Economia e Lavoro
21 Agosto 2026
A confermarlo i dati elaborati da Unioncamere e dal Centro Studi Tagliacarne. Interventi per il benessere dei lavoratori e una migliore gestione dei tempi di vita e di lavoro migliorano la performance

Investire sul benessere dei lavoratori aumenta fatturato e occupazione

di Redazione | 4 min

Leggi anche

Picchiata davanti al figlio, il compagno le frattura costole e naso

Picchiata selvaggiamente davanti agli occhi inermi del figlio minorenne, mentre stava trascorrendo un periodo di vacanza ai lidi ferraresi. È il drammatico epilogo di una vicenda di inaudita violenza in cui è stata risucchiata una donna per mano del proprio compagno convivente

Malore mentre tinteggia casa, cade dall’impalcatura e muore a 52 anni

Stava eseguendo alcuni lavori sulla facciata della propria abitazione quando è precipitato dall’impalcatura. Un volo che non gli ha lasciato scampo. È morto così, nella mattinata di giovedì 20 agosto, un uomo di 52 anni, di origini rumene, residente a Codigoro, Ioan Gheorghe Curac

Ps Cona. Fp Cgil: “Una crisi strutturale che prosegue da anni”

"Un problema che prosegue da anni e che è in aumento". La Funzione Pubblica della Cgil denuncia, dopo gli ultimi episodi assurti alle cronache locali nella settimana di ferragosto, come il Pronto soccorso dell'ospedale di Cona sia "da lungo tempo teatro di una crisi strutturale e sociale permanente"

Favorire la conciliazione tra vita familiare e lavoro non è solo una scelta di responsabilità sociale, ma un vero e proprio motore di competitività e crescita economica per le imprese. A confermarlo sono i dati elaborati da Unioncamere e dal suo Centro Studi Tagliacarne: le imprese che investono in interventi per il benessere dei lavoratori e in una migliore gestione dei tempi di vita e di lavoro registrano performance superiori rispetto alle altre. Nel 2026, il 35% di queste imprese dichiara un aumento del fatturato rispetto all’anno precedente (contro il 22% di chi non realizza tali investimenti), il 20% segnala un incremento dell’occupazione (a fronte del 10% delle altre) e il 45% ha già adottato o sta per adottare tecnologie digitali (rispetto al 22% delle aziende meno attente a queste tematiche).

Proprio per consolidare questo legame tra benessere dei lavoratori e produttività, il Dipartimento per le Politiche della Famiglia e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme a Unioncamere, mettono in campo un intervento da 7,5 milioni di euro per accompagnare le aziende nell’adozione di una nuova certificazione strutturata proprio intorno alla conciliazione vita-lavoro, alla quale il governo ha associato anche un esonero dal versamento dei contributi previdenziali. L’iniziativa dà attuazione al Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 e alla Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026, con il preciso obiettivo di portare 1.000 imprese a conseguire la certificazione nell’arco di un anno.

“Il coinvolgimento attivo e diretto dei lavoratori e delle lavoratrici in azioni finalizzate ad obiettivi di miglioramento delle prestazioni aziendali e del rapporto vita-lavoro – ha commentato Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna – costituisce un’opportunità per le imprese, per gli stessi lavoratori e complessivamente per l’intero territorio. In questa logica, insieme al Comitato per l’imprenditoria femminile ed alle associazioni di categoria, la Camera di commercio è impegnata da tempo in un percorso condiviso, indirizzato in particolare alle piccole e medie imprese, per promuovere esperienze di partecipazione organizzativa, che possano anche avvalersi dei benefici di legge”.

Fulcro del Bando è la prassi di riferimento UNI/PdR 192:2026, la specifica tecnica che definisce i requisiti e gli indicatori di performance (KPI) per i sistemi di gestione volti alla conciliazione tra vita familiare e lavoro. Attraverso l’Avviso pubblico, le aziende con sede e attività in Italia e almeno un dipendente – con una quota di riserva del 60% destinata alle micro, piccole e medie imprese – potranno accedere a contributi a fondo perduto erogati sotto forma di servizi gratuiti, finalizzati ad assistere e accompagnare le imprese nel raggiungimento della certificazione collegata alla nuova prassi. L’agevolazione prevede due linee d’azione tra loro complementari:
la prima riguarda i servizi di assistenza tecnica e accompagnamento tecnico-gestionale.

Per fornire questo supporto, Unioncamere istituirà un apposito elenco di esperti qualificati – sia singoli professionisti sia soggetti collettivi come società di consulenza e reti d’impresa – selezionati tramite un avviso pubblico che ne accerta l’esperienza nei sistemi di gestione o nella conciliazione vita-lavoro; la seconda copre, invece, i costi per il rilascio della prima certificazione della conciliazione vita-lavoro. Le imprese beneficiarie dovranno scegliere l’Organismo di Certificazione accreditato tra quelli iscritti all’Elenco ufficiale. Il contributo per la certificazione varia in base alla dimensione aziendale (misurata in addetti) fino a un massimo di 12.000 euro per impresa.

Per accedere alle agevolazioni, le imprese dovranno superare un test di autovalutazione online volto a verificare il livello di maturità aziendale sui temi della conciliazione. Le domande di partecipazione dovranno essere trasmesse, tramite la piattaforma Restart di Infocamere, a partire dalle ore 10 del 21 settembre. Le istanze verranno valutate secondo una procedura a sportello in ordine cronologico di invio, mentre tutti i percorsi di accompagnamento e certificazione ammessi dovranno essere completati entro il 30 giugno.

“Tra i meriti dell’iniziativa – ha evidenziato Antonella Bandoli, presidente del Comitato per l’imprenditoria femminile – quello di valorizzare le aziende che, con impegno e visione, promuovono progetti concreti per favorire pari opportunità di carriera, agevolare la leadership femminile, creare ambienti professionali inclusivi, contribuendo, dunque, al benessere organizzativo dell’impresa. Il Comitato continuerà a lavorare per coniugare il business con il valore sociale, a partire dal raggiungimento dell’equità di genere e dal coinvolgimento delle nuove generazioni, leve centrali per la competitività futura”.

Siamo impegnate – ha sottolineato Gisella Ferri, vice presidente del Comitato per l’imprenditoria femminile – nel favorire la piena partecipazione delle donne alla vita economica e sociale. Il mondo delle imprese, in un contesto dominato da incertezza e grandi cambiamenti, è sempre più consapevole che la componente femminile sia una risorsa strategica per affrontare con successo la doppia transizione e la gestione delle crisi.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com