Sarà il Comune di Ferrara a svolgere il ruolo di stazione appaltante e soggetto attuatore dell’intervento di restauro dell’area “ex Refettorio” del Convento di Santa Maria in Vado.
L’assegnazione ufficiale dell’incarico è avvenuta il 14 luglio, con la sottoscrizione del Disciplinare regolante i rapporti tra enti (Soprintendenza, Comune, Arcidiocesi e Parrocchia) per l’attuazione dell’intervento che ha ottenuto un finanziamento di 2 milioni di euro dal Ministero della Cultura, nell’ambito del Piano Strategico ‘Grandi Progetti Beni Culturali’.
All’incontro per la firma e la presentazione del Disciplinare alla stampa, che si è tenuto a palazzo Schifanoia, sono intervenuti in rappresentanza dei quattro soggetti coinvolti nell’accordo: l’assessore alla Cultura e Beni monumentali del Comune di Ferrara Marco Gulinelli, la dirigente della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna Francesca Tomba; l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio Mons. Gian Carlo Perego; e l’amministratore parrocchiale della Parrocchia di Santa Maria in Vado Don Andrea Zerbini.
“La firma di questa convenzione – ha dichiarato l’assessore Marco Gulinelli – segna l’avvio concreto di un intervento fondamentale per il recupero di uno dei complessi monumentali più significativi di Ferrara. Grazie alla collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte e a un quadro di risorse rafforzato, possiamo avviare un progetto che consentirà di tutelare e valorizzare Santa Maria in Vado, restituendola pienamente alla comunità. Per il Comune di Ferrara assumere il ruolo di stazione appaltante significa mettere a disposizione competenze tecniche e capacità organizzative per garantire qualità, trasparenza e rispetto dei tempi”.
“Santa Maria in Vado – ha sottolineato la dirigente della Soprintendenza Francesca Tomba – è non solo un luogo di culto di grande valore, ma anche un complesso interessantissimo dal punto di vista architettonico e storico, custode di una grande ricchezza di testimonianze artistiche e di devozione. Con questo nuovo intervento, che potrà contare sul finanziamento ministeriale di 2 milioni di euro, sarà possibile restituire alla città una nuova porzione restaurata del complesso, grazie anche alla sinergia che si è creata fra le diverse parti coinvolte e che rappresenta un bellissimo esempio di lavoro corale per la realizzazione di un intervento così importante per Ferrara”.
“Dopo i lavori post sisma – ha aggiunto l’arcivescovo Gian Carlo Perego – che hanno permesso di restaurare la chiesa e buona parte del primo chiostro, questo nuovo intervento permetterà di ristrutturare il secondo chiostro, dove per tanti anni ha avuto sede, tra l’altro, l’asilo d’infanzia fondato da Luisa Grillenzoni, nato per accogliere gratuitamente tutti i bambini, specialmente i più poveri. Quando i lavori saranno completati, avremo a disposizione nuovi spazi per diverse attività e per l’accoglienza dei tantissimi pellegrini che da tutto il mondo vengono ogni anno a visitare Santa Maria in Vado per il Miracolo Eucaristico”.
Soddisfazione per i nuovi lavori in previsione è stata espressa anche da Don Andrea Zerbini che si è detto “molto grato per l’avvio di questo nuovo percorso di cura della ferite di un luogo tanto caro ai ferraresi e non solo”.
Come spiegato poi dalla dirigente del Servizio Beni Monumentali e Patrimonio del Comune di Ferrara Natascia Frasson, “Un progetto preliminare per gli interventi di restauro dell’area ex Refettorio esiste già, ora si dovrà procedere con la progettazione esecutiva e quindi con l’affidamento dei lavori. I primi interventi da eseguire saranno i lavori strutturali di consolidamento delle murature e del coperto, poi certamente sarà necessaria una riconfigurazione degli spazi anche in funzione della destinazione che si vorrà dare a questa area del complesso”.
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