Economia e Lavoro
18 Agosto 2026
In provincia sfiora i 9mila ettari. Per Confagricoltura Ferrara il clima ha fortemente penalizzato la produzione

Luci e ombre per la campagna del pomodoro ferrarese

di Redazione | 3 min

Leggi anche

Cento, la Fiera sfida la pioggia e apre la sua 442ª edizione

La pioggia non ha fermato l’apertura della 442ª Fiera di Cento. Giovedì 10 settembre, in piazza del Guercino, il tradizionale taglio del nastro ha dato ufficialmente il via alla manifestazione, che fino a domenica 13 settembre animerà il centro storico

Insicurezza e degrado. Il Comune lancia “Comunità Attiva”

Cristina Coletti dribbla le accuse di insicurezza e degrado e lancia una rete di collaborazione con i cittadini. Si chiama "Comunità Attiva" il nuovo progetto del Comune di Ferrara dedicato alla sicurezza partecipata e alla vivibilità del territorio

Totem Scene Urbane, il palco del teatro diffuso scende lungo il Po

Ferrara e l’intera provincia si preparano a puntare i riflettori su uno dei più importanti festival teatrali della regione: “Oggi, posso dire con orgoglio che questo festival sia giunto alla sua 14ͣ edizione: dal 2012 offriamo ai nostri spettatori del gran bel teatro”

Addio a Emma Bonino, “indomita politica e visionaria”

Il cordoglio per la scomparsa a 78 anni di Emma Bonino, leader di +Europa e storica leader del Partito Radicale insieme a Marco Pannella, una delle politiche più importanti che ha attraversato la storia della Repubblica, arriva anche da Ferrara

La campagna 2026 del pomodoro da industria nel Ferrarese presenta un quadro molto diversificato: accanto ad aziende che stanno registrando produzioni nella media e una buona qualità, soprattutto nelle aree risparmiate dal maltempo, ce ne sono altre che hanno subito danni pesantissimi a causa delle grandinate, delle piogge intense, del vento e delle alte temperature.

Il pomodoro resta una coltura strategica per l’agricoltura ferrarese. Nel 2026 in provincia di Ferrara risultano coltivati circa 9mila ettari, su poco più di 30mila complessivi in Emilia-Romagna. Una superficie che colloca Ferrara al secondo posto regionale dietro Piacenza, e conferma il peso economico della coltura anche per l’attività degli stabilimenti di trasformazione presenti sul territorio.

“La campagna sta risentendo fortemente delle avversità atmosferiche”, spiega Gianluca Vertuani, componente della sezione orticola di Confagricoltura Ferrara, che coltiva circa 25 ettari tra Portomaggiore e Codigoro. “In alcune zone la grandine ha distrutto completamente la produzione. Ci sono aziende che non hanno nemmeno acceso le macchine per la raccolta perché nei campi non era rimasto nulla da raccogliere”.

Non è stata però soltanto la grandine a creare problemi. Le precipitazioni eccessive e il forte vento hanno danneggiato le piante, provocando anche microlesioni alle foglie e ai frutti, mentre il caldo intenso ha inciso ulteriormente sulla qualità. “Il vento ha scoperto le bacche, lasciandole esposte direttamente al sole: molte si sono scottate e non hanno raggiunto la normale colorazione rossa. Nel complesso, per diverse aziende, è una stagione al di sotto delle aspettative sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo”.

Le difficoltà riportano in primo piano anche il tema della gestione del rischio. Vertuani stima che una quota significativa delle superfici coltivate non sia stata assicurata contro gli eventi atmosferici. “È un aspetto sul quale occorre sensibilizzare sempre di più gli agricoltori. Prima ancora di iniziare la raccolta, tra lavorazioni, impianto, irrigazione e trattamenti, su un ettaro di pomodoro possono essere già stati sostenuti costi nell’ordine degli 8mila euro. Quando una grandinata azzera la produzione, la perdita diventa enorme”.

Una situazione meno negativa si registra nelle aree non direttamente colpite dagli eventi estremi. Cristiano Salvagnin, titolare di un’azienda associata a Confagricoltura Ferrara con terreni nel comune di Lagosanto, coltiva circa 70 ettari a pomodoro, tra biologico e convenzionale. “Dove non abbiamo avuto grandine la produzione è discreta, nella media, e la qualità è buona. Siamo arrivati a circa il 70% della raccolta. Nella parte dell’azienda verso Fiscaglia, invece, una grandinata ci ha fatto perdere una parte consistente della produzione”.

Anche in questo caso il caldo ha richiesto un impegno particolarmente intenso sul fronte dell’irrigazione. “Abbiamo dovuto difendere molto le colture con l’acqua”, sottolinea Salvagnin. Nel complesso il pomodoro continua dunque a rappresentare una coltura fondamentale per il territorio, ma una campagna segnata ancora una volta dagli eventi climatici estremi conferma quanto siano sempre più decisive la disponibilità di acqua, gli strumenti assicurativi e una gestione del rischio adeguata agli investimenti sostenuti dalle imprese agricole.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com