Politica
29 Agosto 2026
Il Comitato guidato dal centese Marco Mattarelli critica la politica economica italiana ed europea e lancia un appello alle forze politiche: "Senza sovranità monetaria non c’è alcuna politica economica né alcuna libertà vera"

Verso Italexit: “La costruzione artificiale dell’euro è fallita, urgente un ritorno alla sovranità monetaria”

di Redazione | 4 min

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Cento. Il ritorno alla sovranità monetaria come unica strada, secondo il Comitato Verso Italexit, per correggere la situazione economica italiana. È questa la posizione ribadita dal centese Marco Mattarelli, presidente del Comitato, che interviene sul tema della prossima legge di bilancio e sui dati relativi a debito pubblico, pressione fiscale e crescita, rivolgendo al contempo un appello alle forze politiche.

«La nostra proposta alle forze politiche attualmente votate da quella che è ormai una minoranza degli elettori in merito alla loro posizione sulla moneta sovrana, ovvero, siete con Draghi e Lagarde o con il popolo ormai immiserito?», afferma Mattarelli, secondo il quale la proposta del Comitato sarebbe stata «volutamente ignorata».

Il giudizio sulla politica è particolarmente duro. «Da una politica genuflessa, in cui il dibattito politico è pressoché ridicolo, avulso dalla realtà, non potevamo aspettarci altro», sostiene il presidente del Comitato. E aggiunge: «I politici sono seduti su una bambagia di privilegi ormai insopportabili e perennemente impegnati in liturgie totalmente inutili, dannose e improduttive per il popolo».

Nel suo intervento Mattarelli lega la questione economica anche alla crescente disaffezione degli elettori. «Anche a livello locale ormai l’assenteismo al voto è la maggioranza assoluta», afferma, sostenendo che «la fiducia dei cittadini è revocata» e che gli eletti rappresenterebbero ormai una minoranza. «Destra e sinistra sono etichette obsolete, marketing elettorale per talk show televisivi a caccia di pubblicità», è la sua valutazione.

Il quadro economico

Guardando alla legge di bilancio 2027, il Comitato richiama alcuni dati che, a suo giudizio, delineano una situazione particolarmente critica. Nell’intervento vengono indicati un debito pubblico superiore a 3.287 miliardi di euro, interessi sul debito per 100,16 miliardi, una pressione fiscale del 43,2%, un Pil nominale di 2.373 miliardi e un rapporto debito/Pil del 138,5%. Il deficit reale, calcolato dal Comitato come differenza tra entrate e uscite complessive, compresi gli interessi, viene indicato in 65 miliardi di euro, mentre la crescita del Pil viene stimata tra lo 0,5 e lo 0,7%, al netto dell’inflazione prevista.

«L’economia italiana è in un circolo vizioso», sostiene Mattarelli, indicando nei parametri di Maastricht un vincolo che, a suo giudizio, determina «una restrizione permanente da cui solo il sistema finanziario trae utili multi-miliardari».

Nel mirino finisce anche il Pnrr. Secondo il Comitato, «il PNRR ha indotto una crescita minimale al PIL» e dal 2027 «si dovrà restituire la cifra prestata ad un tasso d’interesse attualmente al 4% a 10 anni».

Il paragone con il 2011

Mattarelli richiama quindi la crisi del debito sovrano del 2011, mettendola a confronto con la situazione attuale. «Quando si scatenò la crisi da debito “sovrano” nel 2011 il debito pubblico era a 1.908 miliardi, oggi è 3.200 miliardi. Nel 2011 il debito/PIL era al 120%, oggi è al 138,5%».

Nel ricordare quella fase, il presidente del Comitato cita anche l’allora presidente della Bce Mario Draghi e il programma di quantitative easing. «I tassi d’interesse erano più bassi e mister Draghi pronunciò la famosa frase “whatever it takes” lanciando il Qe, ovvero la stampa di denaro della Bce», afferma.

Da qui la domanda su un possibile ritorno a una fase di emergenza politica ed economica: «Nuova crisi da debito pubblico?». E, più avanti, l’ipotesi di un «nuovo governo tecnico?».

L’affondo sulla politica e il richiamo alla sovranità monetaria

Nel quadro politico delineato da Mattarelli trova spazio anche il nuovo partito Futuro Nazionale, che il Comitato considera un elemento di rottura rispetto agli equilibri esistenti. «La politica è tutta concentrata sul nuovo partito Futuro Nazionale che a nostro avviso sta scuotendo la “foresta pietrificata” della stantia e ormai incredibile situazione degli attuali partiti», sostiene.

Ma, secondo il Comitato, nel dibattito pubblico mancherebbe proprio il tema considerato centrale: l’uscita dall’euro e il ritorno alla sovranità monetaria. «Nel dibattito tipico da talk show, quindi più da intrattenimento equestre che di sostanza, non è entrato neanche per sfioro la necessità che il Comitato Verso Italexit ritiene invece ineludibile, ovvero il ritorno alla sovranità monetaria senza la quale non c’è alcuna politica economica né alcuna libertà vera».

La conclusione è un nuovo allarme sul futuro economico del Paese. «Il vicolo cieco in cui si trova l’Italia imporrà scelte che nessun partito vuole o può fare», afferma Mattarelli, richiamando il clima del 2011 e il celebre «Fate presto».

L’appello finale ribadisce quindi la linea del Comitato: «Noi restiamo convinti che solo con la ripresa della sovranità monetaria si potrà correggere questa situazione che altrimenti vede un’unica destinazione: il nostro impoverimento collettivo e il continuo arricchimento delle élite finanziarie».

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