Contro il genocidio a Gaza e le guerre, Rete Pace torna in piazza
Rete Pace Ferrara sarà di nuovo in piazza Cattedrale tutti i mercoledì dalle 19 alle 20 a partire dal 15 luglio.
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Ulteriori modifiche alla viabilità in via Bacchelli dove una voragine apertasi nei giorni scorsi a causa di un importante guasto alla rete fognaria ha reso necessaria la chiusura completa della strada nel tratto interessato
Oltre quattrocento persone ristrette in un carcere progettato per ospitarne 277. È il dato che, più di ogni altro, fotografa la situazione della Casa circondariale "Costantino Satta" di Ferrara, visitata il 14 luglio da una delegazione dell'Alleanza per l'articolo 27 della Costituzione
La Giunta comunale ha approvato oggi il progetto di fattibilità tecnico-economica per il ripristino della copertura degli spogliatoi del campo sportivo di Marrara, per un importo complessivo di 60.000 euro
Una doppia allerta gialla: per forti temporali e caldo. È quella emessa dalla Protezione Civile dell'Emilia-Romagna con un bollettino valido dalla mezzanotte di mercoledì 15 a quella di giovedì 16 luglio.
La visita istituzionale del sottosegretario di Stato alla Giustizia con delega alla Polizia Penitenziaria, senatore Alberto Balboni, alla Casa Circondariale “C. Satta” di Ferrara diventa l’occasione per fare il punto sulle condizioni di lavoro degli agenti e sulle criticità che interessano quotidianamente l’istituto estense.
A intervenire è il SiNAPPE, che ha espresso apprezzamento per l’incontro e per l’attenzione riservata al personale della Polizia Penitenziaria.
“La presenza del Sottosegretario ha rappresentato un importante segnale di vicinanza delle Istituzioni nei confronti delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria – sottolinea il sindacato – che ogni giorno garantiscono sicurezza, legalità e funzionalità dell’istituto operando in un contesto caratterizzato da crescenti difficoltà organizzative, carenze di organico e continui carichi di lavoro”.
Secondo il SiNAPPE, durante l’incontro sono state rappresentate diverse problematiche che incidono sull’attività quotidiana degli operatori. Tra queste, la gestione di una popolazione detenuta sempre più complessa, con una presenza crescente di persone con disturbi psichiatrici, fragilità comportamentali e difficoltà relazionali.
“Il personale di Polizia Penitenziaria è sempre più spesso chiamato a intervenire nella gestione di eventi critici con detenuti violenti, aggressivi o non collaborativi, assumendosi responsabilità particolarmente gravose”, evidenzia l’organizzazione sindacale, che chiede anche “un chiarimento sulle procedure operative riguardanti l’applicazione dell’articolo 41 dell’Ordinamento Penitenziario e sulle modalità di intervento nei casi in cui si renda necessario il ricorso alla forza fisica”.
Per il sindacato è necessario garantire agli agenti “procedure uniformi, riferimenti normativi certi e direttive operative inequivocabili” per poter intervenire con tempestività e professionalità, tutelando allo stesso tempo il personale dal punto di vista giuridico.
Tra le principali criticità segnalate anche la carenza di organico, che secondo il SiNAPPE costringe frequentemente gli operatori a rinunciare ai periodi di riposo per garantire la continuità dei servizi.
“Sempre più spesso gli appartenenti al Corpo sono chiamati a svolgere turnazioni di almeno otto ore giornaliere che, non raramente, si protraggono fino a dodici ore consecutive”, denuncia il sindacato, richiamando anche il problema dei servizi di accompagnamento sanitario dei detenuti.
In particolare, viene evidenziato come nei trasferimenti verso strutture esterne, come i pronto soccorso, il personale inviato non venga sempre sostituito con tempestività, con il rischio di prolungare il servizio oltre l’orario previsto e senza la possibilità di usufruire delle pause necessarie.
Il SiNAPPE chiede inoltre una riorganizzazione della gestione della zona detentiva, attraverso “l’individuazione di un nucleo stabile di sottufficiali dedicato esclusivamente alle attività intramurarie”, per evitare che gli uffici interni vengano continuamente privati di risorse destinate alle proprie attività.
Un altro tema riguarda il ricambio generazionale e la perdita di esperienza operativa. Secondo il sindacato, la mancanza di un adeguato trasferimento di competenze tra personale esperto e nuovi assegnati rischia di indebolire la capacità di affrontare situazioni complesse.
Il SiNAPPE richiama infine il rispetto degli accordi sindacali sottoscritti e chiede una gestione del personale basata sulla valorizzazione dell’esperienza, dell’anzianità di servizio e delle professionalità presenti nell’istituto.
“Le intese raggiunte costituiscono strumenti fondamentali di equilibrio organizzativo e di corrette relazioni sindacali e devono essere rispettate in maniera trasparente e coerente”, conclude il sindacato.
Nel ringraziare il sottosegretario Balboni per la disponibilità al confronto, il SiNAPPE auspica che la visita possa tradursi in “interventi concreti e risolutivi rispetto alle criticità evidenziate”, ribadendo il ruolo centrale della Polizia Penitenziaria nella sicurezza del sistema carcerario.
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