Portomaggiore. Almeno undici bambini in età di obbligo scolastico sarebbero rimasti esclusi dalla scuola primaria di Portomaggiore per l’intero anno scolastico. A denunciarlo è l’associazione PortAmico di Portomaggiore, che punta il dito contro il mancato accoglimento delle domande di iscrizione presentate da famiglie di origine straniera e chiede di fare piena luce sulla vicenda, già segnalata alle istituzioni competenti. Dal canto suo il sindaco di Portomaggiore, Dario Bernardi, respinge con decisione ogni ipotesi di discriminazione e attribuisce la situazione a un improvviso e straordinario aumento delle richieste di iscrizione tardive, che avrebbe portato alla saturazione delle classi.
Secondo quanto riferisce PortAmico, la vicenda avrebbe avuto origine all’inizio dell’anno scolastico, quando le famiglie hanno tentato di iscrivere i propri figli all’Istituto comprensivo “F. Bernagozzi”. “Senza mai addurre alcuna motivazione – se non un generico ‘non c’è posto’ – le famiglie si sono viste respingere le loro domande”, afferma l’associazione, sostenendo che non sarebbe stata proposta alcuna soluzione alternativa.
In uno dei casi seguiti dall’associazione, il diniego sarebbe stato motivato dalla posizione irregolare dei genitori rispetto al permesso di soggiorno. Una motivazione che PortAmico considera in contrasto con il Testo unico sull’immigrazione, ricordando che tutti i minori presenti sul territorio nazionale sono soggetti all’obbligo scolastico e hanno diritto all’istruzione indipendentemente dalla regolarità del soggiorno dei genitori.
Per l’associazione si tratterebbe della violazione di un diritto fondamentale. “Il fatto che questi bambini siano tutti figli di migranti ci fa pensare che questa palese violazione dei diritti dei minori sia imputabile ad una vera e propria discriminazione etnica”, dichiara Grazia Satta Ladu di PortAmico. “Possiamo capire che una scuola abbia dei limiti di iscrizioni legati alla struttura dell’edificio ma non è accettabile che ad essere esclusi siano soltanto i cosiddetti ‘stranieri’. Inoltre è compito dell’Ufficio scolastico provinciale, così come è sempre stato fatto, trovare una soluzione per garantire l’obbligo scolastico a tutte e tutti”.
L’associazione evidenzia inoltre un ulteriore elemento ritenuto paradossale: “Questi bambini non solo hanno perso l’anno scolastico, ma alle loro famiglie è stata recapitata una formale Ammonizione per non aver mandato i figli a scuola”. Le lettere sarebbero state inviate dal Comune nell’ambito delle verifiche sul rispetto dell’obbligo scolastico.
PortAmico ha quindi inviato una Pec all’Istituto comprensivo, all’Ufficio scolastico provinciale, al Comune di Portomaggiore e alla Prefettura di Ferrara, coinvolgendo anche il Garante regionale e quello nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, oltre all’Unar. “Vogliamo conoscere le motivazioni del provvedimento, i criteri applicati per le graduatorie, l’autorità che li ha adottati, le modalità di ricorso e le eventuali soluzioni alternative per consentire ai bambini di assolvere l’obbligo scolastico”, afferma ancora Grazia Satta. “È indispensabile fare piena luce su come e per colpa di chi sia stato possibile che undici minori abbiano perso un intero anno scolastico”.
L’associazione conclude chiedendo un intervento delle istituzioni competenti. “Ci sono bambine e bambini a Portomaggiore che sono stati privati di un anno fondamentale per la loro crescita, il loro apprendimento e la loro integrazione. Una comunità civile non può accettare che dei minori restino fuori dalla scuola solo perché ‘stranieri’. Chiediamo un rapido intervento delle istituzioni competenti affinché vengano accertati i fatti, chiarite eventuali responsabilità e adottate tutte le misure necessarie per evitare che episodi analoghi possano ripetersi”.
Di segno opposto la ricostruzione fornita dal sindaco Dario Bernardi, che premette di avere “buoni rapporti” con PortAmico e di riconoscere all’associazione un “compito meritorio” nel sostegno alle famiglie straniere. Secondo il primo cittadino, però, il caso nasce nell’estate del 2025, quando tra luglio e settembre sarebbero arrivate oltre 50 richieste di iscrizione tardive, un numero definito “uno choc” rispetto alle cinque o sei normalmente registrate ogni anno.
Bernardi spiega che l’Istituto comprensivo ha accolto tutti gli alunni possibile, fino al limite consentito dalle norme sulla sicurezza e dalla capienza delle classi, arrivando in alcuni casi a 26-27 alunni per classe. Per i posti non disponibili, riferisce il sindaco, il Comune si sarebbe confrontato già nel settembre 2025 con l’Ufficio scolastico provinciale e con le associazioni, tra cui la stessa PortAmico, chiedendo che i bambini venissero indirizzati verso istituti vicini, come quelli di Voghiera, Consandolo e San Nicolò, dove vi erano ancora posti disponibili.
Secondo Bernardi, oltre la metà delle oltre 50 richieste è stata assorbita dall’istituto di Portomaggiore, mentre una parte degli alunni è stata indirizzata verso scuole dei comuni limitrofi. Altre famiglie, invece, non avrebbero completato l’iscrizione o sarebbero rimaste in attesa di una soluzione senza procedere all’inserimento dei figli in altri istituti.
Quanto alle ammonizioni inviate dal Comune, il sindaco precisa che sono scattate solo dopo aver verificato, a distanza di un anno, che alcuni bambini risultavano ancora fuori dal sistema scolastico. Bernardi individua due criticità principali: da un lato la mancanza di un efficace coordinamento da parte dell’Ufficio scolastico provinciale tra gli istituti del territorio, dall’altro l’inerzia di alcune famiglie nel perfezionare l’iscrizione presso le scuole indicate come alternative.
Il sindaco respinge infine con decisione le accuse di discriminazione. “Nessun tema di discriminazione, assolutamente. Da noi non è un problema accogliere bambini stranieri, dato che si fa da vent’anni”, sostiene, ribadendo che il Comune “ha fatto tutto il possibile” per affrontare un’emergenza dovuta all’eccezionale incremento delle richieste e sottolineando che quest’anno vi è stata un’ulteriore criticità, poiché all’Istituto comprensivo sono state autorizzate tre prime classi anziché le quattro richieste e normalmente concesse.
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