Politica
11 Agosto 2026
Intervento della segretaria dell’Unione Comunale del Partito Democratico di Ferrara

Maltempo, Zerbini (Pd): “Opere e risorse: a settembre un piano operativo ferrarese”

di Redazione | 2 min

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di Giada Zerbini*

Prima Cna Ferrara, oggi il presidente del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara Stefano Calderoni: dal territorio arriva un messaggio convergente. Gli eventi estremi non si affrontano soltanto nell’emergenza. Servono manutenzione, nuove opere, risorse e programmazione.

Le ondate di maltempo del 15 luglio e dei giorni tra il 18 e il 21 luglio hanno colpito duramente anche il Ferrarese. La Regione Emilia-Romagna ha dichiarato lo stato di crisi regionale: sono coinvolti 117 Comuni, di cui 20 nella nostra provincia. È un primo passo necessario per coordinare gli interventi urgenti, mettere in sicurezza il territorio e ripristinare i servizi.

Gli investimenti già realizzati e programmati dal Consorzio sono un patrimonio da cui partire. Per valorizzare ciò che è stato fatto e affrontare i fabbisogni ancora scoperti, occorre mettere in relazione competenze, progetti e risorse dentro una strategia territoriale.

Il 28 luglio la Regione ha presentato il nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale, che sarà sottoscritto a settembre. È la cornice giusta: unire sviluppo e tutela dell’ambiente, investire nella sicurezza del territorio e rendere più resilienti città, infrastrutture e reti. Ora va tradotta in azioni concrete anche nel Ferrarese.

Gli strumenti esistono già. Nel 2021 è stato sottoscritto il Patto per il Lavoro e per il Clima – Focus Ferrara, coordinato dalla Provincia attraverso la Consulta provinciale dell’economia e del lavoro. Chiediamo alla Provincia di convocare a settembre una sessione straordinaria della Consulta, con Regione, Comuni, Consorzio di Bonifica, Protezione civile, Arpae, gestori delle reti, imprese, sindacati, agricoltura e Università, per aggiornare il Focus e costruire un Piano operativo ferrarese per la sicurezza climatica.

Non un altro tavolo fine a se stesso, ma un lavoro che metta in fila opere già finanziate, progetti pronti, fabbisogni senza copertura, risorse, responsabilità e tempi. Il Piano deve aggiornare dati e mappe alla luce degli eventi del 2026; individuare le priorità sul sistema idraulico, dal reticolo consortile al drenaggio urbano, dalla capacità di invaso alla distribuzione dell’acqua, oltre che sulle reti elettriche e digitali, sul verde, sugli edifici e sulle aree produttive e agricole; accompagnare famiglie e imprese negli investimenti necessari a prevenire i danni e garantire la continuità delle attività.

Quando manca la corrente, un’impresa si ferma; quando una rete non regge, un servizio essenziale si interrompe; quando una grandinata colpisce un capannone, una coltura o un’abitazione, la crisi climatica diventa subito un problema economico, sociale e familiare.

La prevenzione non è un costo da rinviare, ma un investimento sul futuro di Ferrara.

*Segretaria dell’Unione Comunale – Partito Democratico di Ferrara

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