Salute
26 Luglio 2026
Le indicazioni di Agnese Suppiej, direttrice della Pediatria dell'Ospedale di Cona: i sintomi della disidratazione e del colpo di calore e quando chiamare il 118

Come proteggere i bambini dal caldo estremo

di Elena Coatti | 4 min

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Le temperature estreme rappresentano un rischio particolare per la salute dei bambini, soprattutto nei primi mesi e anni di vita. A richiamare l’attenzione delle famiglie è Agnese Suppiej, direttrice della Pediatria dell’Ospedale di Cona, che indica i principali segnali d’allarme e le precauzioni da adottare durante le ondate di calore.

Secondo le stime dell’Unicef richiamate dalla specialista, in Italia circa sei milioni di bambini sarebbero esposti ai problemi legati alle temperature elevate. I più vulnerabili sono i neonati nel primo anno di vita e, più in generale, i bambini fino ai tre o quattro anni.

“Nei bambini piccoli i sistemi di termoregolazione non sono ancora completamente maturi – spiega Suppiej – e l’organismo fa quindi più fatica a ridurre la temperatura corporea”.

I rischi principali sono due: la disidratazione e il colpo di calore. Condizioni differenti per gravità, che richiedono però entrambe un’attenta osservazione da parte degli adulti.

I segnali della disidratazione

Nel caos dei neonati, uno dei primi elementi da controllare è il pannolino. Una riduzione della quantità di urina può infatti indicare che l’organismo sta cercando di trattenere i liquidi.

Altri segnali da non sottovalutare sono la pelle molto calda e arrossata, il pianto senza lacrime, le labbra secche, la bocca impastata e gli occhi cerchiati o infossati. Il bambino può inoltre apparire irritabile, svogliato, insolitamente stanco oppure rifiutare il cibo.

“Un bambino molto piccolo non è in grado di dire che ha sete – osserva la direttrice – ma il suo corpo ci parla. Quando compaiono questi segnali è opportuno consultare il pediatria”.

Se il bambino non riesce o non vuole bere e i sintomi diventano più evidenti, è necessario rivolgersi rapidamente al medico.

Colpo di calore, quando chiamare subito il 118

Più grave è il colpo di calore, considerato una vera emergenza medica. Il bambino può presentarsi molto arrossato, accaldato e sofferente, ma senza sudare. In questi casi occorre misurare subito la temperatura.

“Se supera i 39 gradi bisogna preoccuparsi – sottolinea Suppiej – soprattutto quando compaiono anche respiro rapido o affannoso, forte debolezza, inappetenza e alterazioni del comportamento”.

I segnali neurologici indicano una situazione particolarmente seria. Possono manifestarsi inizialmente con irrequietezza o sonnolenza, fino ad arrivare, nei casi più gravi, alla perdita di coscienza e alle convulsioni.

In presenza di febbre molto alta associata a sintomi neurologici bisogna chiamare immediatamente il 118 e portare il bambino in ospedale.

Casa fresca, ma niente getti d’aria diretti

La prevenzione parte dall’ambiente domestico. Per i piccoli nel primo anno di vita la temperatura ideale della casa dovrebbe essere mantenuta tra i 24 e i 26 gradi.

È consigliabile arieggiare le stanze nelle prime ore del mattino e alla sera, mantenendo invece finestre e tapparelle chiuse nei momenti più caldi della giornata. Condizionatori e ventilatori possono essere utilizzati, ma senza indirizzare il getto d’aria direttamente sul bambino.

Con il condizionatore è inoltre preferibile mantenere temperature simili nelle diverse stanze, evitando passaggi improvvisi da ambienti molto freschi ad altri molto caldi.

Anche l’abbigliamento deve essere adeguato: in casa un lattante può rimanere con il solo pannolino oppure indossare indumenti larghi, leggeri e di cotone. Da evitare vestiti stretti e tessuti sintetici, che ostacolano la dispersione del calore.

Se il bambino appare comunque troppo accaldato, si possono effettuare bagnati con acqua tiepida (mai fredda), oppure spugnature sulla fronte, sul collo e sugli arti.

Passeggiate solo al mattino o nel tardo pomeriggio

Durante le giornate più torride è preferibile uscire prima delle 11 oppure dopo le 17, evitando l’esposizione diretta al sole. Un cappellino a falda larga può proteggere testa e occhi, particolarmente sensibili nei bambini piccoli.

Attenzione anche al passeggino. Coprirlo completamente con teli o coperte per creare ombra può limitare la circolazione dell’aria e trasformare l’interno in un ambiente chiuso destinato a surriscaldarsi rapidamente.

Ancora più severo l’avvertimento relativo alle automobili: “I bambini non devono mai essere lasciati soli in macchina, nemmeno per pochi minuti e nemmeno con i finestrini aperti. L’abitacolo si surriscalda in pochissimo tempo, con conseguenze che possono essere fatali”.

Durante gli spostamenti si può utilizzare l’aria condizionata, evitando anche in questo caso che il flusso freddo colpisca direttamente il bambino.

Mare e alimentazione: ombra, acqua e cibi leggeri

Al mare restano valide le stesse precauzioni: scegliere le prime ore del mattino o del tardo pomeriggio, limitare la permanenza al sole e rinfrescare frequentemente il piccolo. Cappellino, protezione degli occhi e creme solari adatte all’età completano le misure di protezione.

Particolare prudenza è necessaria nei primi sei mesi e, più in generale, durante tutto il primo anno di vita.

Sul fronte dell’alimentazione, nelle giornate più calde è opportuno privilegiare pasti leggeri, evitando cibi pesanti o troppo elaborati. Per i bambini più grandi e non più allattati l’idratazione può essere sostenuta attraverso l’acqua e alimenti ricchi di liquidi e sali minerali.

“La Società italiana di Pediatria suggerisce di portare in tavola cibi colorati – conclude Suppiej – scegliendo frutta e verdura di colori diversi, utili anche per reintegrare i sali minerali persi col caldo”.

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