Politica
30 Luglio 2026
Un'iniziativa consiliare della Regione Emilia-Romagna ha come prima firmatari la consigliera Pd Simona Lembi mentre alla sua stesura hanno partecipato anche Laura Calafà e Paolo Calvano

Contrastare le dimissioni volontarie per chi diventa genitore. Presentata alla Camera la proposta di legge

di Redazione | 5 min

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Nel giorno in cui sono pubblici i dati sul crollo delle nascite in Italia è stata presentata, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, la proposta di legge alle Camere di iniziativa consiliare della Regione Emilia-Romagna “Misure di contrasto alle dimissioni volontarie quando si diventa genitori per difficoltà a conciliare vita e lavoro”, approvata dall’Assemblea legislativa nel dicembre 2025 e oggi assegnata alla Commissione Lavoro della Camera.

L’iniziativa, promossa dalla consigliera regionale del Partito Democratico Simona Lembi, a cui hanno collaborato anche Laura Calafà, ordinaria di Diritto del Lavoro all’Università di Verona, nasce con l’obiettivo di intervenire su una delle principali cause dell’abbandono del lavoro dopo la nascita di un figlio, proponendo una riforma della normativa nazionale che rafforzi le tutele per i neogenitori e renda effettivo il diritto alla conciliazione tra vita e lavoro.

Ad aprire i lavori è stata la deputata Maria Cecilia Guerra. Sono intervenuti, insieme alla prima firmataria della proposta e a Laura Calafà, Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico in Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Luigi Tosiani, segretario del PD Emilia-Romagna, ed Enrico Di Stasi, segretario del PD Bologna.

“Una madre che lascia il lavoro perché impossibilitata a conciliare famiglia e occupazione è una sconfitta per tutti. Oggi le indennità di disoccupazione (NASpI e altre indennità) hanno come conseguenza quella di accompagnare le madri lavoratrici fuori dal mercato di lavoro. La nostra Proposta di Legge trasforma queste indennità in ammortizzatore sociale. È una Proposta di Legge concreta e coraggiosa perchè nel campo del diritto e del lavoro, i buoni propositi non bastano. Quando si parla di genitorialità e natalità la destra si muove come se fosse una questione per sole madri e bonus; noi crediamo che la genitorialità sia una questione condivisa di madri e padri e di concreta riforma del mercato del lavoro”, ha dichiarato Simona Lembi.

“Con l’approvazione in Assemblea Legislativa del progetto di legge alle Camere sulle dimissioni volontarie quando si diventa genitori manteniamo l’impegno preso e passiamo la palla al Parlamento nazionale: la competenza sui diritti del lavoro e sulle tutele contro dimissioni e licenziamenti spetta allo Stato, ed è lì che occorre cambiare davvero le regole del gioco, ora profondamente ingiuste e penalizzanti per le donne”, ha affermato Paolo Calvano.

“Non possiamo più tollerare che la maternità e la genitorialità continuino a trasformarsi, nei fatti, in un’espulsione dal mercato del lavoro, colpendo la coesione sociale e frenando le ambizioni di parità di genere nel nostro Paese. Questa proposta di legge parla al futuro dell’Italia e risponde all’Europa, allineando la nostra normativa agli standard comunitari. Mi auguro che tutte le forze politiche dell’arco parlamentare sappiano cogliere il valore di questa battaglia di civiltà, mettendo da parte le bandiere di schieramento e il calcolo politico e trovando un accordo nell’interesse delle famiglie e dei lavoratori. Dall’Emilia-Romagna arriva una proposta seria e concreta che ora il Parlamento ha la possibilità di valorizzare a livello nazionale.”

Per la professoressa Laura Calafà, “Le convalide segnalano uno snodo critico, un problema su cui si può intervenire con regole e strumenti diversi dal passato, di ispirazione europea. La proposta di legge considera la convalida importante, ma non risolutiva di un problema in costante peggioramento: il numero dei neogenitori che si dimette è in costante aumento. I servizi e la contrattazione collettiva sono importanti, ma serve una legge che modifichi l’attuale assetto regolativo in vigore.”

“Una madre che lascia il lavoro perché non riesce a conciliare famiglia e occupazione è una sconfitta per tutti: il nostro obiettivo non è modificare un sistema che funziona in malo modo, ma smontarlo e ricostruirlo a vera tutela dei neogenitori. Nella nostra regione si sta già facendo tanto e stiamo cercando di ridurre i costi ai servizi per le famiglie, a partire da quelli collegati all’infanzia. Le donne non devono avere il vincolo di scegliere tra il lavoro e la cura di un figlio. La nostra regione ha una storia fortissima di conquiste e di diritti, ma proprio per questo dobbiamo avere il coraggio di fare ancora di più. Attorno alle dimissioni volontarie si nascondono tante ingiustizie e tante difficoltà e spesso ciò che si offre a lavoratrici e lavoratori, soprattutto alle lavoratrici, per risolverle non è un’opportunità reale, ma un vantaggio immediato con conseguenze fortissime in termini di carriera e di qualità della vita post-lavorativa”, ha dichiarato Luigi Tosiani.

Per Enrico Di Stasi, “Il contesto economico e sociale sta cambiando, le reti famigliari sono più deboli e serve più partecipazione delle donne al lavoro, anche nelle regioni più avanzate come l’Emilia-Romagna. È necessario entrare nel merito di gravi ritardi, di questioni ancora aperte che rendono, in particolare la vita delle giovani lavoratrici madri, ingiustamente difficile e faticosa. È una situazione inaccettabile soprattutto per Bologna e il suo territorio, che ha approvato il Patto per il Lavoro e il Piano per l’Uguaglianza, e che vuole essere all’avanguardia, consapevoli che siamo di fronte a un tema urgente e che la legge è importante per dare forza a chi oggi forza non ha. Serve un investimento sui servizi.”

Nel corso dell’incontro è stato ribadito come la proposta di legge rappresenti un contributo concreto al dibattito parlamentare su uno dei principali fattori che alimentano il divario di genere nel mercato del lavoro, con l’obiettivo di trasformare la tutela della genitorialità in un diritto effettivamente esigibile e non in una causa di uscita dal mondo del lavoro.

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