Attualità
13 Luglio 2026
Secondo i dati dell'Osservatorio MutuiOnline.it, l'età media è di 37 anni nel territorio estense. Ma la Bce rialza i tassi e il variabile perde convenienza

Mutui, a Ferrara i richiedenti sono i più giovani dell’Emilia-Romagna

di Redazione | 3 min

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Sono i ferraresi i più giovani dell’Emilia-Romagna quando si tratta di accendere un mutuo. È quanto emerge dall’Osservatorio di MutuiOnline.it relativo al secondo trimestre 2026, che fotografa un mercato ancora dinamico, ma destinato a fare i conti con il nuovo rialzo dei tassi deciso dalla Banca Centrale Europea.

Nella provincia estense l’età media dei richiedenti si ferma infatti a 37 anni e 2 mesi, il dato più basso della regione. Ferrara si distingue anche per gli importi richiesti, che risultano i più contenuti dell’Emilia-Romagna: in media vengono richiesti 121.101 euro, contro una media regionale di 147.053 euro. Anche il valore medio degli immobili è il più basso della regione, attestandosi a 175.279 euro.

Sul fronte regionale, la durata media dei mutui raggiunge 25 anni e 3 mesi, mentre il valore medio degli immobili acquistati è pari a 220.915 euro, leggermente inferiore alla media nazionale di 226.028 euro. I richiedenti emiliano-romagnoli hanno inoltre un’età media di 39 anni, inferiore ai 39 anni e 7 mesi registrati a livello italiano.

Il confronto tra le province evidenzia differenze marcate. Bologna registra gli importi medi richiesti più elevati, pari a 160.764 euro. Nel capoluogo emiliano vengono inoltre concessi i mutui più lunghi della regione, con una durata media di 25 anni e 10 mesi. All’opposto, i finanziamenti più brevi si registrano nella provincia di Reggio Emilia, con una durata media di 24 anni e 4 mesi, mentre Rimini è la provincia con i richiedenti mediamente più anziani, pari a 40 anni e 7 mesi.

Sul piano nazionale, la decisione del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea dell’11 giugno di aumentare i tassi di riferimento di 25 punti base, con effetto dal 17 giugno, è destinata ad avere conseguenze dirette sul mercato dei mutui.

Secondo l’Osservatorio di MutuiOnline.it, a giugno il TAN medio dei mutui a tasso fisso a 20 e 30 anni è sceso dal 3,38% al 3,26%. Anche il variabile ha registrato inizialmente una lieve flessione, passando dal 2,58% al 2,53%, ma il rialzo dei tassi Bce porterà nelle prossime settimane il Tan medio fino al 2,78%.

Di conseguenza, il divario tra fisso e variabile si restringerà dagli attuali 73 punti base a 48 punti base, riducendo il vantaggio economico del tasso variabile, che continuerà comunque a risultare il più conveniente.

Prendendo come riferimento un mutuo ventennale da 150mila euro, oggi la rata media è di 851 euro con il tasso fisso e di 797 euro con il variabile. Dopo l’adeguamento ai nuovi tassi, la rata del mutuo variabile salirà a 815 euro, con un incremento di 18 euro al mese.

Anche il risparmio rispetto al fisso si ridurrà sensibilmente: il vantaggio mensile passerà da 54 a 36 euro, mentre sugli interessi complessivi nell’arco dei vent’anni il beneficio scenderà di circa 13 mila euro a poco più di 8.500 euro. L’aumento dei tassi comporterà inoltre un aggravio di oltre 4.400 euro di interessi complessivi per chi sottoscrive un mutuo indicizzato all’Euribor.

“Spinta dall’aumento dell’inflazione nell’eurozona, la Banca Centrale Europea ha ritoccato al rialzo i tassi di riferimento dell’0,25% – osserva Matteo Favaro, COO & Managign director Financial product di MutuiOnline.it -. La conseguenza è il riavvicinamento tra tasso variabile, che resta comunque più conveniente, e tasso fisso, oggi stabile su livelli storicamente più che accettabili”.

Secondo le previsioni riportare dall’Osservatorio, entro la fine del 2026 potrebbe arrivare un ulteriore aumento dei tassi Bce di altri 25 punti base. In questo scenario il Tan medio dei mutui variabili salirebbe al 3.03%, riducendo il divario con il fisso ad appena 23 punti base. Su un mutuo da 150 mila euro la differenza di rata sarebbe di soli 17 euro al mese, mentre il tasso fisso continuerebbe a mantenersi competitivo, con offerte che arrivato al 3.04% e la possibilità di ricorrere alla surroga qualora in futuro si presentassero condizioni più favorevoli.

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