Economia e Lavoro
1 Agosto 2026
Le attività complessive diminuiscono, ma gli occupati tengono. Amelio: "Il commercio non è in declino, ma sta cambiando". Bene l'ampliamento dell'A13 per Confcommercio Ferrara

Ambulanti in caduta libera: a Ferrara meno 38% in cinque anni

di Redazione | 3 min

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L'85,7% delle imprese emiliano-romagnole prevede di effettuare investimenti nel 2026, pur in un contesto segnato da incertezza geopolitica, rallentamento della domanda e aumento dei costi. È il dato principale emerso dall'indagine annuale sugli investimenti presentata a Bologna dal neo presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Riccardo Fava

Meno attività commerciali, ma un numero di occupati che resta pressoché invariato. È la fotografia del commercio ferrarese, dove al 30 giugno 2026 le localizzazioni attive sono scese a 7.450, con una diminuzione del 3,5%, mentre gli addetti si mantengono sostanzialmente stabili a quota 17.600, in calo di appena lo 0,2%.

Ancora più marcata la contrazione del commercio ambulante: nel 2025 gli esercizi attivi in provincia erano 407, il 38% in meno rispetto al 2020. Dati che inseriscono anche Ferrara nella trasformazione descritta dal Rapporto 2026 sul commercio dell’Ufficio Studi Confcommercio: imprese meno numerose, ma mediamente più grandi, organizzate e produttive.

A livello nazionale, negli ultimi sette anni il commercio al dettaglio ha registrato una riduzione del 14,4% dei punti vendita, mentre gli addetti sono diminuiti soltanto del 1,8%. Un divario che, secondo il rapporto, testimonia la crescita di imprese più strutturate e capaci di investire in innovazione, tecnologia e organizzazione.

Aumentano l’e-commerce, le società di capitale e la produttività del lavoro, ma prosegue il ridimensionamento dei negoziati di vicinato e del commercio ambulante, con conseguenze sulla vitalità dei centri storici e sulla presenza di servizi nei quartiere.

Per Ferrara arrivano comunque anche alcuni segnali positivi. Secondo l’Osservatorio dell’Economia della Camera di Commercio Ferrara-Ravenna, migliora il saldo tra iscrizioni e cessazioni d’impresa, mentre le vendite del 2025 si sono chiuse con un lieve incremento dello 0,03%, sostenuto soprattutto dalla grande distribuzione e dal comparti alimentare.

Tiene anche il settore dell’alloggio e della ristorazione. Continuano invece a frenare gli investimenti e le nuove assunzioni gli elevati costi dell’energia e delle materie prime, insieme all’incertezza dello scenario internazionale. Positivo il contributo dell’imprenditoria straniera, femminile e giovanile, che continua a rappresentare una componente significativa del tessuto economico provinciale.

Tra gli elementi che potrebbero sostenere lo sviluppo del territorio, Confcommercio Ferrara indica anche il recente via libera alla progettazione dell’ampliamento dell’autostrada A13 nel tratto Bologna-Ferrara. L’investimento da 280 milioni di euro prevede la realizzazione della terza corsia dinamica fino a Ferrara.

Un intervento considerato un’opportunità per migliorare i collegamenti, favorire gli scambi commerciali e rendere la provincia maggiormente attrattiva per le imprese e per i consumatori.

A commentare il quadro tracciato dal Rapporto è il presidente provinciale Marco Amelio. “Il commercio non è in declino, ma sta cambiando profondamente – afferma -. Le imprese hanno dimostrato una straordinaria capacità di adattamento, investendo in organizzazione, tecnologia e produttività. Tuttavia questo percorso rischia di lasciare indietro molte attività di vicinato, che rappresentano un presidio economico e sociale fondamentale”.

Per Amelio sono quindi necessarie misure a sostegno della competitività, con interventi sulla pressione fiscale, sul costo dell’energia, sull’innovazione e sul ricambio generazionale, accompagnati da politiche capaci di rendere più attrattivi i centri storici e i quartieri.

“La sfida dei prossimi anni – conclude – sarà coniugare innovazione, competitiva e presenza sul territorio, evitando che la modernizzazione del commercio coincida con lo svuotamento delle nostre città”.

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