Attualità
14 Luglio 2026
Il sindacato della Polizia Penitenziaria ringrazia il sottosegretario alla Giustizia con delega al Corpo per l’incontro alla Casa Circondariale “C. Satta” e rilancia le criticità dell’istituto: carenza di organico, turni prolungati, gestione dei detenuti fragili e necessità di nuove procedure operative

Balboni visita il carcere di Ferrara, il SiNAPPE: “Segnale importante, ora servono interventi concreti per il personale”

di Redazione | 3 min

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La visita istituzionale del sottosegretario di Stato alla Giustizia con delega alla Polizia Penitenziaria, senatore Alberto Balboni, alla Casa Circondariale “C. Satta” di Ferrara diventa l’occasione per fare il punto sulle condizioni di lavoro degli agenti e sulle criticità che interessano quotidianamente l’istituto estense.

A intervenire è il SiNAPPE, che ha espresso apprezzamento per l’incontro e per l’attenzione riservata al personale della Polizia Penitenziaria.

“La presenza del Sottosegretario ha rappresentato un importante segnale di vicinanza delle Istituzioni nei confronti delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria – sottolinea il sindacato – che ogni giorno garantiscono sicurezza, legalità e funzionalità dell’istituto operando in un contesto caratterizzato da crescenti difficoltà organizzative, carenze di organico e continui carichi di lavoro”.

Secondo il SiNAPPE, durante l’incontro sono state rappresentate diverse problematiche che incidono sull’attività quotidiana degli operatori. Tra queste, la gestione di una popolazione detenuta sempre più complessa, con una presenza crescente di persone con disturbi psichiatrici, fragilità comportamentali e difficoltà relazionali.

“Il personale di Polizia Penitenziaria è sempre più spesso chiamato a intervenire nella gestione di eventi critici con detenuti violenti, aggressivi o non collaborativi, assumendosi responsabilità particolarmente gravose”, evidenzia l’organizzazione sindacale, che chiede anche “un chiarimento sulle procedure operative riguardanti l’applicazione dell’articolo 41 dell’Ordinamento Penitenziario e sulle modalità di intervento nei casi in cui si renda necessario il ricorso alla forza fisica”.

Per il sindacato è necessario garantire agli agenti “procedure uniformi, riferimenti normativi certi e direttive operative inequivocabili” per poter intervenire con tempestività e professionalità, tutelando allo stesso tempo il personale dal punto di vista giuridico.

Tra le principali criticità segnalate anche la carenza di organico, che secondo il SiNAPPE costringe frequentemente gli operatori a rinunciare ai periodi di riposo per garantire la continuità dei servizi.

“Sempre più spesso gli appartenenti al Corpo sono chiamati a svolgere turnazioni di almeno otto ore giornaliere che, non raramente, si protraggono fino a dodici ore consecutive”, denuncia il sindacato, richiamando anche il problema dei servizi di accompagnamento sanitario dei detenuti.

In particolare, viene evidenziato come nei trasferimenti verso strutture esterne, come i pronto soccorso, il personale inviato non venga sempre sostituito con tempestività, con il rischio di prolungare il servizio oltre l’orario previsto e senza la possibilità di usufruire delle pause necessarie.

Il SiNAPPE chiede inoltre una riorganizzazione della gestione della zona detentiva, attraverso “l’individuazione di un nucleo stabile di sottufficiali dedicato esclusivamente alle attività intramurarie”, per evitare che gli uffici interni vengano continuamente privati di risorse destinate alle proprie attività.

Un altro tema riguarda il ricambio generazionale e la perdita di esperienza operativa. Secondo il sindacato, la mancanza di un adeguato trasferimento di competenze tra personale esperto e nuovi assegnati rischia di indebolire la capacità di affrontare situazioni complesse.

Il SiNAPPE richiama infine il rispetto degli accordi sindacali sottoscritti e chiede una gestione del personale basata sulla valorizzazione dell’esperienza, dell’anzianità di servizio e delle professionalità presenti nell’istituto.

“Le intese raggiunte costituiscono strumenti fondamentali di equilibrio organizzativo e di corrette relazioni sindacali e devono essere rispettate in maniera trasparente e coerente”, conclude il sindacato.

Nel ringraziare il sottosegretario Balboni per la disponibilità al confronto, il SiNAPPE auspica che la visita possa tradursi in “interventi concreti e risolutivi rispetto alle criticità evidenziate”, ribadendo il ruolo centrale della Polizia Penitenziaria nella sicurezza del sistema carcerario.

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