Portomaggiore. L’Amministrazione comunale di Portomaggiore torna a fare il punto sulla situazione relativa alle iscrizioni scolastiche nel territorio comunale e ai numerosi passaggi istituzionali che l’Amministrazione ha promosso tramite le interlocuzioni avviate con l’ufficio scolastico provinciale e regionale del Ministero dell’istruzione, la Regione Emilia-Romagna e gli altri soggetti competenti, per richiamare l’attenzione sulla gestione di una presenza di alunni stranieri che, per dimensioni e caratteristiche, rappresenta un caso quasi unico su scala regionale e un elemento di forte complessità per il territorio di Portomaggiore che, finora, non ha trovato risposte adeguate dai livelli di governo superiori.
“I bambini – afferma il sindaco Dario Bernardi – devono poter andare a scuola. È un diritto che non è mai stato in discussione e che deve essere assicurato. Proprio per questo, da anni chiediamo agli organismi competenti di affrontare una situazione che, per numeri e caratteristiche, è ormai eccezionale e non può continuare a gravare esclusivamente sulle scuole locali e sul Comune di Portomaggiore. È ora che tutto il sistema riconosca l’eccezionalità della situazione e vengano messe in campo risposte coordinate di sistema”.
L’impegno, con evidenze risalenti fino al 2023, dell’Amministrazione per tenere al corrente gli organi competenti delle criticità a cui si continua a far fronte, richiedendo azioni e risposte che al momento non sono arrivate e adoperandosi in prima linea con progetti strutturali attivati con scuole e partner istituzionali, sono stati rimarcati dal sindaco Dario Bernardi e dalla vicesindaca, con delega all’istruzione, Francesca Molesini, durante la conferenza stampa che si è tenuta nella residenza municipale questa mattina (lunedì 6 luglio).
A fronte della mancata risposta alle precedenti interlocuzioni avviate dal Comune, nei giorni scorsi il sindaco ha scritto una lettera al Ministero dell’Istruzione e del Merito e alla Presidenza della Repubblica, in cui sono state riassunte le questioni legate al tema, con la cronistoria dettagliata di quanto è stato fatto da parte dell’Amministrazione e della dirigenza scolastica ed evidenziando quali sono i punti, invece, per cui si palesa come necessario un intervento dei livelli di governo superiori.
Inoltre è stata depositata in Assemblea regionale dell’Emilia-Romagna, da parte della consigliera Marcella Zappaterra, un’interrogazione all’attenzione della Giunta, “perché anche la Regione metta in campo tutto quello che può”, commenta Bernardi.
L’Istituto comprensivo “F. Bernagozzi” accoglie infatti complessivamente circa il 50% di alunni stranieri, con plessi che si avvicinano al 60%, classi che superano il 70-80% di presenza di studenti di origine straniera e due sezioni composte interamente da alunni stranieri. Numeri a cui si aggiunge il flusso di iscrizioni tardive dovute all’arrivo di nuove famiglie durante l’estate o l’anno scolastico, esploso in modo straordinario lo scorso anno. con classi che partendo da una composizione di 20- 22 alunni sono arrivate anche fino a 27 per gli ingressi nel corso dei vari anni.
Fra le questioni rimaste ancora prive di risposta vi è la richiesta – avanzata dall’Istituto comprensivo Bernagozzi in prima istanza, e poi anche dall’Amministrazione, all’ufficio scolastico provinciale – di attivare quattro classi prime alla scuola primaria, a fronte delle tre autorizzate per il prossimo anno scolastico, nonostante l’incremento delle iscrizioni e la necessità di assorbire i nuovi ingressi durante l’anno.
“Quest’anno – dichiara Bernardi – la scuola ha richiesto 4 prime classi alla primaria e ne sono state assegnate al momento 3, tornando indietro dall’anno scorso. Su questo problema, evidentemente molto legato alla possibilità di accogliere studenti in corso d’anno, ho scritto all’ufficio scolastico provinciale il 15 maggio scorso. Non ho mai ricevuto risposta. Questo è solo il primo esempio ed è un esempio grave. Tutte le istituzioni competenti e in particolare gli uffici scolastici territoriali del Ministero sono a conoscenza della nostra situazione da anni. E l’assenza di risposte vere è davvero scoraggiante.”
Una situazione che si affianca al progressivo esodo di numerosi alunni italiani residenti verso istituti dei comuni limitrofi: “Non è possibile – prosegue Bernardi – avere classi qua vicino che restano aperte grazie all’esodo degli alunni italiani da Portomaggiore, mentre da noi le classi crescono fino a diventare molto numerose. Questo non è equo, non è giusto, e non è un problema che un Sindaco possa o debba risolvere da solo. Noi ci siamo sempre stati e ci saremo sempre. Ma serve un impegno anche dei livelli più alti”.
Le richieste che il Comune avanza agli organismi competenti vengono riassunte dalla vicesindaca Molesini: “Organici aggiuntivi e flessibili per gestire gli ingressi in corso d’anno. Coordinamento tra istituti per una distribuzione equilibrata e sostenibile degli alunni. Monitoraggio e rispetto di limiti di capienza e qualità. Fondi vincolati per l’alfabetizzazione come seconda lingua, mediazione culturale e supporto psicopedagogico”. Il tutto in una cornice di “tempi certi e decisioni formali: non sono sufficienti le rassicurazioni, servono azioni concrete”.
La conferenza è stata inoltre un’occasione per ripercorrere l’impegno che l’Amministrazione nel corso del suo mandato ha messo in campo relativamente al tema dell’integrazione scolastica e della qualità dell’offerta educativa.
“Non siamo certo rimasti a guardare”, sottolinea Molesini. “Dal 2023 a oggi, con vari progetti e finanziamenti, abbiamo garantito centinaia di ore di sostegno educativo, mediazione linguistico-culturale, supporto psicologico e formazione per il personale scolastico. Il progetto “Diverso da chi?”, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna attraverso il Fondo sociale europeo Plus, ha introdotto figure educative dedicate, come quella dell’educatore di corridoio (per intercettare precocemente i bisogni degli studenti e creare un clima inclusivo), servizi di mediazione potenziata (rivolti sia ai nuovi studenti che a insegnanti, rappresentanti di classe e nuclei familiari) e percorsi per superare bias e fallacie cognitive, nell’ottica di valorizzare la diversità in tutte le sue forme. Il progetto “Il mondo come lo vedi tu” è stato dedicato ai temi della cittadinanza, dei diritti e del contrasto alle discriminazioni; senza contare le attività extrascolastiche sviluppate nell’ambito della rete delle Città del Dialogo, al consolidamento del Centro di aggregazione giovanile e alle campagne di comunicazione promosse per valorizzare la qualità dell’offerta educativa degli istituti portuensi”.
L’impegno del Comune di Portomaggiore è stato riconosciuto anche a livello europeo con l’assegnazione, nel marzo 2025, dell’Unesco Chair Gepard Award per i progetti di integrazione dei minori stranieri nelle scuole.
Accanto all’azione rivolta ai livelli istituzionali superiori, il Comune ha coinvolto da tempo le associazioni e i rappresentanti delle comunità straniere presenti sul territorio, invitandoli a promuovere una maggiore informazione tra le famiglie che arrivano a Portomaggiore, affinché possano verificare preventivamente la disponibilità di posti nelle scuole e organizzarsi tempestivamente qualora si renda necessario l’inserimento presso istituti di altri comuni.
Sul punto è intervenuto, contattando direttamente la redazione di Estensecom, il dirigente scolastico Enrico Bertoli, per sottolineare come “la dirigenza scolastica non ha mai subordinato l’iscrizione a scuola al possesso del permesso di soggiorno, elemento che contrasterebbe con la normativa nazionale e con l’identità inclusiva dell’istituto”.
Il dirigente aggiunge che “i rifiuti non sono determinati da motivi etnici o burocratici legati allo status migratorio, ma unicamente dal raggiungimento del limite massimo di capienza delle aule. Inoltre, alcuni degli 11 minori citati risultano già regolarmente iscritti in altre scuole o hanno presentato semplici domande di trasferimento a scuola già iniziata”.
“Il disguido lessicale/sintattico – conclude Bertoli – legato a un messaggio automatico di sistema, in corso di revisione da parte degli uffici, e destinato a informare le famiglie del rifiuto della domanda di iscrizione affinché possano ricercare, con l’aiuto dell’istituto, un’altra scuola per adempiere all’obbligo scolastico, non ha mai impedito a questa Istituzione scolastica di attivarsi concretamente per individuare, a favore degli alunni in lista di attesa, un istituto presso il quale formalizzare l’iscrizione e garantire la frequenza delle lezioni”.