C’è un patrimonio naturale che ogni anno richiama circa un milione di visitatori, molti dei quali arrivano dal Nord Europa, ma che continua a essere poco frequentato da chi vive a pochi chilometri di distanza. È il parco del Delta del Po dell’Emilia-Romagna, dove tra lagune, saline, canneti e valli salmastre è possibile osservare quasi 350 specie di uccelli e una biodiversità tra le più ricche del continente.
“Chi abita nei pressi di questo parco non si rende conto di quanto siamo fortunati”, ha osservato Enrico Castellucci durante la presentazione della prima Scuola di Birdwatching d’Italia, di cui sarà docente, svoltasi venerdì 3 luglio a Comacchio. “Il Delta è una fortuna incredibile. Molti stranieri vengono per vedere questo parco ricco di biodiversità”.
I numeri che si spiega il direttore del parco Massimiliano Costa raccontano una realtà già consolidata. Si parla di circa 400 mila presenze all’anno lungo i percorsi ciclabili e circa un milione di visitatori complessivi. Un terzo dei visitatori proviene dal Nord Europa, in particolare dai Paesi Bassi, mentre resta limitata la presenza dei residenti della provincia di Ferrara.
Proprio per valorizzare questo patrimonio nascerà a ottobre la prima Scuola di Birdwatching italiana, promossa dal Parco del Delta del Po Emilia-Romagna insieme a Swarovski Optik Italia e con il patrocinio di Ebn Italia. L’obiettivo non è soltanto insegnare a riconoscere gli uccelli, ma creare una nuova cultura del turismo naturalistico.
“Non vinceremo mai la battaglia per preservare la natura se non creeremo un legame emotivo tra uomo e natura – ha spiegato la presidente del Parco, Aida Morelli -. Il compito di questa scuola è proprio creare emozioni e costruire questi legami. Alla base della tutela c’è sempre l’amore per ciò che si conosce”.
Una filosofia condivisa anche da Francesco Petretti), biologo, zoologo e divulgatore scientifico, noto volto televisivo, già presidente della Fondazione Bioparco di Roma, esperto di educazione ambientale e conservazione e birdwatcher. “Ricordo ancora il mio primo incontro con una cinciallegra. Rimasi sorpreso dai colori di quel piccolo animale. Da lì è iniziata una passione che dura ancora oggi”. E aggiunge: “Vogliamo raccontare questi luoghi a un grande pubblico di persone innamorate della natura, un pubblico cresciuto enormemente dopo il lockdown”.
Secondo Petretti, il Delta del Po rappresenta un patrimonio che può essere ulteriormente valorizzato arrivando ai livelli degli altri tre grandi delta europei: quello del Guadalquivir in Spagna, la Camargue in Francia e il Delta del Danubio in Romania. “Siamo in uno dei quattro grandi delta del Mediterraneo. In Spagna, Francia e oggi anche in Romania questi ambienti sono già una meta consolidata. Noi dobbiamo spingere perché sempre più persone conoscano queste meraviglie”.
Anche da qui nasce l’idea della prima scuola di Birdwatching italiana con un percorso formativo che sarà soprattutto pratico. Dopo le lezioni in aula, gli studenti verranno accompagnati lungo itinerari individuati dal direttore del Parco, Massimiliano Costa, insieme agli esperti della scuola.
Si parte dalla Stazione da Pesca Foce, dove gli uccelli ittiofagi si osservano da pochi metri mentre si alimentano. Si prosegue alla Salina di Comacchio, regno dei fenicotteri e delle specie tipiche degli ambienti salmastri, quindi lungo l’argine del Reno, una vera torre naturale affacciata sulle zone umide. L’itinerario continua a Boscoforte, a Valle Zavelea e si conclude alla Torretta di Valle Mandriole, il luogo che il celebre ornitologo Bob Scott considerava il migliore dell’intero Delta per il birdwatching.
La scuola proporrà tre livelli di formazione. I primi due, gratuiti, prevedono sei ore in aula e due sul campo per imparare a riconoscere le principali specie, utilizzare strumenti come eBird e apprendere le basi dell’osservazione. Il terzo livello sarà invece personalizzato e dedicato a birdwatcher esperti.
“Approcciarsi all’osservazione degli uccelli richiede anche un’etica”, ha ricordato l’ex presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri. “Dobbiamo imparare a osservare senza disturbare gli animali. C’è chi, pensando di fare del bene, finisce per arrecare danni. La conoscenza è il primo passo per la conservazione”.

Per facilitare anche i principianti, Swarovski Optik metterà a disposizione la tecnologia AX Visio, il binocolo intelligente che riconosce automaticamente gli uccelli con la semplice pressione di un pulsante.
Accanto alla bellezza del Delta viene ricordata anche la fragilità degli ecosistemi. Paolo Bonasoni, dirigente di ricerca Cnr Isac Bologna, ha ricordato come gli uccelli siano vere e proprie sentinelle dei cambiamenti climatici. “Dai ghiacciai al Delta osserviamo gli effetti dei cambiamenti climatici con l’aumento della siccità e l’avanzata del cuneo salino per decine di chilometri nell’entroterra”.
“Abbiamo già superato – aggiunge – la soglia di 1,5 gradi di riscaldamento globale che ci eravamo prefissati come massima per la fine del secolo . Per questo iniziative come questa scuola sono importanti”.
L’ambizione del progetto guarda infatti oltre i primi corsi previsti da ottobre. L’idea è trasformare nel tempo la scuola in un centro culturale permanente dedicato alla biodiversità, capace di fare ricerca, divulgazione e promuovere un turismo sempre più destagionalizzato, offrendo un motivo in più per scoprire un territorio che il resto d’Europa conosce e apprezza da tempo, ma che molti ferraresi devono ancora imparare a guardare con occhi nuovi.
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