Cronaca
16 Luglio 2026
La richiesta del pm durante la discussione del processo con rito abbreviato. L'imputato parla e respinge l'accusa: "Mi hanno dipinto come un mostro. Rapporto tra noi era consenziente"

Violentò 19enne nel bagno del bar. La Procura: “Condannatelo a quattro anni”

di Davide Soattin | 2 min

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Quattro anni di carcere. È la richiesta di condanna avanzata ieri (mercoledì 15 luglio) in abbreviato dalla Procura di Ferrara per il 39enne di nazionalità italiana finito a processo con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una giovane ragazza che, all’epoca dei fatti, aveva 19 anni.

L’episodio risale al maggio 2024 durante una serata tra amici.

Secondo la ricostruzione accusatoria, dopo averla seguita nella toilette del bar, l’uomo – che aveva 39 anni – l’avrebbe stretta per tenerla ferma, iniziando a farle delle avances contro la volontà di lei. Prima l’avrebbe baciata, poi le avrebbe abbassato le spalline del vestito per palpeggiarla.

Immobilizzata, la giovane avrebbe quindi cercato di allontanare l’uomo spingendolo via e intimandogli di smetterla senza però riuscirci. Il 37enne infatti, stando al quadro accusatorio, avrebbe proseguito la propria azione, compiendo atti sessuali su di lei che, in lacrime, gli chiedeva di smetterla.

Sarebbe anche arrivato ad abbassarsi i pantaloni nel tentativo di avere un rapporto completo. Tentativo però interrotto quando qualcuno, bussando la porta, avrebbe dissuaso l’uomo, obbligandolo a rivestirsi e ad andarsene, mentre la ragazza rimase immobile e pietrificata da quanto accaduto.

Scossa per quanto successo, infatti, la giovane – assistita dall’avvocato Fiorella Shane Arveda – non aveva immediatamente allertato i carabinieri, contattati sollo qualche giorno più tardi per sporgere denuncia, dopo alcune confidenze con le amiche che l’hanno aiutata a raccontare tutto.

Durante l’udienza di ieri mattina, il 39enne – difeso dall’avvocato Melissa Romani – ha rilasciato dichiarazioni spontanee, dicendo di essere stato ingiustamente dipinto come un mostro e sostenendo che non vi sarebbe stata alcuna violenza e che il rapporto tra i due sarebbe stato consenziente.

Il processo tornerà in aula il 16 settembre per eventuali repliche e lettura della sentenza da parte del gup Marco Peraro.

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