Economia e Lavoro
19 Agosto 2026
L’annuario 2026 della Camera di commercio raccoglie 170 pagine di dati su demografia, lavoro, imprese, agricoltura, commercio, credito, turismo, mobilità ed edilizia. Il quadro restituisce un territorio segnato dall’invecchiamento e dalla contrazione del tessuto imprenditoriale, ma con segnali positivi sul fronte occupazionale, delle esportazioni e dell’attrattività turistica

Ferrara fotografata dai numeri: popolazione invecchiata, imprese in calo ma export e turismo tengono

di Redazione | 5 min

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La provincia di Ferrara chiude il 2025 con 340.482 residenti, appena sopra il dato dell’anno precedente ma ancora molto distante dai livelli del passato: rispetto al 2011 la popolazione è diminuita del 12,6%. È uno dei dati che emergono con maggiore evidenza dalle 170 pagine delle “Informazioni statistiche ed economiche della provincia di Ferrara“, l’annuario 2026 realizzato dall’Ufficio Analisi economiche, Orientamento al lavoro, Occupazione e Placement della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna.

Il volume mette insieme una grande quantità di indicatori e, più che offrire una fotografia univoca, restituisce un territorio attraversato da dinamiche differenti: la struttura demografica continua a indebolirsi, il numero delle imprese diminuisce, mentre occupazione, turismo ed export mostrano elementi di tenuta.

Il primo elemento è quello demografico. Nel 2025 sono nati appena 1.711 bambini a fronte di 4.537 decessi: il saldo naturale è quindi fortemente negativo. A compensarlo è il movimento migratorio, con 12.597 iscrizioni e 8.901 cancellazioni, che porta il saldo migratorio a +3.696 persone e consente alla provincia di chiudere l’anno con un saldo complessivo positivo di 870 residenti.

Ma il problema strutturale rimane quello dell’invecchiamento. Al primo gennaio 2026 l’indice di vecchiaia provinciale raggiunge quota 345,3: significa che ogni 100 giovani sotto i 15 anni ci sono oltre 345 persone con almeno 65 anni. Il dato ferrarese è nettamente superiore sia alla media regionale, pari a 253, sia a quella nazionale, pari a 250. Anche l’età media, arrivata a 48,1 anni, conferma la particolare fragilità demografica del territorio.

La situazione, inoltre, è molto differenziata tra i comuni. Nel periodo 2011-2025 la popolazione è cresciuta soprattutto a Cento (+3,2%), Portomaggiore (+2%) e Vigarano Mainarda (+2,8%), mentre le contrazioni più marcate riguardano Goro (-13,9%), Jolanda di Savoia (-13,6%), Ostellato (-13,1%), Riva del Po (-13%) e Codigoro (-11,8%). Ferrara città si attesta a 129.048 residenti, il 38% dell’intera popolazione provinciale.

Sul fronte del lavoro il quadro è meno negativo. Nel 2025 il tasso di occupazione ferrarese nella fascia 15-64 anni raggiunge il 69,7%, mentre il tasso di attività arriva al 73,4%. La disoccupazione si mantiene su livelli decisamente più contenuti rispetto agli anni precedenti, dopo il progressivo miglioramento registrato dal 2020 in avanti. Resta tuttavia evidente il divario di genere: i principali indicatori del mercato del lavoro continuano a mostrare una partecipazione femminile inferiore a quella maschile.

Non mancano però segnali di tensione sul sistema produttivo. Nel 2025 sono state autorizzate complessivamente 4,65 milioni di ore di cassa integrazione, contro 4,02 milioni nel 2024. A pesare è soprattutto la componente straordinaria, mentre quella ordinaria è scesa da 2,57 a 2,21 milioni di ore. Il comparto meccanico concentra una parte consistente delle ore autorizzate, a conferma del peso delle dinamiche industriali nel quadro occupazionale provinciale.

È invece il tessuto imprenditoriale a mostrare una delle dinamiche più preoccupanti. A fine 2025 le imprese attive sono 28.198, contro le 29.074 circa dell’anno precedente, con una diminuzione del 2,9%. Le imprese registrate sono 31.100. Nel corso dell’anno le nuove iscrizioni sono state 1.628, mentre le cessazioni non d’ufficio hanno raggiunto quota 1.784, determinando un saldo negativo di 156 imprese. La contrazione interessa in particolare agricoltura, costruzioni, commercio e ristorazione.

La struttura del sistema produttivo resta fortemente caratterizzata dalle imprese individuali, che rappresentano il 61,1% delle attività attive, mentre le società di capitale sono il 20,3% e le società di persone il 15,7%. Tra i settori più consistenti figurano commercio e riparazione di autoveicoli, con 3.615 imprese attive, costruzioni con 2.670, agricoltura, silvicoltura e pesca con 5.246 e attività di alloggio e ristorazione con 991. Anche l’imprenditoria femminile e quella straniera costituiscono una componente importante del sistema economico locale, in un contesto nel quale il ricambio generazionale e la trasformazione della struttura produttiva assumono un peso crescente. L’annuario dedica proprio a donne e stranieri una sezione specifica, analizzandone presenza, settori di attività e distribuzione territoriale.

Sul commercio estero arriva invece un segnale positivo. Nel 2025 le esportazioni ferraresi hanno raggiunto 2,58 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto ai 2,57 miliardi del 2024 (+0,5%). Le importazioni sono invece scese da 1,205 miliardi a 1,130 miliardi (-6,7%). Il saldo commerciale resta quindi ampiamente positivo. L’Europa continua a rappresentare di gran lunga il principale mercato di riferimento, mentre tra i singoli Paesi spiccano Germania e Francia, seguiti da Stati Uniti, Spagna e Cina.

Anche il turismo conferma la propria centralità nell’economia provinciale. Nel 2025 gli arrivi sono stati 672.915, con un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente, mentre le presenze hanno raggiunto 2.929.436, in crescita anch’esse. Gli italiani rappresentano la componente principale, ma cresce anche la domanda straniera: gli arrivi esteri sono aumentati del 5,6% e le presenze del 5,4%. Particolarmente rilevante rimane il ruolo dei Lidi di Comacchio, che concentrano una quota significativa della capacità ricettiva e dei pernottamenti provinciali.

L’agricoltura conserva a sua volta un peso strutturale importante, con 5.246 imprese attive nel comparto primario e una presenza particolarmente significativa della pesca e dell’acquacoltura. I dati sulle coltivazioni mostrano però quanto il settore sia esposto alle variazioni delle superfici coltivate e delle rese, mentre l’annuario dedica ampio spazio anche a fitosanitari, fertilizzanti, produzioni biologiche, agriturismo e attività della pesca.

Il quadro si completa con i dati sul commercio interno, sul credito, sul parco veicolare e sull’edilizia. Quest’ultima mostra nel 2025 segnali di ripresa per alcuni interventi non residenziali: il volume dei fabbricati non residenziali nuovi arriva a 108.062 metri cubi, rispetto agli 83.492 del 2024.

Nel complesso, dunque, l’annuario della Camera di commercio restituisce una provincia che non può essere letta attraverso un solo indicatore. Ferrara continua a perdere popolazione e ad avere una struttura demografica fortemente anziana; il numero delle imprese attive diminuisce e alcune attività tradizionali mostrano segnali di arretramento. Al tempo stesso, però, il mercato del lavoro ha migliorato i propri indicatori, l’export mantiene un valore superiore ai 2,5 miliardi di euro e il turismo raggiunge nuovi livelli di arrivi e presenze.

È proprio questa compresenza di criticità e capacità di tenuta a rendere significativo il quadro tracciato dalle “Informazioni statistiche 2026”: non soltanto una raccolta di numeri, ma una mappa attraverso la quale leggere le trasformazioni economiche e sociali della provincia e individuare le sfide che attendono il territorio nei prossimi anni. Il rapporto, chiuso nel luglio 2026, è consultabile gratuitamente sul sito della Camera di commercio.

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