacino allagabile, questo lo rende non solo un’infrastruttura fondamentale per la città, ma un vero e proprio ecosistema. Sono felice – prosegue il vicesindaco Balboni – che porterà il nome di un grande documentarista come Folco Quilici, che ha dedicato la sua vita alla natura e ai suoi equilibri”.

Situato in via Caldirolo, il parco si sviluppa su un’area di ben 5,5 ettari ed è stato realizzato grazie a un investimento di circa 1,38 milioni di euro, finanziato in larga parte dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e cofinanziato dal Comune di Ferrara. Con la messa a dimora di quasi 4.500 piante tra alberi e arbusti, l’opera non si configura soltanto come un polmone verde, ma come una vera e propria infrastruttura “verde e blu” all’avanguardia. Il parco è infatti dotato di sensoristica digitale e centraline intelligenti in grado di monitorare in tempo reale i dati sul microclima urbano e la qualità dell’aria, trasformando l’area in un laboratorio smart a cielo aperto per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

“Il parco è stato progettato per impattare positivamente su diversi aspetti – spiega Balboni – a partire dai percorsi ciclo-pedonali che ricuciranno il quartiere, collegandolo al centro cittadino in sicurezza. Il parco sarà un’infrastruttura utile per mitigare gli eventi meteorici estremi, con un bacino centrale che funge da vasca di raccolta dell’acqua piovana contro gli allagamenti, e sarà un polmone verde per tutta la città con aree didattiche, area fitness e area giochi. Questo parco nasce a totale servizio della cittadinanza, per essere vissuto dal quartiere, per questo abbiamo deciso che anche il nome avrebbe dovuto essere scelto da chi lo utilizzerà. Dedicare a Folco Quilici il nuovo polmone verde della città – conclude Balboni – significa raccogliere la sua straordinaria eredità culturale, celebrando un uomo che ha insegnato a intere generazioni il valore della tutela dell’ambiente, della biodiversità e dell’amore per la natura”.

La cittadinanza ha così scelto di premiare una figura capace di incarnare l’anima ecologica del progetto, preferendola alle altre proposte in lizza: Nazarena Casini (detta “Nena”), leggendaria e ultima traghettatrice del fiume Po; Francesco Alunno, grammatico e umanista; Camillo Berlinghieri (il “Ferraresino”), pittore barocco del Seicento; Michele Allasia, eroico asso dell’aviazione e Pietro Bragaglia, ginnasta ferrarese primo portabandiera italiano alle Olimpiadi.

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