Eventi e cultura
2 Agosto 2026
Si svolgerà dal 7 al 13 settembre ed è organizzato da Carpa aps mentre tutti i laboratori previsti saranno ospitati presso Factory Grisù

A settembre torna il festival Gad, dove lo spettatore oltre a guardare è invitato a mettersi in gioco

di Redazione | 3 min

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Dal 7 al 13 settembre Ferrara diventa un teatro e un laboratorio artistico a cielo aperto con G.A.D. – Gesto Azione Drammaturgia, festival internazionale di arti performative e teatro urbano promosso dall’associazione C.A.R.P.A. Aps, giunto quest’anno alla sua seconda edizione.

Decine di spettacoli e ospiti da tutto il mondo in un programma che va dal teatro alla danza, passando per la fotografia, musica, laboratori e incontri di divulgazione. Al G.A.D. Festival è difficile limitarsi a guardare: lo spettatore è invitato a mettersi in gioco e a rendersi protagonista tramite laboratori e performance di comunità.

“Ci teniamo a che l’incontro tra la nostra comunità e gli artisti ospiti del festival, provenienti da 3 continenti, possa andare oltre il tempo di un singolo spettacolo – dichiara Veronica Ragusa, presidentessa di C.a.r.p.a. Aps e organizzatrice del festival -. Abbiamo pensato ad ampliare gli orizzonti di questo incontro e rendere il pubblico un interlocutore e non soltanto il destinatario. Per questo, promuoviamo workshop e incontri di altissimo profilo culturale, in cui porre domande, mettersi in gioco apprendendo nuovi strumenti artistici e di relazione.”

“I laboratori teatrali che proponiamo quest’anno – aggiunge il direttore artistico del festival Marco Luciano -, sono pensati per approfondire ed esplorare con l’aiuto di professionisti di livello internazionale i tre elementi fondamentali della valigia dell’attore: memoria, presenza e azione, una vera opportunità formativa pensata soprattutto per le giovani e i giovani artisti residenti in città.”

Tutti i laboratori si svolgeranno presso gli spazi del Consorzio Factory Grisù in via Poledrelli 21.

Dall’8 al 10 settembre dalle 9 alle 13 si svolgerà “La Memoria del Corpo” laboratorio a cura della compagnia internazionale Residui Teatro, con sede a Madrid, dal 2000 impegnata nella promozione di spettacoli e percorsi di formazione di teatro e teatro danza. Il laboratorio si concentra sul corpo come motore dell’espressione, fornendo ai partecipanti gli strumenti per attingere dalla memoria del corpo, fatta di esperienze e vissuti, e per imparare a desumere dal quotidiano l’azione extraquotidiana teatrale.

Negli stessi giorni, in orario pomeridiano, si terrà il laboratorio “Qui ed Ora” a cura di Ana Woolf, attrice argentina e professoressa presso L’Università degli Studi Roma Tre. Il laboratorio sarà incentrato sulla presenza, ovvero sulla capacità dell’attore di essere interamente, con il corpo e con la mente, dove deve essere quando deve esserci. Un focus per approfondire la chiave e il fascino dell’effimero nel teatro.

Infine, dall’11 al 13 settembre dalle 9 alle 11 si svolgerà il laboratorio “L’attore che danza” a cura del Teatro Tascabile di Bergamo, storica eccellenza italiana ormai famosa in tutto il mondo. Un viaggio ad oriente che consenta ai partecipanti di entrare in contatto con le danze classiche indiane, ricco patrimonio di cui gli attori del Tascabile sono maestri riconosciuti in Europa come in India. Durante le lezioni, i codici del Kathakali e del Bharata Natyam, passi e gesti fondamentali, sono proposti come un nuovo alfabeto con cui l’attore-partecipante può comporre la propria poesia.

“Per noi – conclude Luciano – la formazione teatrale non serve soltanto a imparare un mestiere o una tecnica, è un’ occasione che talvolta diventa esperienza di trasformazione interiore e, proprio per questo, profondamente politica. Ogni laboratorio mette in discussione il nostro modo di guardare noi stessi, gli altri e la comunità di cui facciamo parte. Abbiamo voluto invitare maestri capaci di portare linguaggi e prospettive differenti, perché crediamo che il teatro lasci tracce ben oltre il tempo di uno spettacolo o di un festival. Il teatro, ha nella sua natura effimera la capacità di trasformare i luoghi e le persone che attraversa, lasciando una comunità diversa da come l’ha incontrata.”

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