Cronaca
23 Agosto 2026
Prelevato dalla sua abitazione e portato alla casa circondariale di Ferrara. La difesa prepara l'incidente di esecuzione dopo l'impugnazione presentata dal coimputato

Droga, armi e soldi. Roma, sodale di Casolari in carcere

di Pietro Perelli | 2 min

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È stato prelevato dalla propria abitazione intorno alle 6 di sabato mattina Roberto ‘Gildo’ Roma e portato alla casa circondariale di Ferrara. La sentenza, pronunciata con rito abbreviato, che lo ha visto condannato a 6 anni, 3 mesi e 17 giorni di reclusione, è ora in esecuzione e la difesa potrà proporre appello nei termini previsti dalla legge.

Le accuse, condivise con Alessandro ‘Caso’ Casolari, storico esponente del Gruppo d’Azione e del movimento ultras di fede spallina, erano quelle di rapina aggravata, sequestro di persona e indebito utilizzo di strumenti di pagamento e sono scaturite da indagini partite da quella che sembrava una ‘normale’ compravendita di droga.

I due avevano attirato un giovane in un appartamento della città con la complicità di altri due uomini, un 62enne e un 23enne di Ferrara, per concludere l’acquisto di droga. Una volta arrivato e aperta la porta, il giovane fu aggredito da tre uomini con il volto travisato, tra i quali Roma e Casolari. Dopo una breve colluttazione, nella quale sarebbero state utilizzate anche una pistola e un taser, la vittima venne immobilizzata con fascette da elettricista e nastro adesivo, gli furono sottratti il portafoglio e il telefono e fu chiusa in una stanza.

Proprio da questa stanza, dopo numerosi sforzi, riuscì a liberarsi e a scappare saltando dalla finestra. Uno dei rapinatori lo raggiunse poco dopo e tra i due si verificò una nuova colluttazione, che allarmò i vicini, i quali chiamarono le forze dell’ordine. Da questa vicenda – il cui bottino ammontava a 100 euro in contanti, oltre a 40 euro prelevati indebitamente dal conto del ragazzo, un telefono e le chiavi di casa – partirono le indagini che portarono alla ricostruzione della vicenda.

L’avvocato difensore di Roma, Giovanni Montalto, si appresta però a presentare un incidente di esecuzione. Sebbene Roma non abbia presentato ricorso in seguito alla sentenza, lo ha presentato Casolari. Il legale sostiene che con questa impugnazione, direttamente legata alla vicenda che vede coinvolto il suo assistito, la pena non possa diventare esecutiva fino alla Cassazione.

Il riferimento normativo dovrebbe essere all’articolo 587 del codice di procedura penale che stabilisce: “Nel caso di concorso di più persone in uno stesso reato, l’impugnazione proposta da uno degli imputati, purché non fondata su motivi esclusivamente personali, giova anche agli altri imputati”. La questione dovrà ora essere valutata dal giudice dell’esecuzione.

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