Sfratto del Maccacaro, Zappaterra chiede l’intervento della Regione
Marcella Zappaterra porta in Regione il caso dello sfratto del Centro Maccacaro, chiedendo di salvaguardare il servizio e individuare una sede adeguata per utenti e operatori
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Il Comune di Ferrara ha respinto la richiesta di accesso civico generalizzato presentata da Sandra Travagli per ottenere le planimetrie di progetto dell’impianto di produzione di biometano della Società Agricola ApisFe1, in costruzione in via Ponte Assa, a Villanova di Denore. Una decisione che è stata successivamente confermata dal Difensore civico della Regione Emilia-Romagna, che ha però invitato l’amministrazione a valutare la possibilità di rendere disponibili almeno alcune parti della documentazione.
L’istanza, presentata il 26 febbraio 2026, chiedeva di poter visionare le planimetrie aggiornate dell’impianto così come modificate dalla Procedura abilitativa semplificata (Pas) approvata nell’agosto 2025, in variante all’Autorizzazione unica rilasciata da Arpae nel novembre 2022.
Con un provvedimento firmato dal dirigente del Settore Governo del Territorio e Sviluppo Economico, Fabrizio Magnani, il 20 marzo scorso, il Comune ha negato l’accesso sostenendo che la richiesta “non appare finalizzata al controllo diffuso sull’operato dell’amministrazione”, ma si configura come un’istanza volta ad acquisire “documentazione tecnica di dettaglio riferibile a soggetti terzi”.
Secondo il Comune, inoltre, la divulgazione delle planimetrie potrebbe arrecare “un pregiudizio concreto” agli interessi economici della società interessata, poiché gli elaborati potrebbero contenere informazioni riconducibili a segreti tecnici e industriali, come previsto dall’articolo 5-bis del decreto legislativo 33 del 2013. L’amministrazione ha anche ricordato che una planimetria generale era già stata trasmessa alla richiedente nell’ottobre 2025 in quanto allegata all’Autorizzazione unica.
Ritenendo insufficiente la risposta ricevuta, Travagli ha presentato ricorso al Difensore civico regionale il 3 maggio 2026. La percezione dei cittadini che vivono nelle vicinanze della centrale è che vi siano modifiche sostanziali al progetto. Per questo hanno prima chiesto conto al Comune che ha approvato la Pas il 26 agosto 2025, poi hanno chiesto intervento difensore civico regionale.
Parte della documentazione Pas è stata inviata ai cittadini il 20 ottobre 2025 e da questi documenti erano state notate le modifiche al progetto. Per questo i cittadini si sono convinti a fare un accesso civico generalizzato per avere le planimetrie dell’impianto e conferma delle preoccupazione nate dalla lettura dei documenti consegnati dal Comune.
Nel provvedimento del 1° giugno, il Difensore civico Guido Giusti ha però dichiarato il ricorso tardivo. Il termine per impugnare il diniego, infatti, scadeva il 19 aprile, trenta giorni dopo la comunicazione del provvedimento comunale del 20 marzo, mentre il ricorso è stato presentato soltanto il 3 maggio.
Pur non entrando nel merito della vicenda per la tardività dell’istanza, il Difensore civico ha richiamato alcuni principi in materia di accesso civico. Nel documento viene ricordato che gli impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili sono qualificati dal legislatore come opere di pubblico interesse e che, proprio per questo, la relativa documentazione progettuale può assumere rilevanza civica.
Al tempo stesso viene ribadito che il diritto di accesso deve essere bilanciato con la tutela degli interessi economici e commerciali dei soggetti controinteressati, compresi il know-how aziendale e i segreti tecnici e industriali, come previsto dalla normativa e dalla giurisprudenza amministrativa.
Per questo motivo, pur archiviando il procedimento, il Difensore civico invita il Comune di Ferrara a valutare, nell’esercizio della propria discrezionalità amministrativa, la possibilità di concedere un’accesso parziale agli elaborati progettuali, oscurando le parti contenenti informazioni tecniche, commerciali o industriali suscettibili di arrecare un concreto pregiudizio agli interessi economici della società. Una soluzione che, secondo il Difensore, consentirebbe di contemperare l’interesse pubblico alla conoscenza con la tutela delle informazioni riservate.
Le richieste dei cittadini si collegano a quelle per la trasparenza riguardo alla gestione dei rischi ambientali legati allo stoccaggio di biomasse ad impianto non ancora completato che avevano espresso nei giorni scorsi.
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