Cronaca
22 Agosto 2026
La vicenda è stata ricostruita da Estense.com attraverso i referti dell’intervento del 118 e le verifiche effettuate con la Guardia Costiera. Parla Hamza: "Mi tuffai insieme a un altro signore. Fu una questione di senso civico"

Accusato dell’aggressione a Portomaggiore. A luglio salvò due bambini dall’annegamento

(Foto di Daniele Becia)
di Davide Soattin | 4 min

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Lido di Spina. Nell’intreccio di vicende e polemiche legate all’intricata storia di Portomaggiore, c’è un episodio risalente allo scorso luglio di cui nessun giornale locale – nemmeno il nostro – aveva finora dato conto. Una storia che non ha nulla a che vedere con la querelle di queste ore e che la redazione di Estense.com ha appreso durante l’intervista a Hamza Hdya, il 31enne di nazionalità marocchina finito al centro delle cronache locali dopo la lite con Susanna Rimessi, 59 anni.

Della recente vicenda abbiamo già riferito in altri articoli e, pertanto, non torneremo qui a ricostruirne i dettagli. Ci concentriamo invece su quanto accaduto il 25 luglio scorso quando, nel tardo pomeriggio, intorno alle 17, Hamza Hdya intervenne per salvare due bambini che stavano rischiando di annegare nel canale Logonovo, al Lido di Spina. Nell’intervento fu aiutato da un altro uomo che in quel momento si trovava in acqua per praticare kite surf. I due riuscirono a raggiungere i bambini e a portarli in salvo.

La vicenda trova conferma nei verbali dell’intervento dei sanitari del 118, di cui Estense.com è in possesso, oltre che nelle verifiche che chi scrive ha effettuato con il personale della Guardia Costiera.

“Era un pomeriggio come tanti, al mare con la mia famiglia. Di solito il sabato pomeriggio, dopo le 17, non vado mai in spiaggia. Quel giorno, però, il destino ha voluto che ci andassi”. Hamza racconta di essere arrivato al Lido di Spina con la moglie e il figlio e di essersi sistemato in una spiaggia libera. Poi, dopo aver sistemato ombrellone e sedia, aveva preso il bambino per mano per fare un bagno. “Appena ho toccato l’acqua ho sentito una voce gridare: «Aiuto papà, aiuto!». A circa 20-30 metri da me, verso il canale Logonovo, ho alzato la testa e ho visto un bambino con la testa fuori dall’acqua e i capelli di una bambina che galleggiavano”.

A quel punto non ci ha pensato due volte. “Ho affidato subito mio figlio a mia moglie e sono corso verso di loro. Non so nemmeno nuotare, ma il mio istinto per salvare i bambini è stato più forte di tutto. Ho iniziato a urlare perché nessuno sembrava essersi accorto che quei due bambini erano in difficoltà”. Ad aiutare Hamza è arrivato anche un uomo che in quel momento stava facendo kite surf. “È venuto verso di me e insieme abbiamo raggiunto i bambini. Siamo riusciti a recuperarli e a portarli verso di lui”.

Ma l’intervento non era ancora finito. La corrente, infatti, ha messo a dura prova lo stesso Hamza, che stava a sua volta per annegare. “Io sono rimasto più indietro, in una zona dove l’acqua mi portava verso il basso. Sono finito sott’acqua due volte. La terza volta quello stesso signore, con grande coraggio, è tornato verso di me e mi ha dato una leggera spinta. Quella spinta è stata la mia salvezza” aggiunge.

Una volta fuori dall’acqua, Hamza era stremato. “Ero giallo, non avevo più forze” racconta. A prestargli i primi soccorsi è stato un uomo presente sul posto, che Hamza ricorda come un medico in pensione. “Grazie a Dio era lì. Mi ha assistito fino all’arrivo del 118 e della Capitaneria di Porto“.

Visitato sul posto dal personale medico e infermieristico del 118, Hamza non ha mai perso conoscenza e, come riportato nella scheda di intervento, presentava parametri vitali nella norma. Dopo essere stato valutato e assistito dai sanitari, ha rifiutato il trasporto in ambulanza all’ospedale. La famiglia dei bambini, profondamente riconoscente per quanto accaduto, ha voluto ringraziarlo offrendogli del denaro. Hamza, però, ha rifiutato. “Per me era una questione di senso civico. Non potevo fare diversamente. Anch’io ho un figlio e so cosa significa avere paura per la propria famiglia”.

Prima di concludere il racconto, Hamza affida il senso di quel gesto a una citazione che richiama il Corano: “Se fai del male, riceverai del male; se fai del bene, riceverai del bene“. Una frase che, nelle sue parole, racchiude il motivo per cui quel pomeriggio non ha esitato a mettere a rischio la propria vita per salvare quella di due bambini.

 

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