Politica
3 Agosto 2026
Nel mirino il ddl sull'imputabilità dei minori: "Si criminalizzano i giovani invece di affrontare le cause del disagio"

Avs e Possibile Ferrara: “Sicurezza, il governo punta solo sulla repressione”

di Redazione | 3 min

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Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile Ferrara intervengono duramente sulle politiche del governo Meloni in materia di sicurezza, definendole “sempre le più facili e le meno efficaci” e sostenendo che siano “spesso in contrasto con i principi Costituzionali e di civiltà”. Secondo le due forze politiche, l’esecutivo non affronta le cause dei problemi, ma propone esclusivamente misure repressive.

Nel documento si afferma che “non vi è mai nemmeno il tentativo di affrontare la complessità, di puntare alla radice del problema” e che le risposte del governo “sono sempre e solo emotive, finalizzate a inseguire o, peggio ancora, a indurre la richiesta di sangue”. Per Avs e Possibile Ferrara, questa strategia punta a individuare “un capro espiatorio ideale (i giovani delinquenti, meglio se stranieri)” e, contemporaneamente, a favorire “il più sfrenato individualismo (mi faccio giustizia da solo)”.

Le critiche si concentrano in particolare sul Decreto Caivano e sulle più recenti iniziative legislative in materia di giustizia minorile. Secondo il coordinamento, il decreto ha prodotto “il sovraffollamento delle carceri minorili, poichè sono aumentati arresto e detenzione prima del processo, la riduzione delle misure alternative e dei percorsi di recupero”, ottenendo “esattamente l’opposto di ciò che la nostra Costituzione prevede” senza che “la sicurezza” sia “minimamente aumentata”.

Nel mirino finisce anche il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri sull’imputabilità dei minori. Avs e Possibile Ferrara ricordano che l’attuale codice penale prevede una valutazione caso per caso della capacità di intendere e di volere dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni, mentre la riforma “ribalta l’onere della prova: tutti punibili salvo che il giudice decida altrimenti”.

Le due forze politiche richiamano inoltre le critiche espresse da Magistratura Democratica, secondo cui la novità sarebbe priva di “effettiva funzione giuridica”, sostenendo che si tratti di “solo propaganda”. A loro avviso il provvedimento “criminalizza i giovanissimi” e costituisce “un arretramento culturale”, ignorando le evidenze scientifiche sullo sviluppo cognitivo degli adolescenti.

Nel documento vengono ricordate anche le prese di posizione del presidente di Unicef Italia, Nicola Graziano, che ha sottolineato come la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza “richiede che ogni provvedimento riguardante i minorenni sia orientato al loro superiore interesse e a un approccio educativo, non punitivo”. Viene inoltre citato il Comitato Onu sui diritti dell’infanzia, che individua come principio fondamentale della giustizia minorile una “valutazione individualizzata della maturità psicologica ed emotiva, da accertare caso per caso e non da presumere”.

Secondo Avs e Possibile Ferrara, il governo continua invece a puntare esclusivamente sulla repressione, senza intervenire sulle cause profonde del disagio giovanile. Tra queste vengono indicate la povertà educativa, la dispersione scolastica, la carenza di spazi di aggregazione, sport e cultura, la debolezza delle reti di sostegno familiare e sociale, la precarietà lavorativa e abitativa e la necessità di riconoscere la cittadinanza ai giovani nati in Italia.

Le critiche si estendono anche al territorio ferrarese. Nel comunicato si sostiene che nei Comuni amministrati dal centrodestra “gli spazi aggregativi per i giovani vengono ostinatamente smantellati” e che associazioni come Resistenza e Cittadini del Mondo siano state sfrattate. Viene inoltre richiamata la vicenda dello sgombero del Grattacielo, indicata come esempio della “fragilità, voluta, della rete di protezione sociale”.

In conclusione, Avs e Possibile Ferrara chiedono che il Parlamento respinga quello che definiscono “questo ennesimo, pericoloso, Ddl”, ribadendo che “se si vuole Sicurezza la si deve garantire a tutti, altrimenti è davvero solo propaganda”. Il comunicato si chiude con un’ulteriore critica all’esecutivo, mettendone in dubbio la credibilità sul tema della sicurezza alla luce delle proprie scelte politiche e istituzionali.

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