Cronaca
2 Agosto 2026
Affidato a un legale l'incarico di recuperare 80.500 euro garantiti dalle polizze sulla concessione dello stadio e del centro sportivo. Gli ex proprietari contestano la richiesta

Spal, il Comune sfida i Colombarini sulle fideiussioni

di Redazione | 3 min

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Il Comune di Ferrara si prepara a difendere le proprie ragioni nel contenzioso con Simone e Francesco Colombarini, ex vertici della Spal 2013, sulla validità delle fideiussioni prestate a garanzia della concessione dello stadio “Paolo Mazza” e del centro sportivo “G.B. Fabbri” di via Copparo.

Con una determina firmata il 31 luglio dal dirigente del Servizio Appalti e Contratti Giorgio Bonaldo, Palazzo Municipale ha affidato all’avvocato ferrarese Giuliano Onorati un incarico di assistenza stragiudiziale del valore di 4.961,01 euro per seguire la procedura di escussione di due polizze fideiussorie emesse da Axa Assicurazioni, per un importo complessivo di 80.500 euro.

Le garanzie erano state sottoscritte per assicurare il rispetto degli obblighi assunti da Spal 2013 nell’ambito della concessione degli impianti comunali. Si tratta di una polizza da 50 mila euro relativa alla gestione dello stadio “Paolo Mazza” e delle strutture sportive di via Copparo e di una seconda da 30.500 euro riferita al centro sportivo di via Copparo.

Secondo quanto ricostruisce il Comune nella determina, le due fideiussioni erano a loro volta controgarantite personalmente da Simone e Francesco Colombarini, allora rappresentanti della società.

L’amministrazione aveva già richiesto ad Axa, con una prima nota del gennaio 2025 poi integrata nel gennaio 2026, di procedere all’escussione delle polizze a fronte dei “ripetuti inadempimenti agli obblighi assunti con il contratto da parte del concessionario”.

La richiesta ha però trovato l’opposizione dei Colombarini. In una comunicazione del 26 febbraio scorso gli ex proprietari della Spal hanno sostenuto di non poter essere ritenuti responsabili delle somme richieste, affermando che le fideiussioni sarebbero riferite esclusivamente al contratto di concessione sottoscritto nel 2014 e non ai successivi accordi stipulati nel 2017 e nel 2021 tra il Comune e la società.

Una tesi che l’amministrazione considera infondata. La dirigente del Servizio Beni Monumentali e Patrimonio, Natascia Frasson, in una relazione inviata lo scorso giugno, ha infatti evidenziato, secondo quanto riportato nella determina, “l’infondatezza delle ragioni opposte dai Sig. Colombarini”, suggerendo di affidare l’incarico a un legale esterno per tutelare le ragioni creditorie del Comune e recuperare le somme ritenute dovute.

Il Comune evidenzia inoltre di non disporre più di una figura professionale interna in grado di seguire questa particolare fase stragiudiziale della vicenda, resa più complessa proprio dalle contestazioni formulate dai coobbligati.

Per questo la scelta è ricaduta sull’avvocato Giuliano Onorati, già inserito nell’elenco dei professionisti accreditati dall’ente e che, si legge nell’atto, “ha già in passato tutelato le ragioni dell’ente in modo proficuo”.

L’incarico riguarda esclusivamente la fase stragiudiziale. La determina precisa infatti che, qualora si rendessero necessarie procedure di mediazione, negoziazione assistita oppure un vero e proprio giudizio civile, sarà necessaria una successiva deliberazione della Giunta comunale per conferire un ulteriore mandato legale.

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