Politica
31 Luglio 2026
Il sottosegretario alla Giustizia annuncia lo stanziamento strutturale di risorse per programmi di recupero e formazione: fino a 500 beneficiari nel primo anno e l'obiettivo di arrivare a mille ogni anno a regime

Balboni: “Dal 2026 venti milioni l’anno per il recupero dei detenuti tossicodipendenti e alcol dipendenti”

di Redazione | 2 min

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Il Governo stanzierà in modo strutturale, a partire dal 2026, circa 20 milioni di euro all’anno per finanziare programmi di recupero destinati ai detenuti tossicodipendenti e alcol dipendenti. Ad annunciarlo è stato il sottosegretario alla Giustizia e senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni, intervenendo a Sky Tg24.

“Abbiamo stanziato a partire dal 2026, stabilmente, circa 20 milioni di euro per applicare il programma di recupero per tossicodipendenti e alcol dipendenti detenuti, stimiamo che nel primo anno possano accedere fino a 500 condannati”, ha dichiarato Balboni.

Il sottosegretario ha spiegato che la misura non riguarderà esclusivamente i detenuti già condannati, ma potrà estendersi anche agli imputati che aderiranno ai programmi di recupero attraverso gli strumenti previsti dalla riforma.

“C’è da sottolineare il fatto che alla detenzione domiciliare possano andare non soltanto i condannati ma anche gli imputati, patteggiando con una norma di favore che abbiamo inserito, per cui non entra nemmeno in carcere chi si impegna a partecipare al programma di recupero”, ha affermato.

Balboni ha quindi replicato alle critiche rivolte al provvedimento, rivendicando l’entità delle risorse stanziate e gli obiettivi fissati dal Governo.

“Alle critiche di chi non ha mai fatto nulla per questa situazione, rispondiamo che 20 milioni di euro non sono pochi, a regime noi pensiamo di poter avviare a questo processo almeno 1000 condannati all’anno.”

Secondo il sottosegretario, il programma punta a coniugare il recupero delle persone con esigenze di carattere penitenziario e sociale.

“Da un lato offriamo una chance di recupero a queste persone garantendo loro un aiuto per disintossicarsi e allo stesso tempo evitiamo il tempo vuoto in carcere insegnandogli una professionalità, dall’altro contribuiamo a limitare il sovraffollamento”, ha concluso Balboni.

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