A cinque anni dalla fusione della Cassa di Risparmio di Cento con Credem, Marco Mattarelli, presidente di Libertà per Cento, torna a intervenire sulla vicenda, definendo l’anniversario del 14 luglio come “una data che non può essere vissuta come una festa” per molti cittadini del territorio.
In una nota, Mattarelli ricorda come circa 10mila piccoli azionisti detenessero complessivamente circa cinque milioni di azioni della banca, mentre la restante parte era in mano alla Fondazione Cassa di Risparmio di Cento. Ripercorrendo le tappe che hanno portato alla fusione, sottolinea come il valore riconosciuto agli azionisti nel 2021 sia stato, a suo giudizio, inferiore rispetto al patrimonio della banca e ai valori ai quali le azioni erano state collocate e successivamente scambiate negli anni precedenti.
Secondo il presidente di Libertà per Cento, molti piccoli soci continuano ancora oggi a registrare perdite economiche rispetto all’investimento effettuato nel corso dell’aumento di capitale del 2002. “Libertà per Cento non dimentica”, scrive Mattarelli, ribadendo la vicinanza ai risparmiatori che, a suo dire, hanno riposto fiducia nell’istituto di credito centese.
Nel documento viene inoltre ricordata l’attività svolta dall’associazione negli anni successivi alla fusione, con iniziative e segnalazioni rivolte a diverse autorità e istituzioni nazionali ed europee nel tentativo di ottenere chiarimenti e tutele per gli azionisti.
Mattarelli conclude affermando che il 14 luglio rappresenta per l’associazione “un giorno di lutto” e non di celebrazione, ribadendo l’intenzione di mantenere alta l’attenzione sulla vicenda della storica banca centese e sulle conseguenze che, secondo Libertà per Cento, la sua scomparsa ha avuto per il territorio e per migliaia di piccoli risparmiatori.
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