Economia e Lavoro
3 Agosto 2026
Dopo il tavolo in Regione, Cgil, Cisl e Uil chiedono all'azienda un passo indietro sulla procedura di licenziamento collettivo. Mercoledì nuovo incontro decisivo, mentre istituzioni e parti sociali fanno fronte comune per salvaguardare sito produttivo e occupazione

Coperion, ultimatum dei sindacati: “Sospendere i licenziamenti o sarà sciopero”

di Redazione | 2 min

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Il confronto sulla vertenza Coperion entra in una fase decisiva. Dopo il tavolo convocato in Regione Emilia-Romagna su richiesta di Cgil, Cisl e Uil territoriali, i sindacati lanciano un ultimatum all’azienda: ritirare o sospendere la procedura di licenziamento collettivo per consentire una vera trattativa sul futuro dello stabilimento. In caso contrario, il confronto rischia di irrigidirsi ulteriormente, con le organizzazioni dei lavoratori che hanno già preannunciato lo sciopero.

“Nessuno si aspettava che potesse essere la giornata decisiva per una vertenza che si annuncia non di immediata risoluzione”, affermano unitariamente Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. Dal tavolo del 3 agosto, però, “emerge una posizione istituzionale ferma e di totale appoggio alle istanze di Lavoratrici e Lavoratori”.

A fare fronte comune con i sindacati sono stati l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, l’assessore comunale Angela Travagli e il vicepresidente della Provincia Alessandro Guaraldi. La posizione della Regione è stata netta. Come già emerso al termine dell’incontro, Paglia ha ribadito che, “per salvaguardare i lavoratori e la sopravvivenza dell’azienda”, è necessario “ritirare o sospendere la procedura di licenziamento”.

Secondo quanto emerso durante il confronto, tutti i partecipanti condividono la convinzione che i tempi necessari per individuare un nuovo acquirente siano incompatibili con quelli della procedura di licenziamento collettivo. La stessa direzione italiana dell’azienda avrebbe indicato la fine di marzo come termine ragionevole per completare le commesse ancora in essere, una scadenza alla quale sindacati e istituzioni vogliono arrivare mantenendo l’intero organico.

Nel comunicato viene inoltre puntato il dito contro la proprietà. Per le organizzazioni sindacali è ormai “acclarato” che “la posizione del fondo statunitense Lone Star è quella di smobilizzare l’Azienda in quanto non abbastanza redditizia per poter essere proficuamente rivenduta”, nonostante i risultati economici positivi registrati dalla società.

Sul tavolo è stata avanzata anche la proposta di nominare un advisor che accompagni il processo di ricerca di un investitore, verificandone la solidità e le garanzie offerte sul piano occupazionale e della permanenza produttiva sul territorio, una soluzione già adottata in altre vertenze industriali.

Ora tutta l’attenzione è rivolta all’incontro di mercoledì 5 agosto con la direzione aziendale. I sindacati chiedono risposte immediate e indicano chiaramente quale dovrà essere il primo passo. “Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil si augurano di ricevere questa ed altre risposte mercoledì 5, nel prossimo incontro con l’Azienda che si annuncia intenso anche per le iniziative di sciopero già preannunciate”.

È il messaggio conclusivo del comunicato unitario e rappresenta anche l’avvertimento più esplicito all’azienda: senza un passo indietro sui licenziamenti, la mobilitazione dei lavoratori è pronta ad alzare il livello dello scontro.

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