Monestirolo. Un servizio idrico più efficiente e un risparmio energetico equivalente a circa 20 tonnellate di petrolio annue. Sono i benefici ottenuti grazie all’intervento di ammodernamento da poco concluso dal Gruppo Hera presso la centrale di Monestirolo, l’impianto di accumulo e sollevamento dell’acqua che, dalla frazione di Ferrara, serve principalmente i territori del basso ferrarese.
In particolare, l’intervento ha visto la sostituzione del sistema di rilancio con l’installazione di tre nuove elettropompe a basso consumo energetico, che garantiscono un risparmio di oltre 100 mila Kw/h annui e un miglioramento del servizio, in particolare in relazione alla pressione sulla rete idrica che da Monestirolo porta l’acqua a Masi San Giacomo, Argenta, Portomaggiore, San Bartolomeo fino ad arrivare a Longastrino e Anita.
L’investimento si inserisce all’interno degli interventi pianificati dalla multiutility finalizzati non solo a migliorare il servizio, rendendolo più efficiente, ma anche a garantire la conservazione di scorte d’acqua e la diversificazioni delle fonti, grazie alle interconnessioni di rete, anche alla luce del cambiamento climatico già in atto.
In questo contesto la centrale di Monestirolo è quindi strategica poiché rappresenta un accumulo di acqua intermedio – circa 5 mila metri cubi – tra Pontelagoscuro e il Basso Ferrarese, dando così maggiore garanzia al servizio erogato. L’impianto è infatti alimentato, grazie a un’adduttrice che si snoda lungo l’asta del Medio Ferrarese, dall’acqua prodotta dalla centrale di potabilizzazione di Pontelagoscuro, che viene poi accumulata nel grande bacino e rilanciata, dopo un ulteriore processo di disinfezione, nei territori a sud est di Ferrara.
“La tutela delle risorse idriche e l’efficientamento energetico delle infrastrutture – afferma il vicesindaco Alessandro Balboni, con delega all’Ambiente – sono obiettivi imprescindibili. La centrale di Monestirolo rappresenta uno snodo cruciale tra Pontelagoscuro e il basso ferrarese; questo investimento permette di coniugare un risparmio di oltre 100 mila kWh all’anno con una maggiore garanzia di tenuta della rete. È la dimostrazione di come la pianificazione e l’innovazione portino dei benefici tangibili alla quotidianità sia dei cittadini che dell’ambiente”.
“La rete acquedottistica ferrarese – spiega Marcello Zanella, responsabile Servizio idrico integrato di Ferrara – è alimentata principalmente dall’acqua prelevata dal fiume Po e conta oltre 2.500 chilometri di condutture che servono circa 250 mila abitanti distribuiti in undici comuni, tra cui la stessa città di Ferrara. Un’infrastruttura all’avanguardia che si avvale di innovative tecniche di potabilizzazione, ma anche di soluzioni che hanno permesso al Gruppo di affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici. Il fabbisogno dell’intera rete è infatti garantito per l’85% dalla centrale di potabilizzazione di Pontelagoscuro, per il 12% dall’impianto di Stellata di Bondeno e per il restante 3% da altre forniture rese possibili grazie alle interconnessioni di rete”.
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