di Asia Bertarelli
Jolanda di Savoia. “Il Programma Area Africa rappresenta un esempio concreto del nuovo slancio che il rapporto tra Italia e Africa ha conosciuto negli ultimi anni, anche sul piano economico, a partire dalla sfida strategica dell’autosufficienza alimentare del continente”. È il messaggio del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani in occasione dell’evento “Bienvenue à la BFuture Farm en République du Congo”, ospitato giovedì 16 luglio nella sede di BF Spa a Jolanda di Savoia per fare il punto sul primo anno di attività della BFuture Farm di Malolo, nella Repubblica del Congo.
Sulla stessa linea anche il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla, che ha definito il progetto “una piattaforma di livello internazionale e un ecosistema che mette al centro un progetto di economia sociale”. “La nostra non è solo una piattaforma internazionale – ha aggiunto – ma un modello di economia sociale che in questa fase storica lancia un messaggio forte di pace. Senza il settore primario non basta, e se non integriamo il primario con il secondario non andiamo da nessuna parte”.
L’iniziativa rientra nel Piano Mattei per l’Africa, all’interno del programma AREA (Azione per il Rafforzamento degli Ecosistemi Agro-alimentari in Africa), cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, realizzato insieme a CIHEAM Bari e BF International, con il supporto di SACE e SIMEST.
A dodici mesi dall’avvio del progetto, il bilancio è già significativo. Sono stati recuperati e riqualificati 6.000 ettari di terreno, dei quali oltre 1.000 sono già entrati in produzione agricola. Parallelamente procede lo sviluppo del polo agroindustriale e delle infrastrutture destinate alla comunità locale.
Sono infatti in fase avanzata la ristrutturazione della scuola del villaggio, la realizzazione del primo centro sanitario della zona, a cui si affiancherà una casa parto, oltre ai nuovi alloggi da 60 posti letto per il personale, una mensa capace di servire oltre cento pasti al giorno e un centro sportivo. Nei cantieri lavorano quotidianamente circa 350 persone su una superficie complessiva di 5.300 metri quadrati, mentre il progetto sta già generando un impatto socioeconomico stimato su circa 3.000 abitanti.
L’obiettivo è rafforzare la sicurezza alimentare della Repubblica del Congo attraverso un’agricoltura moderna, sostenibile e tecnologicamente avanzata, favorendo allo stesso tempo lo sviluppo economico delle comunità locali. Un aspetto distintivo del progetto riguarda il modello adottato: i 10.000 ettari destinati all’iniziativa restano di proprietà dello Stato congolese e sono concessi in uso pluriennale, garantendo che sia la terra sia la produzione agricola rimangano nella disponibilità del Paese.
“L’iniziativa – ha sottolineato Tajani – conferma il ruolo fondamentale del settore privato nella cooperazione allo sviluppo, che mette a disposizione competenze, innovazione e capacità organizzative per integrare e rafforzare l’azione pubblica. La nostra cooperazione è tanto più efficace quanto più riesce a coinvolgere l’intero Sistema Italia”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente esecutivo di BF Spa, Federico Vecchioni. “Siamo profondamente orgogliosi del lavoro e degli straordinari risultati raggiunti in meno di dodici mesi. Questo progetto non è semplicemente un intervento agricolo, ma una vera infrastruttura agroindustriale che risponde concretamente alle sfide della food security e della resilienza climatica”.
Poi ha aggiunto: “Le BFuture Farm permetteranno di realizzare la più grande riserva agricolo-alimentare globale e rappresentano una delle migliori espressioni delle competenze del Made in Italy applicate alle grandi sfide del nostro tempo”.
Durante l’incontro è intervenuto anche l’ambasciatore della Repubblica del Congo in Italia, Henri Okemba, che ha ribadito la volontà del proprio Paese di diversificare l’economia puntando su agricoltura, digitale e turismo.
“Non vogliamo più limitarci a esportare materie prime grezze. Vogliamo trasformarle nel nostro Paese per creare valore aggiunto e offrire opportunità ai nostri giovani. Oggi il Gruppo BF è ufficialmente nostro partner e la sua presenza rappresenta un segnale fortissimo per gli investitori internazionali”.
All’incontro hanno partecipato anche la sindaca di Jolanda di Savoia Elisa Trombin, il presidente della Provincia di Ferrara Daniele Garuti e i rappresentanti dei principali partner del progetto, tra cui CIHEAM Bari, AVSI, SIMEST, Fondazione Enasarco, ENPAIA e SACE.
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