Attualità
19 Luglio 2026
L'intervento per il 34esimo anniversario della strage di via D'Amelio in cui venne ucciso Paolo Borsellino: "Sacrificio che continua a interrogare le coscienze di tutti i cittadini"

19 luglio, Agende Rosse: “La memoria è un impegno. La verità è un dovere”

di Redazione | 2 min

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Il 19 luglio 1992, alle ore 16.58, un’autobomba esplose in via D’Amelio, a Palermo, assassinando il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi – prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio -, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

A trentaquattro anni da quella strage, il loro sacrificio continua a interrogare le coscienze di tutti i cittadini. Ricordare non significa soltanto celebrare una ricorrenza, ma rinnovare ogni giorno l’impegno per la legalità, la giustizia e la ricerca della verità.

Le sentenze hanno accertato che, dopo la strage, vi furono gravissimi depistaggi che hanno ritardato per anni l’accertamento della verità, rappresentando una delle pagine più dolorose della storia giudiziaria italiana. Per questo motivo il percorso verso una piena ricostruzione dei fatti non può dirsi concluso e richiede ancora oggi rigore, indipendenza e responsabilità istituzionale.

In questo contesto, Agende Rosse Ferrara guarda con preoccupazione al clima che si è creato attorno ai lavori della Commissione parlamentare Antimafia. Le recenti polemiche che hanno coinvolto personalità da anni impegnate nello studio delle stragi di mafia e nella ricerca della verità alimentano il timore che il confronto possa essere condizionato da contrapposizioni che rischiano di allontanare l’obiettivo principale: fare piena luce sulle responsabilità e sui contesti che hanno portato alle stragi del 1992.

Chi ha dedicato la propria vita alla lotta contro la mafia e alla ricerca della verità merita ascolto e rispetto. Il pluralismo delle competenze e delle esperienze rappresenta una ricchezza per le istituzioni democratiche e non un ostacolo.

Paolo Borsellino ci ha lasciato un’eredità che va ben oltre il suo sacrificio. Le sue parole e il suo esempio continuano a indicare una strada fatta di coraggio, coerenza e responsabilità civile. Come lui stesso affermava: “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”.

Oggi quel monito è più attuale che mai.

Agende Rosse Ferrara invita la cittadinanza, le associazioni e le istituzioni a partecipare alle iniziative di commemorazione del 19 luglio, nel ricordo di Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

La loro memoria ci affida una responsabilità precisa: continuare a pretendere verità e giustizia, senza cedimenti, senza revisionismi e senza che il trascorrere del tempo affievolisca il dovere della memoria.

Perché, come ricordava Salvatore Borsellino, “la memoria vive soltanto se diventa impegno”.

Agende Rosse Ferrara

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