Economia e Lavoro
21 Agosto 2026
Dopo gli episodi della settimana di Ferragosto, il sindacato chiede un intervento coordinato sulle fragilità sociali e maggiori garanzie per la sicurezza degli operatori

Ps Cona. Fp Cgil: “Una crisi strutturale che prosegue da anni”

di Redazione | 3 min

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“Un problema che prosegue da anni e che è in aumento”. La Funzione Pubblica della Cgil denuncia, dopo gli ultimi episodi assurti alle cronache locali nella settimana di ferragosto, come il Pronto soccorso dell’ospedale di Cona sia “da lungo tempo teatro di una crisi strutturale e sociale permanente”.

Nei giorni che precedono il 15 agosto, al Pronto soccorso di Cona si sono registrati frequenti episodi di disturbo da parte di alcune persone che, dopo essere state accompagnate in ospedale a seguito di interventi del 112, avrebbero rivolto continue richieste a pazienti e personale, arrivando anche a rubare oggetti personali ai malati in barella. Le stesse persone avrebbero inoltre minacciato e aggredito verbalmente gli operatori, rendendo necessario in più occasioni l’intervento delle forze dell’ordine e il loro allontanamento dalla struttura.

“La struttura – spiega la Fp Cgil – è costantemente frequentata da persone che non vi accedono per bisogni strettamente sanitari, ma per emergenze sociali e fragilità di varia natura: persone senza fissa dimora che cercano un riparo dal freddo o dal caldo e una barella su cui trascorrere la notte; soggetti con problemi di dipendenza alla ricerca di sostanze; pazienti psichiatrici e fragili lasciati ai margini, privi di una rete di supporto adeguata”.

“Parliamo – aggiungono – delle persone più fragili e invisibili della nostra società che, in assenza di risposte sul territorio, trovano nel Pronto Soccorso l’unico presidio sempre aperto a cui rivolgersi. Tuttavia, il Pronto Soccorso non ha e non può avere gli strumenti né la funzione per risolvere problematiche di natura socio-assistenziale.”

Così, “quando la disperazione sfocia in aggressività, la situazione diventa ingestibile, costringendo gli operatori a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine e mettendo a rischio la sicurezza di chi lavora e di chi si reca in ospedale per curarsi”.

La Funzione Pubblica della Cgil chiede che la sicurezza e la dignità del lavoro sanitario non sia affrontata “soltanto con misure emergenziali”.

Per questo il sindacato chiede il “coinvolgimento urgente di tutti gli attori istituzionali”. “Il Comune, i Servizi Sociali e la Politica locale – dicono – devono farsi carico tempestivamente di queste fragilità territoriali, creando percorsi di accoglienza e presa in carico specifici al di fuori del contesto ospedaliero”.

Alla direzione aziendale chiedono invece “di rendere esplicito e dettagliato il percorso organizzativo e di tutela annunciato a mezzo stampa e i progetti da mettere in campo sulla fragilità in relazione all’istituzione del Dipartimento specifico neocostituito, comprese le attività formative dedicate”.

Inoltre vorrebbero “un resoconto formale sulle azioni attuate, delle misure concrete finora messe in atto per prevenire le aggressioni e garantire la tutela del personale sanitario”.

La Direzione delle Aziende Sanitarie di Ferrara aveva definito quella del Pronto soccorso una situazione complessa e cronica, legata alla presenza di persone con fragilità, anche di natura psichiatrica e legate alle dipendenze, che in alcuni casi mettono in atto comportamenti antisociali, piccoli reati e aggressioni al personale sanitario. Si tratta di soggetti già conosciuti dai servizi, per i quali sono stati tentati diversi percorsi di supporto senza risultati risolutivi.

L’Azienda aveva quindi sottolineato la necessità di un intervento coordinato tra sanità, istituzioni e autorità competenti, annunciando un confronto per definire una strategia comune finalizzata a prevenire le aggressioni e garantire sicurezza e continuità delle cure al Pronto soccorso.

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