di Monica Ottaviani*
Con l’avvio delle lezioni nelle scuole dell’Emilia Romagna, la Flc Cgil rivolge un augurio di buon anno scolastico a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori della scuola: docenti, educatori, dirigenti scolastici, Dsga e personale Ata che, con il proprio lavoro quotidiano, garantiscono il diritto all’istruzione delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi, messo in discussione dalle politiche di questo governo.
Anche quest’anno – dichiara Monica Ottaviani segretaria generale Flc Cgil Emilia Romagna – la scuola riparte con problemi strutturali che continuano a non trovare risposte adeguate. Il precariato resta una componente “stabile” del sistema, la cifra della scuola emiliano romagnola, la piaga che mette in ginocchio la scuola: migliaia di posti necessari al funzionamento delle scuole continuano a essere coperti attraverso contratti a tempo determinato.
Da una analisi effettuata sono circa 25000 i posti che andranno a supplenza, il 30%. Lo dimostrano ancora una volta gli organici inadeguati, spesso “ ampiamente ritoccati” da decisioni della direzione regionale. Infatti, sul sostegno continua a crescere il ricorso ai posti in deroga che superano i 9000 e che saranno ulteriormente incrementati: posti che rispondono a bisogni stabili e che, come rivendichiamo da anni, devono essere trasformati in organico di diritto per consentire le assunzioni e garantire la continuità didattica agli alunni con disabilità.
Anche per il personale Ata le criticità sono evidenti: nonostante i posti aggiuntivi autorizzati, permane una distanza evidente tra gli organici e le reali necessità delle scuole. Prova ne è l’incremento di oltre 2000 posti tra i vari profili a cui ne seguiranno altri.
E mentre questi problemi restano irrisolti, proseguono interventi che modificano profondamente il sistema di istruzione.
Questo anno scolastico in Emilia Romagna comincia con 17 autonomie scolastiche in meno, scuole piu grandi, difficili da gestire, conseguenza di un dimensionamento della rete scolastica che la Flc Cgil ha contrastato e continuerà a contrastare e che ha comportato, tra le altre cose, anche la riduzione di posti di lavoro.
E di fronte agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico, continueremo a rivendicare interventi strutturali sugli edifici scolastici, perché non è più accettabile lavorare e studiare in aule roventi e in condizioni ambientali inadeguate.
Alla riduzione delle autonomie si affiancano la riforma degli istituti tecnici, la filiera tecnologico-professionale del 4+2 e interventi che riducono il percorso formativo e rischiano di piegare sempre più l’istruzione alle esigenze del mercato del lavoro, anziché rafforzarne la funzione
educativa, culturale e sociale e del pensiero critico.
Grave l’intromissione su attività che attengono alla libertà d’insegnamento, per esempio, su educazione sessuo affettiva con l’introduzione del consenso informato e il cambio dei programmi attraverso la revisione delle indicazioni nazionali.
Sono scelte che si inseriscono in una politica nazionale che continua a considerare troppo spesso l’istruzione una spesa da contenere anziché un investimento strategico per il Paese.
Continueremo le nostre battaglie per la stabilizzazione del personale precario, organici adeguati, il rinnovo e la piena valorizzazione del contratto nazionale, salari dignitosi e la difesa della scuola della Costituzione.La scuola che vogliamo è una scuola pubblica, inclusiva e di qualità, nella quale il diritto all’istruzione degli studenti e i diritti di chi lavora non siano contrapposti, ma entrambi trovino cittadinanza e attuazione.
Con questo impegno saremo anche quest’anno nelle scuole e nei territori, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori.
A tutte e a tutti, buon anno scolastico e buon lavoro.
*Segreteria Flc Cgil Emilia-Romagna
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