È entrato ufficialmente in funzione lunedì l’impianto Cavaliera, l’opera di sicurezza idraulica realizzata dal Consorzio della Bonifica Burana a Malcantone di Stellata, nel Comune di Bondeno. Il taglio del nastro si è tenuto alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, del ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr Tommaso Foti e del sindaco di Bondeno Simone Saletti. Insieme a loro il presidente del Consorzio Burana e di Anbi Francesco Vincenzi.
L’intervento, finanziato attraverso il Pnrr con il contributo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Regione Emilia-Romagna, ha richiesto un investimento complessivo di 68,2 milioni di euro. Secondo il Consorzio, si tratta dell’intervento di sicurezza idraulica di maggior valore finanziato dal Pnrr tra quelli realizzati dai Consorzi di bonifica in Italia.
L’impianto è destinato a rafforzare la sicurezza idraulica di un territorio di circa 3mila chilometri quadrati tra le province di Ferrara, Modena e Mantova. L’area direttamente salvaguardata dall’opera è di 324mila ettari, con 335mila abitanti direttamente beneficiari e circa un milione di persone che ne beneficiano indirettamente.
Cavaliera, insieme all’impianto Pilastresi, può raggiungere una capacità di scolo in caso di piena fino a 110 metri cubi al secondo. L’infrastruttura è dotata di 12 pompe ad asse verticale, alimentate a 132 kV, e comprende anche opere complementari come la viabilità locale, due ponti, l’illuminazione e una nuova strada arginale.
I lavori, attesi da circa trent’anni, sono stati completati in 730 giorni. Il cantiere ha interessato una superficie complessiva di 301.530 metri quadrati, con circa 1,2 milioni di metri cubi di terreno movimentato. Sono state coinvolte 65 aziende e complessivamente circa mille persone, con un massimo di 90 maestranze contemporaneamente presenti nel cantiere.
L’impianto ha una potenza impegnata di 11 MW. Per la sua realizzazione sono stati impiegati 16.378 metri cubi di calcestruzzo, 1.950 tonnellate complessive di acciaio, 160 pali di fondazione e 112.724 metri di colonne di jet grouting. La lunghezza complessiva delle tubazioni raggiunge invece i 1.560 metri.
“Con questo progetto diventato realtà in due anni, grazie alla capacità del fare del Consorzio di Bonifica Burana – ha sottolineato il presidente del Consorzio Burana e di Anbi Francesco Vincenzi – le bonifiche hanno dimostrato ancora una volta il loro valore nel rispondere alle necessità della comunità oggi esposte più di ieri agli effetti più critici e distruttivi del cambiamento del clima”.
L’impianto Cavaliera è inserito nel bacino Burana-Volano e rappresenta, nelle intenzioni del Consorzio, un intervento destinato a rafforzare la capacità di gestione delle acque e la protezione del territorio di fronte agli eventi meteorologici estremi.
Nel corso della cerimonia è intervenuto anche il sindaco di Bondeno Simone Saletti, che ha sottolineato il ruolo dell’opera nell’incremento della sicurezza idraulica del territorio.
“Quando le opere pubbliche vengono realizzate nei tempi previsti e sono in grado di aumentare significativamente il grado di sicurezza idraulica di un territorio, possiamo essere certi che la politica, a tutti i suoi livelli, ha operato per il bene dei cittadini”, ha affermato Saletti in apertura del proprio intervento.
Il sindaco ha quindi richiamato l’esperienza della ricostruzione post-sisma, ricordando come a Bondeno, dopo il terremoto del 2012, fossero circa 6mila i cittadini fuori dalle proprie abitazioni inagibili. “Abbiamo pressoché concluso la ricostruzione privata e stiamo per fare altrettanto con quella pubblica”, ha detto, collegando l’esperienza della ricostruzione alla realizzazione della nuova idrovora.
“La creazione di questa Idrovora Cavaliera – ha concluso -, che sembrava un progetto futuristico soltanto pochi anni fa, quando gli elaborati tecnici arrivarono in Consiglio comunale per l’approvazione dell’iter, è l’ulteriore dimostrazione della serietà con cui è stata creata quest’opera”.
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